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Regioni ed Enti Locali

Luci e ombre sul Resort di Torre Salsa

resort4Continua a far discutere la vicenda relativa al progetto del Resort di Torre Salsa a Siculiana.

Lo scorso 13 aprile è stata la Commissione Ambiente all’Ars a volersene occupare in una audizione sollecitata dai parlamentari del Movimento 5 Stelle che è servita a mettere attorno a un tavolo i dirigenti dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, del dipartimento regionale urbanistica e del servizio Vas-Via, nonchè le associazioni ambientaliste (Marevivo, Legambiente e WWF).

Un vertice per esporre tutte le criticità di un progetto tanto amato quanto discusso. Se da un lato infatti c’è chi sbandiera la realizzazione del Resort come una opportunità di sviluppo del territorio, sottolineando che da un punto di visto burocratico tutto, o quasi, sembrerebbe essere regolare; dall’altro la relazione consegnata dai vertici di Marevivo, Legambiente e WWF, alla quale si associano le battaglie di MareAmico Agrigento, che in sintesi fanno presente come l’area all’interno della quale dovrà sorgere il Resort della società Adler, seppur non ricadrebbe nella riserva naturale, apparterrebbe ad un Sito di Importanza Comunitaria (SIC).

Motivo quest’ultimo che “non comporta automaticamente l’inedificabilità dell’area ma impone che qualunque modifica antropica dei luoghi vada sottoposta ad una preventiva Valutazione di Incidenza nella quale si devono considerare gli impatti sugli habitat, le specie da conservare e le misure per minimizzarli, pervenendo preferibilmente a un aumento della naturalità dei luoghi“. L’area in questione, si legge nella relazione delle associazioni ambientaliste evidenzia “una interferenza significativa con l’habitat 6220 (Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea) di interesse conservazionistico prioritario, in una porzione che misura circa 1,5 Ha; per la restante parte della sua superficie sul pianoro (5 Ha) il P.d.G. non registra la presenza di alcun habitat da tutelare né tanto meno rileva una significativa importanza faunistica (Carta Importanza Faunistica)“.

Questo, insieme ad altre considerazioni sul modello di sviluppo turistico e urbanistico del territorio, hanno indotto le tre associazioni a chiedere “la sospensione delle procedure per il rilascio della Concessione Edilizia in quanto risulta evi-dente che tutto l’iter autorizzativo è viziato ab origine poiché fondato su una strumentazione urbani-stica che ha disatteso i criteri discendenti dalla stessa norma (art. 37 della L.R. 10/2000) utilizzata per modificare la destinazione urbanistica di questa porzione di territorio comunale“.

Una “strana” considerazione, visto che il WWF aveva dapprima autorizzato il progetto per la realizzazione del Resort del gruppo austriaco Adler, e poi, una volta scoppiato il “caso” a livello nazionale, ha provveduto attraverso il numero uno in Sicilia, Franco Andaloro, a smentire i suoi colleghi chiedendo di ritenere nullo ogni valutazione pregressa.

In tutto ciò, l’unica vera “opposizione” è stata fatta da MareAmico che da sempre ha lottato contro la realizzazione del Resort e che, come afferma Claudio Lombardo: “non dista almeno 150 metri dal SIC, così come previsto dalla normativa vigente“. Un progetto che, a dire degli oppositori più incalliti, non terrebbe conto neanche del Piano Paesaggistico.

Insomma, tutto da rivedere per le associazioni ambientaliste e con esso il rispetto dei cittadini a non vedersi probabilmente privatizzare un tratto di spiaggia.

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