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Regioni ed Enti Locali

Oltre 74 tonnellate di amianto rimosse nel 2019 dalle strade provinciali

E’ un bilancio preoccupante, quello riguardante l’abbandono di rifiuti pericolosi sulle strade di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

E’ stata infatti intensa anche nel 2019 l’attività del Gruppo Risanamento Ambientale del Settore Ambiente per la rimozione degli ingenti quantitativi di amianto, abbandonati con cadenza quasi quotidiana da ignoti, con gravi rischi per la salute dei cittadini. Il bilancio è di 74,200 tonnellate di amianto (contenitori o manufatti simili) rimosse nel 2019 dall’impresa Mediterranea Servizi di Racalmuto, che ha in appalto il servizio di raccolta e conferimento in discarica o presso ditte autorizzate dei rifiuti abbandonati sulle strade provinciali, ai quali vanno aggiunti 520 kg di guaine bituminose e altri rifiuti (come lana di vetro) considerati pericolosi dalla normativa vigente. L’attività di risanamento ambientale è assegnata alle ex Province dall’art. 160 della Legge Regionale n. 25/1993, integrata dal Decreto Legislativo 152/2006.
Ricordiamo che l’amianto deve essere rimosso con particolari accorgimenti per evitare ulteriori contaminazioni e deve essere collocato nei depositi di stoccaggio autorizzati praticamente in eterno, non essendo possibile la distruzione senza provocare grave inquinamento ambientale. Sempre nel 2019 sono stati conferiti in discarica quasi 23 tonnellate di rifiuti indifferenziati, con un ulteriore aggravio di costi per il bilancio del Libero Consorzio, che sta già predisponendo il bando di gara per il servizio di rimozione dei rifiuti nel 2020.
Buona parte delle costose operazioni di bonifica è stata completata dopo il dissequestro delle discariche abusive da parte della magistratura, mentre continuano senza sosta le segnalazioni di rifiuti, pericolosi e non, da parte del personale stradale del Libero Consorzio, degli organi di pubblica sicurezza e dei cittadini lungo varie strade provinciali. Emblematica la situazione della SP n. 1 Quadrivio Spinasanta-Villaseta e delle sue diramazioni, già invase dai rifiuti subito dopo l’ennesima bonifica.

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