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Editoriali Spalla

La tragedia del Morandi un anno dopo: ad Agrigento nulla è cambiato

Nulla è cambiato, nulla è deciso: a distanza di dodici mesi esatti dal crollo del viadotto di Genova, che ad Agrigento ha innescato il dibattito sulle sorti del “Morandi” nostrano, l’opera è ancora chiusa e non usufruibile.

Dopo quanto accaduto nel capoluogo ligure, dalle nostre parti ha ripreso vigore per diverse settimane il dibattito sulle sorti di un’infrastruttura che presenta enormi criticità e che già da due anni risulta non percorribile nel tratto che va dalla bretella di via Dante fino a Villaseta.

Tra favorevoli e contrari alla demolizione, alla fine l’ha spuntata il partito dell’immobilismo: si parla di un progetto da 30 milioni di Euro per il recupero del viadotto, così come si fa riferimento a progetti che invece andrebbero a definire la viabilità alternativa, ma nessun cantiere risulta avviato né in un senso e né nell’altro.

Per diverse settimane si è discusso sul da farsi ma, come purtroppo spesso capita dalle nostre parti, alla fine non si è fatto nulla. Ed Agrigento convive dunque con uno spauracchio di cemento armato inutilizzabile, di cui ancora non si conosce il destino e che rischia, per diversi anni, di essere un’enigmatica lingua di asfalto rappresentativa del modo con il quale si gestisce il nostro territorio.

A poche ore dalla tragedia di Genova, InfoAgrigento.it e ScrivoLibero.it hanno realizzato uno speciale in comune proprio sotto i piloni del Morandi: se un anno fa è stato importante evidenziare le criticità dell’opera, è altrettanto utile rimarcare come, dopo dodici mesi esatti, nulla è cambiato e la situazione è esattamente uguale se non peggiorata.

Di seguito il servizio realizzato il 14 agosto 2018:

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