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Cultura

Nella fucina dei poeti cantastorie: parole, suoni, gesti, immagini della canzone narrativa italiana

Con riferimenti a forme diverse, più o meno antiche, moderne, colte o popolari, di conoscenza, narrazione e spettacolo, queste giornate di studio proveranno a restituire al pubblico, specie a quello di studenti e dottorandi, una panoramica dello strumentario linguistico, discorsuale, letterario, immaginario, poetico-musicale, pittorico, teatrale diffuso nel variegato fenomeno della canzone narrativa italiana.

Si tratta di giornate di studio pensate e organizzate da Mauro Geraci, antropologo culturale da decenni concentrato sul fenomeno dei poeti-cantastorie siciliani, delle cui prospettive comunicative, spettacolari e conoscitive Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare di Sud pubblicato nel 1996, costituisce il primo studio sistematico. Fenomeno della canzone narrativa che, dai repertori miniati, liturgici e agiografici del Medioevo, giunge a quelli folklorici dei dijasillari come l’abruzzese Giannina Malaspina o dei cuntasanti o cantastorie orbi di Messina e Palermo, fino alla pittura epico-cavalleresca di Nerina Chiarenza e alle cronache su cui è in gran parte incentrato il repertorio di storie e ballate di importanti cantastorie siciliani quali Giuseppe Ricotta e Franco Trincale. Sull’attività di quest’ultimo, vero e proprio maestro e innovatore dello spettacolo dei cantastorie, sarà proiettato alla presenza del suo autore il recentissimo e originale film documentario I cunta di Franco. Storia del cantastorie Trincale e della sua chitarra (2019) del regista Rocco Ministeri.

A tale, possibile itinerario storico-comparativo nell’armamentario comunicativo e conoscitivo della canzone narrativa italiana, contribuiranno relazioni di carattere antropologico quali quelle di Mauro Geraci, Sergio Todesco e Gianfranco Spitilli, filologico quale quella di Carlo Donà, etnomusicologico quali quelle di Mario Sarica e Domenico Di Virgilio, sociologico quale quella di Francesco Pira che parlerà del rapporto tra cantastorie, mass media e storytelling, come anche ascolti, proiezioni e recital dal vivo tesi a esemplificare e porre in risalto analogie e differenze.

Alle due giornate s’aggiunge una visita guidata al Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani del Villaggio Gesso (Messina) che, in particolare, custodisce una preziosa collezione di dischi, libretti e fogli volanti, nonché strumenti di liuteria catanese particolarmente in uso presso i poeti-cantastorie di Sicilia.

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