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Cronaca Regioni ed Enti Locali

Mafia agrigentina, le nuove rivelazioni del neo collaboratore Quaranta: ecco come avvenne la latitanza di Gerlandino Messina

leggeSembra un fiume in piena il neo collaboratore di giustizia, il 50enne favarese Giuseppe Quaranta, arrestato nelle scorse settimane nell’ambito del blitz antimafia denominato “Montagna” che ha sgominato i presunti vertici di due mandamenti e di sedici famiglie presumibilmente appartenenti a “Cosa Nostra” agrigentina.

Emergono infatti nuovi particolari dai verbali delle trascrizioni rese da Quaranta, ritenuto vicino alla famiglia Fragapane di Santa Elisabetta e già capo del mandamento di Favara. Quaranta è stato ascoltato dai sostituti procuratori della Dda di Palermo.

Secondo le ultime rivelazioni del collaboratore, il favarese Luigi Pullara ed il cognato Angelo Di Giovanni avrebbe avuto un ruolo importante nella gestione della latitanza dell’ex boss empedoclino Gerlandino Messina, arrestato nell’ottobre del 2010 a Favara dopo anni di latitanza. Dichiarazioni emerse durante un approfondimento dei pm sul traffico di droga e armi. 

La provenienza delle armi – afferma Quaranta – non la so, ma sicuramente erano del gruppo di Porto Empedocle però le aveva lui in dotazione e a disposizione anche per la famiglia di Favara“. 

Luigi Pullara essendo che aveva avuto nel passato…passato sarebbe a dire parliamo di …qualche annetto prima, ca avia curatu a latitanza di cosa… di Gerlandino Messina“. “Nell’ultimo covo, ni carnazza Bellavia, prima ci avia statu, poi sinni ini, poi non potendo più trovare appartamenti perchè la gente a Favara… e criditimi veramente… Maresciallo, dottoressa, Capitano… si stuffaru perchè la gente è rovinata libera e non può più nè lavorare, avere finanziamenti, e la gente che lavora e vive di queste cose, non è che è una cosa personale, poi diventa un problema familiare, picchì poi i muglieri i figli…