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Intimidazione al sindaco di Ravanusa, aperta un’inchiesta

Un grave e inquietante episodio intimidatorio ha colpito il sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola. All’interno del muro dell’abitazione del primo cittadino sono stati rinvenuti un contenitore con un liquido non identificato, un mazzo di fiori e tre bossoli di arma da fuoco. Un gesto dal forte valore simbolico, che ha immediatamente fatto scattare l’allarme.

Il sindaco ha prontamente segnalato l’accaduto ai carabinieri della Stazione di Ravanusa e al prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo. I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per chiarire l’origine e il significato di quanto rinvenuto, mentre la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sull’episodio. I fatti risalgono alla scorsa settimana.

«Un gesto grave e inquietante, che ha scosso profondamente me e, soprattutto, la mia famiglia», ha dichiarato Pitrola, spiegando anche il motivo del suo silenzio nei giorni immediatamente successivi all’intimidazione. «Il mio silenzio non è debolezza, è rispetto. Rispetto per la serenità delle persone che amo e a cui devo tutto: i miei genitori, mia moglie e i miei figli».

Il sindaco ha poi lanciato una riflessione sul significato dell’atto intimidatorio: «Davanti a gesti così vili una domanda sorge spontanea: a chi dà fastidio il mio operato? Un impegno quotidiano fondato su trasparenza, legalità e rinnovamento, portato avanti esclusivamente nell’interesse della comunità».

Pitrola ha ribadito di non vivere di politica e di non avere ambizioni personali. «Concluso questo percorso tornerò al mio lavoro, ai miei hobby e soprattutto alla mia famiglia. E se un giorno capirò che la mia comunità preferisce il grigiore al cambiamento, me ne andrò in punta di piedi, ma con la coscienza pulita e la schiena dritta», ha affermato, sottolineando come la paura, pur essendo umana, non debba condizionare l’azione amministrativa.

Un appello, infine, all’unità e alla partecipazione collettiva: «Ravanusa non ha bisogno di eroi, ma di un cammino condiviso con scuole, associazioni, comunità ecclesiastica e forze politiche sane. Serve un cambiamento culturale profondo che non può e non deve fermarsi».

«La mia forza siete voi – ha concluso il sindaco –. Se voi ci sarete, io continuerò a lottare per un territorio che vogliamo vedere rinascere, un luogo in cui i nostri figli possano crescere in modo sano e sicuro».