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Inchiesta “Giano Bifronte”: ecco le imprese coinvolte e i destinatari delle misure

img_5611Non solo agrigentini, ma anche palermitani e della provincia di Trapani e Caltanissetta. Sono ventotto complessivamente gli indagati nell’operazione denominata “Giano Bifronte” condotta dalla Guardia di Finanza di Agrigento coordinata dal comandante provinciale Fabio Sava. Su richiesta del sostituto procuratore di Agrigento, Andrea Maggioni, il gip Francesco Provenzano ha emesso le ordinanze di applicazione delle misure cautelari in carcere nei confronti di Antonio Vetro, 48 anni originario di Favara e di Paolo Minafò, 51 anni di Palermo.

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Altri cinque invece sono finiti agli arresti domiciliari. Si tratta di Angelo Incorvaia, 54 anni, domiciliato a Canicattì; Valerio Peritore, 50 anni, residente a Licata; Patrizia Michela Cristofalo, 42 anni, di Palermo; Nicola Galizzi, 50 anni, di Palermo ed Ettore Calamaio, 55 anni, di Lercara Friddi.

Misura dell’obbligo di dimora a Canicattì, invece per Luigi Di Natale, 67 anni; Vincenzo Scalise, 41 anni; Pietro Carusotto, 61 anni; Angelo Sanfilippo, 61 anni; Calogero Curto Pelle di 61 anni. Misura dell’obbligo di dimora ad Aragona per Gerlando Raimondo Lorenzano, 55 anni. Misura dell’obbligo di dimora a Licata per Giovambattista Bruna, 68 anni, di Licata. Misura dell’obbligo di dimora a Favara per Antonio Milioti di 41 anni e misura dell’obbligo di dimora a Campobello di Licata per Sebastiano Caizza di 39 anni. Misura dell’obbligo di dimora a Ravanusa per Calogero Messana di 43 anni.

Un vero e proprio sistema corruttivo che, come affermato dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, si nascondeva dietro le consulenze. Il tutto per accedere ai prestiti agevolati dell’Irfis FinSicilia spa che, attraverso presunti pagamenti e documenti garantivano l’erogazione dei fondi a chi invece non aveva diritto.

Un sistema – sottolinea Luigi Patronaggio – che penalizza le imprese oneste e toglie risorse alle imprese sane“. Un lungo lavoro che solo grazie ai militari della Guardia di Finanza di Agrigento è stato possibile scoprire.

La società – afferma il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Fabio Sava – avrebbe dovuto tecnicamente fornire consulenza per istruzione di pratiche idonee ad ottenere legalmente, legittimamente, finanziamenti agevolati. In realtà, non faceva altro che creare artificiosamente i presupposti sapendo che le imprese erano ben lontani dalle condizioni per poterne beneficiare“.

Ecco alcune delle imprese coinvolte nell’indagine secondo gli investigatori: Di Natali Srl con l’obiettivo della corruzione di accedere a fondi per l’apertura di 20 punti vendita (art. 60 L.R. n.32/2000 – Fondo Regionale per il commercio) – importo versato agli intermediari: 1500 euro – importo versato ad Intersystem srl: 5000 euro (su totali 25 mila) – stato della pratica: finanziamento non richiesto; ATENEUM Srl con l’obiettivo della corruzione di accedere ai fondi pubblici agevolati di cui all’art. 60 L.R. n.32/2000 (Fondo Regionale per il commercio) – importo versato agli intermediari: pattuito l’1% del finanziamento percepito – importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 2.000 (acconto) – Stato della pratica: finanziamento pari ad euro 516.00 non erogato; La D.I. di Scalise con l’obiettivo della corruzione: accedere ai fondi pubblici agevolati di cui all’art.60 L.R. n.32/2000 (Fondo Regionale per il Commercio) – Importo versato agli intermediari: euro 2.500 – importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 12.100- Stato della pratica: finanziamento di euro 320.000, ottenuto; Cooperativa Costruzioni Lercara e I.CO.LE.R srl con l’obiettivo della corruzione: accedere ai fondi di cui alla L.R. n.38/1976 (Agevolazioni finanziarie alle commesse) – Importo versato agli intermediari: euro 1.500 – Importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 32.565 – Stato della pratica: finanziamento ottenuto per euro 549.000 quanto alla Cooperativa Costruzioni Lercara e 1.291.000 quanto alla ICOLER S.r.l.; C.P.S. Ortofrutticola S.r.l. con l’obiettivo della corruzione: accedere ai fondi di cui all’art. 11 della L.R.n.51/1957 (Mutuo industriale a tasso agevolato) – Importo versato agli intermediari: euro 1.000 – Importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 2.000 – Stato della pratica: finanziamento per euro 620.000. Pratica non istruita; MESSANA Srl con l’obiettivo della corruzione: accedere ai fondi di cui all’art. 11 della L.R. n.51/1957 (Mutuo industriale a tasso agevolato) – Importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 23.595 – Stato della pratica: finanziamento per euro 1.200.000, ottenuto; H.C. Srl con l’obiettivo della corruzione: accedere ai fondi di cui all’art.11 della L.R.n.51/1957 (Mutuo industriale a tasso agevolato) – Importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 11.400 – Stato della pratica: finanziamento per euro 470.000, non ottenuto; CS Group Srl con l’obiettivo: accedere ai fondi di cui all’art.11 della L.R.n.51/1957 (Mutuo industriale a tasso agevolato) – Importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 13.595 – Stato della pratica: finanziamento per euro 1.100.000, ottenuto quanto alla prima tranche di euro 629.000; CS Vetro Srl con l’obiettivo della corruzione: accedere ai fondi di cui all’art.11 della L.R.n.51/1957 (Mutuoindustrialeatassoagevolato) – Importo versato a INTERSYSTEM S.r.l.: euro 23.800 – Stato della pratica: finanziamento per euro 1.190.000, ottenuto.

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