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Regioni ed Enti Locali

Polemica sul “Servizio Civico” ad Agrigento: intervento della CGIL

cgilSulla questione del “Servizio Civico Comunale” si è scatenato, sulla stampa e sui “social network” un dibattito animato.

Sono intervenuti il Segretario della CISL Saia, il Consigliere M5S Marcello La Scala, il Consigliere Marco Vullo e, in ultimo, Silvia Licata dei “Volontari di strada”: il filo comune che lega questi interventi è, con argomenti anche assai diversi, la contrarietà al Bando proposto dall’Assessore Riolo.
Quella proposta ha secondo me un merito, quella di legare il contributo economico alla effettuazione di un servizio civico, nel solco delle proposte di “reddito di inclusione sociale” su cui si è sviluppato un grande dibattito e che han prodotto alcune leggi regionali ed una proposta nazionale.
Anche in Sicilia, un vasto arco di forze ha raccolto firme a sostegno di un “disegno di legge di iniziativa popolare” contro la povertà che prevede di intervenire in tutte quelle situazioni di “povertà assoluta”, quasi 1000 delle 15.000 firme consegnate le abbiamo raccolte come CGIL Agrigento, nell’indifferenza dei tanti che pure abbiamo cercato di coinvolgere e che, regionalmente, facevano parte di questo “cartello” NO POVERTA’.
Per tornare ad Agrigento: quante sono le persone in condizione di “povertà assoluta”?
Ovvero persone che non superano quella “soglia “ che – dice l’ISTAT, “rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all’età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza.
Nell’ipotesi di una famiglia con almeno 3 componenti, che risiede ad Agrigento, una famiglia è assolutamente povera se sostiene una spesa mensile per consumi pari o inferiore a euro 711,21.
Quante sono delle 23.500 famiglie della città di Agrigento quelle che stanno sotto questa soglia?
Comprendere qualità e quantità, ragioni che determinano tale condizione, ci aiuterebbe a capire come e dove intervenire attraverso interventi mirati.
Il tema dell’”inclusione sociale” è uno degli “assi” del “programma europeo di sviluppo regionale” 2014-2020 e vi dedica quasi 216 milioni di euro.
Se l’ARS accelera l’iter di approvazione di quel disegno di legge che citavo prima potrebbero utilizzarsi anche queste risorse, in ogni caso Agrigento (ma è solo un esempio, poiché ogni Comune dovrebbe agire secondo questa logica) potrebbe costruire una “sua” ipotesi di intervento.
Il tema, dunque, non può essere se lasciare o utilizzare 20 mila euro nel capitolo incriminato, ma come ragioniamo davvero di come questa città affronta il tema della povertà e cerca di dare qualche risposta.
Questo significa, anche, ad esempio, cogliere tutte le opportunità che periodicamente vengono offerte alle Amministrazioni Comunali da fondi regionali, nazionali e comunitari rivolti al Sociale e all’inclusione.
Alla luce di tutte queste polemiche, l’Assessore Riolo colga la “palla al balzo” per spostare su questo terreno il dibattito e convochi tutte le organizzazioni sociali e del volontariato, insieme ai soggetti istituzionali che ritiene utili, per affrontare con serietà e fino in fondo la questione.
La CGIL pensa che su temi come questi non servono ne le polemiche ne i titoli sui giornali, serve uno sforzo di concretezza positiva

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