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Politica

Palma di Montechiaro, Malluzzo sul bilancio di previsione: “tempo di fare bilanci politici e non solo economici”

Si accende il dibattito politico al Comune di Palma di Montechiaro in occasione del voto in Consiglio Comunale sul bilancio di previsione 2018-2020.

Ad alimentare il dibattito è stato il consigliere comunale Salvatore Malluzzo (in foto) che ha voluto sottolineare la situazione politca ed economica dell’Ente dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale.

Di seguito il testo integrale dell’intervento in Aula del giovane consigliere comunale:

Prima di dare avvio al mio intervento, con annessa dichiarazione di voto, permettetemi di ringraziare il collegio dei revisori dei conti per il lavoro capillare svolto nello stilare il parere tecnico sul bilancio di previsione 2018- 2020, ma soprattutto per il lodevole ruolo di supporto che svolgono a questa massima assise e ad ognuno dei suoi componenti.
La seduta di stasera, è una di quelle sedute da sottolineare con il pennarello rosso per diversi motivi che vi elencherò cercando di essere sintetico e conciso al tempo stesso, cominciando dal fatto che la stessa, assume un carattere di primaria importanza – non che le altre non lo siano, lungi da me pensarlo – ma appare doveroso richiamare in questa sede come la materia del bilancio, risulta essere tipizzante del consiglio comunale a significato del fatto che è il consiglio comunale a rappresentare la città in toto, poiché in esso sono racchiuse le diverse anime che sono da “carburante” alla democrazia: maggioranza ed opposizione ove entrambe dialogano, scambiandosi idee diverse o contrapposte.
È il bilancio o come in maniera consuetudinaria viene chiamato: “lo strumento finanziario” che “anima” una città, una comunità, è in questo documento finanziario, che stasera stiamo analizzando, che si programmano mediante l’inserimento di somme di denaro i vari settori come la cultura, la sanità, l’ambiente, l’agricoltura , la disabilità, etc.. settori cardini di una comunità; ecco perché bisogna in primis sottolineare in rosso questa seduta.
Palma, la nostra comunità, da sempre o da quando ricordi io, è stata marchiata da una forte depressione sociale, economica, ascrivibile non soltanto alle amministrazioni che si sono succedute nell’ultimo periodo, e con ciò vorrei muovere una critica a questa amministrazione: il paese è paralizzato, continua a soffrire di quella depressione di cui ho fatto cenno poc’anzi e lo dico senza spirito di polemica ma come una sorta di “tirarvi per la giacca” e a dirvi che tutto è immutato e non vi è traccia di cambiamento e chi afferma il contrario sta mentendo con la piena consapevolezza di mentire. Ma se da una parte vi è l’amministrazione locale, le altre colpe, non possono che essere ricondotte – come ho repentinamente esplicitato – a quelle istituzioni apicali siano esse regionali e nazionali, che hanno portato avanti non una politica tendente a dare ossigeno ai comuni, piuttosto hanno preferito sottrarlo.
Quanti comuni, oggi, si trovano in default (in ultimo il comune di Catania ove i giudici contabili, hanno certificato il dissesto dell’ente) o in fase di, quanti comuni oggi, non hanno la piena capacità di garantire servizi essenziali alla comunità mortificandola! Il tutto, sotto il silenzio assordante delle istituzioni dinnanzi alle barricate che giornalmente consiglieri comunali, assessori, sindaci, portano avanti poiché primo punto di interfaccia con la realtà, ed in politica più che essere sognatori bisogna fare i conti con la realtà che, prima o poi bussa!
Quella stessa realtà che il collegio dei revisori dei conti, richiama nella sua relazione tecnica – ecco dunque l’altro motivo della sottolineatura in rosso della seduta odierna – mettendo nero su bianco le cose come stanno.
In particolar modo vorrei mettere la “lente d’ingrandimento” su quegli aspetti deficitari che mostra il bilancio in oggetto di discussione così come evidenziato dal collegio dei revisori contabili:

1 – L’organo dei revisori, ha rilevato che per l’ammissione ai servizi e alle attività (asilo nido, refezione scolastica), ove non rivolti alla generalità della popolazione interessata, e per la determinazione di quote ridotte di compartecipazione alle spese, l’Ente non applica i criteri di valutazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate così come previsto dalla legge 449/97 articolo 59 comma 51, poi mi spiegheranno meglio ed in maniera approfondita l’assessore ai servizi sociali e alle finanze come mai l’amministrazione non abbia previsto ciò;

