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Inchiesta “Sorella Sanità”, il Riesame accoglie l’appello della Procura: domiciliari per deputato ARS

Con l’accoglimento dell’appello della Procura il Tribunale del Riesame di Palermo ha ordinato gli arresti domiciliari per il deputato licatese Carmelo Pullara indagato nell’ambito dell’inchiesta denominata “Sorella Sanità”.

L’inchiesta riguarda presunte corruzioni e turbative d’asta – reato quest’ultimo contestato al deputato regionale dei Popolari e Autonomisti – nell’ambito degli appalti per le forniture a ospedali e aziende sanitarie provinciali.

Oltre 600 milioni di euro – secondo l’accusa – il volume d’affari che sarebbe girato attorno alle gare oggetto dell’indagine.

La Procura, come si ricorderà, aveva chiesto nel maggio scorso gli arresti domiciliari per il parlamentare regionale; misura negata dal Gip che non aveva ritenuto sussistenti gravi indizi. Dopo l’appello della Procura, il Riesame ha deciso per i domiciliari, misura che comunque non sarà applicata nell’immediato per l’annunciato ricorso in Cassazione.

Appresa la notizia è stato lo stesso Carmelo Pullara ad affermare: “Non posso crederci! Ho assistito personalmente all’udienza e devo dire che tutto mi aspettavo tranne che questa decisione anche perché le argomentazioni portate avanti dalla pubblica accusa in fatti ed atti non risultano vere. Ciò non di meno le decisioni si accettano. Con fiducia attenderò il giudizio della Cassazione sperando di mettere fine a questa per me assurda vicenda.”

Proprio per il diritto di ricorrere in Cassazione, il deputato non verrà immediatamente arrestato.

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