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Porto Empedocle, accusato di tentato omicidio: 47enne finisce ai domiciliari

Va ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Si tratta del 47enne V.F., l’agrigentino accusato di avere cercato di uccidere uno dei titolari di una macelleria di Porto Empedocle.

Il Gip, accogliendo le tesi difensive degli avvocati Salvatore Pennica e Luigi Troja, ha così scarcerato l’uomo che, come si ricorderà, cercò di vendicarsi dopo un pestaggio ricevuto a seguito di una vicenda che vide coinvolta anche la moglie che, presumibilmente, registrò un messaggio WhatsApp – poi divenuto virale – circa un presunto contagio da Coronavirus.

Dopo il pestaggio, l’uomo tentò di vendicarsi presentandosi con una pistola e – secondo l’accusa – avrebbe cercato di sparare ma l’arma si sarebbe inceppata.

Dopo l’allarme e l’arrivo delle Forze dell’Ordine il 47enne fu fermato con la moglie che, in un primo momento, finì agli arresti domiciliari con l’accusa di detenzione di arma clandestina; successivamente fu rimessa in libertà perché si ricostruì che la stessa tolse dalle mani del marito la pistola.

Una tesi, quella dell’inceppamento dell’arma, contestata dai legali dell’uomo che hanno chiesto al giudice la riqualificazione dell’accusa da tentato omicidio a minaccia.

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