Lampedusa, il Prefetto precetta i voli DAT: sciopero limitato per garantire il rientro dopo la visita del Papa
La tutela dei diritti costituzionali prevale sul diritto di sciopero quando ricorrono circostanze eccezionali. È il principio che ha guidato il Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, nell’adozione di un’ordinanza con la quale viene garantita l’effettuazione di alcuni collegamenti aerei tra Lampedusa, Palermo e Catania nella giornata di domenica 5 luglio, nonostante lo sciopero di quattro ore proclamato dal personale navigante della compagnia DAT.
Il provvedimento nasce da una situazione ritenuta del tutto straordinaria. Lo sciopero, indetto dal Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato DAT dalle ore 13 alle 17, coincide infatti con il giorno successivo alla visita pastorale del Sommo Pontefice Leone XIV a Lampedusa, evento che ha determinato un afflusso eccezionale di fedeli, pellegrini, autorità istituzionali e operatori dell’informazione sull’isola. Per far fronte all’incremento della domanda di trasporto, la compagnia aveva già programmato voli aggiuntivi sulle tratte Lampedusa-Palermo e Lampedusa-Catania, con un coefficiente di riempimento prossimo al cento per cento.
Secondo quanto evidenziato nell’ordinanza prefettizia, la contemporanea astensione dal lavoro avrebbe potuto provocare cancellazioni e ritardi tali da compromettere non soltanto la mobilità dei passeggeri, ma anche la sicurezza e l’ordine pubblico. La particolare condizione geografica di Lampedusa, la limitata disponibilità di collegamenti alternativi e la ridotta capacità ricettiva dell’aeroporto rendono infatti estremamente difficile assorbire eventuali disservizi in presenza di migliaia di persone concentrate sull’isola.
Nella motivazione il Prefetto richiama espressamente l’articolo 8 della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che consente l’intervento dell’autorità governativa quando dall’interruzione del servizio possa derivare un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati. Nel caso concreto, il rischio riguarda la sicurezza, la salute e la libertà di circolazione dei passeggeri, aggravato dall’impossibilità di riproteggere tempestivamente i viaggiatori sui voli successivi, già completamente prenotati.
Un ulteriore elemento valutato riguarda la presenza di numerose personalità istituzionali, tra cui il Presidente della Regione Siciliana, assessori regionali e dirigenti dell’amministrazione, il cui rientro era programmato proprio nelle ore interessate dallo sciopero. La Prefettura evidenzia come la permanenza forzata sull’isola avrebbe potuto determinare ulteriori criticità sotto il profilo della sicurezza personale e della gestione dell’ordine pubblico.
L’ordinanza dispone pertanto che il personale della società UAB DAT Ltd – sede secondaria italiana – assicuri il regolare svolgimento delle prestazioni lavorative sulle tratte individuate, comprese quelle eventualmente programmate in orario straordinario, limitatamente ai collegamenti tra la Sicilia e Lampedusa interessati dall’emergenza. L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità del servizio pubblico essenziale e salvaguardare i diritti fondamentali coinvolti.
La decisione era stata anticipata da una comunicazione ufficiale inviata dalla Prefettura agli organi di stampa, nella quale si spiegava come il provvedimento fosse stato adottato in adesione alla segnalazione della Commissione di Garanzia, ritenendo prevalente, nelle circostanze eccezionali determinate dalla visita del Pontefice, la necessità di assicurare la libertà di movimento e di circolazione dei numerosi partecipanti all’evento. La Prefettura ha inoltre chiesto la massima diffusione della notizia attraverso i mezzi di informazione.





















