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Salute

Oms: Il clima mina la salute

inondazioniSe prima le cause di morte nel mondo erano legate alla malnutrizione, malaria, diarrea, oggi si aggiunge una nuova “epidemia” quella dei cambiamenti climatici.

I colpi di calore, le inondazioni che portano alla contaminazione dell’acqua, i metalli pesanti nell’aria, sono alcune delle maggiori cause che causano la morte in molte popolazioni. Si sta pagando il conto. L’ambiente per secoli maltrattato sta ritorcendo contro i suoi abitanti le angherie subite. E’ quanto emerge, in occasione del vertice di Parigi, da uno studio presentato dall’Organizzazione mondiale della Sanità che ha aggiornato il suo rapporto sull’effetto dei cambiamenti climatici sulla salute

Secondo i calcoli, 38mila morti in più saranno dovute ai colpi di calore tra gli anziani, 48mila alla diarrea, 60mila alla malaria, che ‘approfitterà’ dell’estensione habitat naturale per le zanzare portatrici dei patogeni, e 95mila alla malnutrizione infantile.

Ai costi sanitari attuali si aggiungeranno fino a 4 miliardi di dollari l’anno. L’aumento delle temperature, spiegano gli esperti, oltre alle morti causate dalle ondate di calore, alza il livello di ozono e altri inquinanti nell’aria, con effetti sulle malattie respiratorie, a partire dall’asma, e cardiovascolari.

“L’aumentata variabilità delle piogge – aggiunge l’Oms – avrà invece effetti sull’accesso all’acqua potabile. Senza acqua aumenta il rischio di malattie diarroiche, che gia’ ora uccidono 760mila bambini ogni anno sotto i 5 anni. La siccità inoltre porta a una diminuzione della produzione di cibo, con conseguente malnutrizione”.
Oltre alla siccità saranno poi da temere anche le inondazioni, che stanno aumentando per frequenza e intensità.

Le inondazioni contaminano le forniture di acqua potabile, aumentando il rischio di malattie derivanti dall’acqua malsana, e preparano un terreno perfetto per gli insetti che portano malattie come le zanzare. Sono anche causa di annegamenti e distruggono i servizi medici rendendo difficili gli approvvigionamenti”.

Le più a rischio, sottolinea l’organizzazione, sono le popolazioni che vivono nelle aree costiere o sulle isole, anche se tutti verranno toccati dagli effetti dei cambiamenti climatici, in misura diversa a seconda della latitudine e del tenore di vita.

I bambini, in particolare quelli dei paesi più poveri, sono tra i più vulnerabili ai rischi per la salute, anche perché vi saranno esposti per più tempo – spiega il documento – Gli effetti peggiori saranno anche per gli anziani e per chi già soffre di qualche condizione medica“.

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