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Naufragio a Lampedusa, tredici donne morte: dispersi 8 bambini

Al momento, sono tredici le salme recuperate dagli uomini della Guardia costiera e della Guardia di finanza dopo il naufragio avvenuto nella notte a largo delle coste di Lampedusa.

Ventidue invece i superstiti tratti in salvo. Le donne sarebbero tutte di origine subsahariana e pare che un’altra sia invece in coma in gravi condizioni di salute.

La tragedia si è consumata a circa sei miglia a largo delle coste italiane, dove un barchino si sarebbe rovesciato mentre era in corso l’intervento di soccorso delle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

A coordinare le indagini sono i magistrati della Procura della Repubblica di Agrigento. Sull’isola è arrivato infatti l’aggiunto Salvatore Vella. A bordo della carretta del mare, pare che vi erano circa 50 migranti; fra i dispersi anche 8 bambini.

Dure le reazioni da parte del Sindaco dell’isola, Totò Martello: “Non si può continuare a morire così a poche miglia dall’isola. E’ necessario un dispositivo di soccorso”.

“E’ la cronaca di una tragedia annunciata – afferma l’europarlamentare Pietro Bartolo -, in questo modo non si può più andare avanti. L’Europa inizia dal Mediterraneo e la prima terra europea di attracco è Lampedusa: questa non è un’opinione politica, è geografia. È impensabile che il Mediterraneo resti ancora privo di una missione di ricerca e soccorso in mare, mentre l’Europa sta a guardare. La Commissione LIBE si riunirà a Strasburgo il prossimo 21 ottobre per votare una Risoluzione di iniziativa del Parlamento sulla ricerca e il salvataggio in mare, mentre nella stessa settimana l’atto di indirizzo approderà in plenaria, sempre a Strasburgo. È l’unico tempo di attesa che possiamo darci, il Mediterraneo non può e non deve restare in balia di se stesso. La Commissione non temporeggi oltre, è già troppo tardi e troppe sono le vite che abbiamo visto finire in mare. Salvini si permette di fare la conta degli elicotteri, quando dovrebbe soltanto tacere e vergognarsi. Quei morti e quei dispersi sono il frutto di una politica dell’odio che non possiamo più tollerare. Il nostro governo intervenga subito per cancellare quei decreti scellerati, finché restano leggi del nostro Stato temo che nessuno di noi possa andare a letto con la coscienza in pace”.

foto archivio

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