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Cronaca Regioni ed Enti Locali

Inchiesta “Duty Free”: chieste le prime condanne sul giro di presunte tangenti all’Agenzia delle Entrate

tribunaleOtto imputati da condannare e tre da assolvere. Secondo il pubblico ministero Andrea Maggioni, sono queste le condanne da infliggere a conclusione della requisitoria sullo stralcio abbreviato nato dalle presunte tangenti all’Agenzia delle Entrate per avere informazioni utili e per ipotetici annullamenti di sanzioni tributarie.

L’inchiesta denominata “Duty Free” ipotizza un presunto giro di tangenti che ha coinvolto il mondo dell’imprenditoria agrigentina e alcuni esponenti dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento.

Il pm ha chiesto pene che vanno da quattro anni di reclusione ad un anno. In particolare, tre anni e quattro mesi sono stati chiesti per l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, Pietro Pasquale Leto; un anno per la figlia di quest’ultimo; due anni per l’imprenditore agrigentino Marco Campione. L’assoluzione invece è stata chiesta per Daina, ragioniere del gruppo “Campione”.

Sul banco degli imputati anche altri tre funzionari dell’Agenzia; per due di essi, Aurelio Bruno e Francesco Caci, è stata chiesta l’assoluzione, mentre per Antonino Migliaccio è stata chiesta la condanna a otto mesi; stessa richiesta anche per l’imprenditrice Vincenza Maria Lombardo.

Quattro anni di reclusione, invece, sono stati chiesti per un imprenditore agrigentino. Un anno, infine, sono stati chiesti per Salvatore Trupia e Vincenza Rubino.

 

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