fbpx
Cronaca

Inchiesta “Black List”, Campione collabora e la Sicilia trema

blacklistUna vicenda che è solo l’inizio. La collaborazione dell’imprenditore agrigentino Massimo Campione apre nuovi scenari su ciò che è il mondo degli affari, e degli appalti in particolare, in Sicilia.

Uno “scandalo” che con gli arresti di oggi del professore Dario Lo Bosco, presidente di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e di altri due funzionari del Corpo Forestale, apre nuovi inaspettati scenari sul giro di appalti e sulle “mazzette” pagate per aggiudicarsi lavori milionari.

Massimo Campione, noto imprenditore agrigentino, dopo essere stato “beccato” dalla squadra Mobile di Palermo all’aeroporto del capoluogo siciliano con una lista di nomi, date e cifre, pare che avrebbe iniziato a collaborare con gli investigatori. Una collaborazione che porterebbe a far “tremare” la Sicilia e non solo visti i nominativi presenti in quella che è oramai meglio conosciuta come “Black List”. Un’agenda piena zeppa di nomi, dati e cifre che l’imprenditore agrigentino starebbe spiegando, mettendo letteralmente in subbuglio il mondo imprenditoriale, della politica e della burocrazia. Nomi eccellenti e non solo che per la Procura della Repubblica di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Dino Petralia, sembrerebbero essere tutti coinvolti in un giro d’affari e di tangenti che non si limita solo al giro di “mazzette” per l’aggiudicazione dell’appalto relativo alla manutenzione dell’impianto di telerilevamento degli incendi nel Parco delle Madonie bandito dall’Ispettorato foreste della Regione e aggiudicato alla Sistet, società del gruppo Campione.

Infatti gli investigatori stanno cercando di capirne di più, tant’è che dopo aver sottratto la “Black List” a Massimo Campione, sono state effettuate perquisizioni negli uffici e nell’abitazione dell’imprenditore, sequestrando carte e documenti per mettere sotto la lente d’ingrandimento gli appalti aggiudicati dalla società. Su tutti, ad esempio, i lavori effettuati all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, quelli per i comuni di Agrgento, Messina e Palermo e tanti altri al vaglio degli investigatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.