Vai al contenuto
Venerdì 14 Agosto 2026

ScrivoLibero.it - il quotidiano online

Regioni ed Enti Locali

Intimidazioni agli amministratori: Agrigento maglia nera d’Italia nel 2024

Pubblicita

Un dato allarmante getta nuova luce sull’emergenza legalità in Sicilia: la provincia di Agrigento è la più colpita in tutta Italia per numero di atti intimidatori contro amministratori locali registrati nel 2024. A confermarlo è il 15° Rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato dall’associazione Avviso Pubblico, rete nazionale di enti locali impegnati nel contrasto a mafie e corruzione.

Secondo il dossier, oltre il 50% degli episodi censiti in Sicilia nell’ultimo anno si è verificato proprio nell’Agrigentino, confermandone la centralità in uno scenario preoccupante di pressioni, minacce e violenze ai danni di sindaci, assessori, consiglieri comunali e funzionari pubblici.

Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2024, Avviso Pubblico ha censito 5.716 atti intimidatori su scala nazionale, con una media di 381 episodi all’anno, pari a uno al giorno. La Sicilia si conferma la regione più colpita in Italia, con 913 casi registrati in quindici anni, davanti a regioni come la Calabria e la Campania.

Le province più bersagliate sono Palermo (223 casi), Agrigento (188) e Catania (103). Solo nel 2024 sono stati 328 gli episodi censiti a livello nazionale, con un incremento del 4% rispetto al 2023, segno che il fenomeno non solo non arretra, ma si fa sempre più pervasivo.

Pubblicita

La categoria più colpita resta quella dei sindaci, vittime nel 61% dei casi nel 2024. Ma le intimidazioni non risparmiano nemmeno assessori, consiglieri, dirigenti e perfino candidati alle elezioni amministrative, la cui esposizione è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente. I metodi vanno dalle minacce verbali alle lettere anonime, passando per danneggiamenti, aggressioni e avvertimenti in pieno stile mafioso.

Che sia per pressioni legate agli appalti, per ostacolare l’azione amministrativa o per tentativi di condizionamento politico, il dato che emerge è inequivocabile: la provincia di Agrigento rappresenta oggi l’epicentro di un fenomeno criminale che mira a minare il funzionamento democratico degli enti locali.

Il numero di Comuni siciliani colpiti negli ultimi 15 anni è pari a 213, ovvero oltre la metà (54%) dei municipi presenti sull’isola. Una diffusione capillare che rende evidente come la cultura della minaccia e della violenza continui a rappresentare un metodo di “dialogo” criminale verso le istituzioni.