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Porto Empedocle, centro di accoglienza in pieno centro? Caci: “ci vogliono regole più ferree”

Porto Empedocle“Non ci sono ancora notizie ufficiali ma tutti gli elementi lasciano oramai presagire l’imminente apertura di un centro di accoglienza per migranti a Porto Empedocle, a due passi dalla Via Roma e alle spalle della Scuola Rizzo”.

Lo afferma la presidente del Consiglio Comunale di Porto Empedocle, Marilù Caci, che aggiunge: “Sappiamo bene che all’origine dell’emigrazione ci sono conflitti, persecuzioni politiche, razziali, religiose e devastazioni di ogni genere. Proprio per questo non si può e non si deve rimanere insensibili alla necessità, oggettiva e incomprimibile, di garantire la sopravvivenza e l’accoglienza delle persone coinvolte.
Ritengo però a questo punto indispensabile una progettualità e una valutazione programmatica che coinvolga anche i singoli Comuni, di concerto con gli assessorati preposti e le autorità prefettizie, sugli interventi di localizzazione delle singole strutture di accoglienza”.

“Servono – scrive Marilù Caci – delle regole e dei criteri il più possibile condivisi dalla collettività, che fungano da viatico per un reale processo di integrazione ed inclusione dei migranti nel nostro tessuto sociale.
In queste settimane il Comune di Porto Empedocle ha raccolto le tante preoccupazioni manifestate dai commercianti e residenti della zona.
Sul punto penso sia doveroso non solo intervenire manifestando il mio pubblico dissenso, ma attivare ogni azione utile che possa dare voce ai cittadini sfiancati da una situazione divenuta oramai intollerabile.
Porto Empedocle è già un centro nevralgico, punto di approdo di migranti. Per questa ragione l’apertura di centri di accoglienza, nel nostro territorio, dovrebbe essere soggetta a regole più ferree e stringenti.
Purtroppo la gente comincia a percepire l’immigrazione non più come una tragedia umanitaria di immani dimensioni, quale effettivamente è, ma come un fenomeno speculatorio legato a logiche affaristiche e perpetrato in barba a regole di reale fattibilità e rispetto del contesto sociale”.

“Imporre la presenza di centri di accoglienza, siano essi per adulti o minori non accompagnati, certamente non agevola sistemi di integrazione ma al contrario rischia di creare delle tensioni sociali che devono essere scongiurate, a monte, dalle autorità preposte a concedere le relative autorizzazioni.
Appare assurdo che sul punto non sia riconosciuto ai Comuni il diritto di poter esprimere il consenso sulla eventuale apertura di strutture che hanno un così forte impatto sul proprio territorio.
Per discutere di questa delicata tematica e valutare possibili iniziative da intraprendere ho deciso di convocare una conferenza capigruppo per giorno 19 giugno alla quale verranno invitati, oltre i consiglieri che si sono già fatti portavoce della problematica, il nostro Sindaco, l’Ufficio Tecnico, il Commissario Castelli ed una rappresentanza dei commercianti e cittadini”, conclude la presidente del civico consesso.

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