Mafia tra Villaseta e Porto Empedocle, 15 condanne: quasi 189 anni di carcere
Quindici condanne per un totale di 189 anni di reclusione. È il verdetto arrivato al termine del giudizio abbreviato su uno dei filoni dell’inchiesta che ha ricostruito, secondo l’impostazione accusatoria, gli equilibri e le attività delle organizzazioni mafiose operanti tra Villaseta e Porto Empedocle.
Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo ha inflitto le pene al termine di un procedimento scaturito dalla maxi operazione che, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, aveva portato all’esecuzione di numerose misure cautelari.
Le condanne più pesanti ammontano a 20 anni di carcere ciascuna. Seguono una pena di 18 anni e 8 mesi, una di 17 anni e 2 mesi e una di 15 anni e 8 mesi. Le altre condanne vanno dai 12 anni e 10 mesi ai 3 anni di reclusione, con pene differenti in relazione alle singole posizioni processuali e alle contestazioni.
La sentenza arriva dopo una requisitoria nella quale la Direzione distrettuale antimafia aveva chiesto complessivamente 192 anni e 8 mesi di carcere per i quindici imputati. Il verdetto ha quindi ridimensionato, nel complesso, le richieste formulate dall’accusa.
Al centro dell’indagine ci sarebbe stata una presunta struttura criminale articolata sul territorio, con collegamenti tra i gruppi riconducibili alle aree di Villaseta e Porto Empedocle. L’inchiesta avrebbe delineato un sistema nel quale droga, estorsioni, intimidazioni e danneggiamenti rappresentavano alcune delle principali attività contestate.
Tra gli episodi finiti nel fascicolo investigativo ci sono anche alcuni attentati intimidatori realizzati con colpi di arma da fuoco. In particolare, sarebbero stati presi di mira un’attività di panificazione e gastronomia e un esercizio commerciale di frutta e verdura, tra Agrigento e Porto Empedocle.
Secondo la ricostruzione della Procura, alcuni degli imputati avrebbero ricoperto ruoli di particolare rilievo all’interno delle rispettive articolazioni territoriali. Gli investigatori avrebbero individuato figure considerate di riferimento per il gruppo empedoclino e altre ritenute centrali negli assetti della famiglia mafiosa di Villaseta.
Il procedimento con rito abbreviato rappresenta uno dei tronconi giudiziari dell’inchiesta sfociata nell’operazione condotta tra dicembre 2024 e gennaio 2025, quando furono eseguiti decine di provvedimenti cautelari nei confronti di persone ritenute, a vario titolo, coinvolte nel presunto sistema criminale.
Durante il processo, le difese hanno contestato il quadro accusatorio ricostruito dagli inquirenti, cercando di ridimensionare il ruolo attribuito ai singoli imputati e di mettere in discussione gli elementi posti alla base delle contestazioni.
La sentenza di primo grado chiude così questa fase del procedimento, ma la vicenda giudiziaria non è necessariamente conclusa. Trattandosi di una decisione di primo grado, gli imputati potranno infatti esercitare le facoltà previste dalla legge nei successivi gradi di giudizio.
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