Natale, il messaggio dell’arcivescovo Damiano: “Siate portatori di luce e tessitori di pace”
Un appello forte alla pace, alla responsabilità e alla speranza ha attraversato il tradizionale messaggio di Natale dell’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, rivolto alla comunità ecclesiale e civile del territorio. In un contesto segnato da conflitti, tensioni e profonde ferite sociali, il pastore della Chiesa agrigentina ha invitato tutti i credenti a farsi “portatori di luce” in un tempo che ha definito senza esitazioni “un’ora buia”.
Nel suo augurio natalizio, monsignor Damiano si è soffermato sui “venti di guerra che minacciano le coscienze”, richiamando le parole di papa Francesco sulla pace nelle terre martoriate dai conflitti. Uno sguardo lucido e preoccupato sullo scenario internazionale, ma anche sulla realtà quotidiana delle comunità locali, segnate da povertà, fragilità, contraddizioni e ferite vecchie e nuove.
“La luce – ha sottolineato l’arcivescovo – può squarciare ogni buio”. Richiamando le Scritture e il significato profondo del Natale, Damiano ha ricordato che nessuna notte della storia è destinata a durare per sempre e che nessuna persona è condannata a restare nelle tenebre. Tuttavia, ha avvertito, quella luce va alimentata e custodita, perché il rischio di camminare con “lampade spente” è sempre presente.
Nel suo messaggio non è mancato un richiamo diretto anche alle istituzioni. L’arcivescovo ha rivolto un invito esplicito ai sindaci dei 43 comuni della provincia di Agrigento affinché siano trasparenti e operino esclusivamente per il bene comune, esercitando il proprio ruolo come autentico servizio alla collettività.
Monsignor Damiano ha infine esortato a non perdersi in polemiche sterili o in dibattiti ideologici, ma a tornare all’essenziale: la comunione, la cura dell’altro, la responsabilità condivisa. “Voi siete la luce del mondo”, ha ricordato citando il Vangelo, affidando a ciascuno il compito di testimoniare, con gesti concreti, la speranza che nasce dal Natale.
Il messaggio si chiude con un augurio semplice ma potente: “Siate portatori di luce”, nella certezza che “la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta”. Un invito che risuona come una chiamata collettiva a costruire pace, giustizia e fraternità, a partire dalle coscienze e dalle comunità.





