Licata, scritte “Allah Akbar” sui muri di chiese e edifici pubblici: indagini
Scritte con la frase “Allah Akbar” (Allah è grande) sono comparse nelle ultime ore in diversi punti del centro abitato di Licata, destando sconcerto e preoccupazione tra i cittadini. Le scritte, realizzate con vernice spray nera, sono state individuate sul muro esterno della caserma della Compagnia dei Carabinieri, sulle facciate di almeno tre chiese cittadine, sulla parete d’ingresso dell’ufficio postale centrale e persino sul prospetto di un palazzo storico di Corso Roma.
Dalle immagini di videosorveglianza, già acquisite dagli inquirenti, sarebbe stato ripreso un uomo non ancora identificato mentre tracciava le scritte in piena notte. I Carabinieri della Compagnia di Licata, coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, stanno conducendo accurate indagini per risalire all’autore e comprendere le motivazioni del gesto.
Al momento, le ipotesi al vaglio degli investigatori sono due: un atto vandalico isolato o una provocazione a sfondo religioso o ideologico. Gli inquirenti, tuttavia, invitano alla prudenza, sottolineando che non vi sono al momento elementi che possano ricondurre il fatto ad ambienti di radicalismo religioso.
La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta per danneggiamento e imbrattamento di beni pubblici, religiosi e di interesse storico. Le scritte, che hanno immediatamente attirato l’attenzione dei residenti, sono state rimosse o coperte già nella mattinata di oggi grazie all’intervento congiunto di personale comunale e volontari.






