2 – Sotto il profilo delle spese per il personale, l’organo di revisione evidenzia che, l’effettiva attivazione delle procedure di reclutamento richiede anche il rispetto di alcune condizioni:
* Il riferimento all’art. 91 del TUEL e l’art. 6 del Dlgs. n. 165/01 ne sono l’esempio i quali prevedono come presupposto legislativamente imprescindibile l’avvenuta elaborazione del Programma triennale dei fabbisogni del personale che, deve essere redatto in coerenza con la dotazione organica dell’ente, su proposta dei dirigenti competenti che individuano i profili professionali necessari per le loro strutture. La programmazione del personale comprende anche l’adozione del piano triennale delle azioni positive e pari opportunità inoltre occorre che l’ente abbia adottato il piano della performance e la rideterminazione della dotazione organica nell’ultimo triennio;
* Il ricorso ad assunzioni di personale, a qualunque titolo e con qualunque tipologia contrattuale, va inoltre subordinato al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e alla trasmissione della certificazione entro il termine del 31 marzo dell’anno successivo a quello di competenza.
Si evince altresì che:
* A partire dal 2017, la mancata approvazione – nei termini – del bilancio di previsione, del rendiconto e del bilancio consolidato è sanzionata con la nuova penalità del blocco delle assunzioni.

Dunque è lapalissiano il fatto che manchi
sotto questo profilo un’azione di politica prudenziale.

3 – Non vi è nessun implemento sul sistema dei controlli interni alle società partecipate quotate e sugli altri organi gestionali esterni; non solo si evince anche la mancata redazione del bilancio consolidato delle stesse società.

4 – In ultimo, fatto cui non si può transigere, la mancata previsione del fondo del contenzioso e spese legali nonostante il contenzioso in essere. Dopotutto, non può ritenersi esente questo ente da controversie giuridiche o altro, sono evidenti infatti i continui riferimenti a debiti fuori bilancio – alcuni esosi – che il comune deve legittimamente ai suoi consociati.

Caro sindaco, mi spiace affermarlo, ma stasera il bilancio, questo bilancio non avrà il mio voto favorevole.
Non perché voglia fare il “bastian contrario della situazione” ma proprio per ponderare meglio ed analizzare ciò che i revisori dei conti – su cui nutro tanta fiducia – in maniera dubbiosa hanno esplicitato.
Ma soprattutto, credo che, vista la natura della seduta, sia anche giunto il tempo di fare bilanci politici e non solo economici.
Di un governo – locale – che si è dimostrato in questo primo anno di legislatura restio al concetto di cambiamento, nonostante lo abbia sbandierato più volte. Lo si poteva iniziare, infatti, non con l’installazione di un cancello che non fa altro che allontanare i cittadini dalla politica, ma nell’estirpare una “traditiònem “ errata di fare politica e cioè quello di considerare il bilancio come un documento chiuso alla sola maggioranza di governo.
È giusto richiamare il fatto che i bilanci, interessano tutta la comunità e non una sola parte, motivo per cui potevano ed andavano coinvolte – proprio per dare un tocco di diversità rispetto al passato – le opposizioni; cosa che invece non è stato fatto, dando piena prevalenza ad una forte azione politica di regressione.
Mai come oggi, come in questo periodo si sta assistendo ad un “déjà vu” verso quegli anni che la storia identifica come prima repubblica; anni che non ho vissuto ma che è possibile notarlo nei tanti libri che narrano su quella fase storica del nostro paese, in cui la politica non faceva la politica bensì appariva distratta, troppo distratta.
Non voterò questo bilancio, cucito ad arte su delle linee politiche e non programmatiche che, non condivido e che appartengono a questa amministrazione, un bilancio che ha un grande tocco politico a discapito di ciò che affermò l’assessore alle finanze.
È legittimo pensare: «come mai non avete provveduto a presentare emendamenti?» è vero, non l’abbiamo fatto, nonostante vi era chi stava tendando di restringerne i tempi, non abbiamo intrapreso questa azione, proprio perché non vogliamo bloccare l’ente, non vogliamo farci portatori di una politica basata sull’ostruzionismo, noi siamo altro caro sindaco e cari colleghi della maggioranza, a noi questo tipo di politica non ci appartiene! Il sindaco ha una maggioranza solida in questo consiglio, che sia la stessa a votarlo, quella che ha sostenuto questo tipo di politica, se così si può chiamare, motivo per cui mi trovo all’opposizione fiero ed orgoglioso di esserlo.
In ultimo, ai colleghi della maggioranza dico: fatevi un giro per le vie del paese, spogliatevi dal vostro ruolo e chiedetevi se vi sono migliorie, se vi è la freschezza del
cambiamento, se si intravede il sole o il buio, allontanate da voi la miopia politica poiché essere maggioranza significa avere anche obiettività.
Se venisse Attilio Bolzoni, dopo ben 30 anni credo che continuerebbe a scrive fiumi d’inchiostro su quelle 150 righe a significato del fatto che nulla è cambiato. Concludo presidente con una frase di Tomasi di Lampedusa presente nel celebre romanzo de “IL GATTOPARDO”: «Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare [….]»
È forse, qui, si preferisce dormire eternamente in un sonno fatto di presunzione ed arroganza“, conclude Malluzzo nel suo intervento in Aula.

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