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Cronaca Regioni ed Enti Locali

Legambiente: salviamo Porte e Mura chiaramontane

mimmo_fontanaLegambiente lancia un accorato appello alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento affinché si pongano in essere interventi per salvare le mura chiaramontane della città.

A lanciare l’allarme sono il presidente regionale di Legambiente Mimmo Fontana (in foto) e il presidente del circolo Rabat Claudia Casa, che nella loro nota denunciano come ormai:
I crolli e il loro rischio sono un evento così frequente che Agrigento, spesso incline al fatalismo, rischia di accogliere come un destino ineluttabile. Inutile fare l’elenco, si rischia di dimenticarne qualcuno. Solo nelle ultime settimane c’è stato il crollo del costone calcarenitico di via XXV aprile e quello della Passeggiata archeologica. Sono i segni di una città che non si prende più cura di se stessa. Non è chiaro se sono crolli imprevisti o, peggio, crolli previsti ai quali non si è opposto alcun rimedio. Esemplari i casi del Palazzo Lo Iacono-Maraventano e del costone dietro i palazzi Crea. Adesso è stato lanciato l’allarme per la Porta dei Saccajoli di via Empedocle. È una porta inaccessibile, posta sotto il piano della strada, che dà su un locale che, nel tempo, deve essere stato riempito con materiale di risulta. La strada soprastante è interessata da un pesante smottamento e tutto quanto si sporge pericolosamente sul sottostante piano della stazione ferroviaria. Cosa si vuole fare? Una situazione molte simile è quella in cui versa Porta di Mare, da decenni nascosta tra i “tolli” di via Dante e via Pietro Nenni, che sta pian piano vedendo cadere a pezzi il suo portale ad ogiva e il cantonale in pietra bianca di Comiso. Un discorso a parte, invece, va fatto per Porta Panitteri che sembra ormai irreversibilmente destinata alla sua ultima funzione di “sparti-traffico”. La situazione è drammatica e sarebbe imperdonabile assistere al crollo di queste testimonianze delle Mura Chiaramontane, importantissima infrastruttura difensiva della città del XIII-XIV secolo, uno dei periodi più alti della nostra storia che non si è fermata al periodo ellenistico-romano. Chiediamo alla Soprintendenza non solo di provvedere con interventi volti a scongiurare il crollo delle porte, ma di fare di più. Agrigento, come si dice ormai spesso, ha bisogno di aumentare, qualificare e variare la propria offerta culturale per attirare il turismo che più si confà al suo patrimonio. Non sappiamo se è già stato pensato, in ogni caso ci permettiamo di suggerire alla Soprintendenza di Agrigento di esperire le possibilità di accesso ai finanziamenti europei attraverso cui recuperare le Porte Chiaramontane e ciò che resta delle mura per sottrarle al rischio di crollo e renderle anche fruibili turisticamente attraverso percorsi che le rendano accessibili. Si tratta di elaborare progetti qualificati che coniughino la conservazione con la valorizzazione attraverso la fruibilità di un patrimonio di grande valore culturale e storico e avere così accesso alle misure di finanziamento previste dall’Europa. Crediamo che Agrigento possa uscire dall’emergenza se guarda oltre l’immediato presente e che la carenza di fondi può essere aggirata attraverso una visione di prospettiva“.

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