Minacce, richieste di denaro e violenze in famiglia: a processo 27enne accusato di aver terrorizzato madre e fratello
Avrebbe trasformato la vita della propria famiglia in un incubo fatto di intimidazioni, richieste continue di denaro e gravi episodi di violenza. Un ventisettenne di Canicattì dovrà ora rispondere davanti al giudice delle accuse di estorsione e maltrattamenti in ambito familiare.
La vicenda approderà il prossimo 19 giugno davanti al giudice per l’udienza preliminare. Dopo la disposizione del giudizio immediato, la difesa dell’imputato ha scelto di chiedere l’accesso al rito abbreviato.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il giovane avrebbe sottoposto la madre a continue pressioni e minacce per ottenere somme di denaro destinate all’acquisto di sostanze stupefacenti. Le richieste sarebbero state frequenti e accompagnate da comportamenti aggressivi, tanto da costringere la donna a consegnare ripetutamente centinaia di euro. Nel tempo, l’ammontare complessivo del denaro ottenuto sarebbe arrivato a sfiorare i diecimila euro.
Le contestazioni riguardano anche le presunte minacce rivolte alla madre alla presenza del fratello minore dell’imputato, persona affetta da sindrome di Down, che avrebbe assistito a numerosi episodi di tensione e violenza domestica.
L’episodio più grave risalirebbe alla notte del 7 marzo scorso. Stando agli atti dell’inchiesta, il ventisettenne avrebbe preteso mille euro dalla madre, minacciandola mentre impugnava alcuni oggetti potenzialmente pericolosi e creando momenti di forte paura all’interno dell’abitazione. Durante quelle ore avrebbe inoltre simulato telefonicamente un grave fatto di sangue, inducendo le forze dell’ordine a intervenire con urgenza.
All’arrivo dei carabinieri, la situazione sarebbe apparsa particolarmente delicata e avrebbe richiesto un immediato intervento per mettere in sicurezza i presenti. La denuncia presentata dalla donna ha dato avvio al procedimento giudiziario che ha portato all’arresto del giovane.
Attualmente l’imputato si trova sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con controllo elettronico all’interno di una comunità, in attesa dei prossimi sviluppi processuali.






















