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Porto Empedocle, tartarughe Caretta Caretta nell’area del nuovo dissalatore: ritrovato il nido

Chiarito il mistero delle tartarughe caretta caretta trovate nell’area del nuovo dissalatore di Porto Empedocle. Le tartarughine, schiuse le uova nel buio della sera, vengono attirati dal rumore e dalle luci degli impianti industriali, un disastro per l’habitat di questa meravigliosa specie animale. “Tutto ciò origina dal fatto che ci hanno impedito di monitorare questa spiaggia che, statisticamente, è la più prolifica di nidi – sottolinea Claudio Lombardo Pres. Mareamico”. Ma veniamo al racconto dei fatti: “Stamattina alle 6.30 siamo andati alla spiaggetta per il rilascio delle due tartarughine trovate ieri all’interno del dissalatore – afferma Loredana Pecoraro del WWF – mi hanno raggiunto altri volontari, Enzo Re, Dario e Leonardo Bonamico. Abbiamo individuato tracce fresche di tartaruga e ci siamo spostati in zona scogliera per la ricerca del nido, le impronte non vi portavano direttamente ma la presenza di tre fori di granchio vicini ci hanno insospettito e nonostante la mancanza di tracce uscenti da quel punto, informato chi di dovere, si è trovata una tartarughina viva e individuati due gusci di uovo e accertato la presenza del nido, si è proceduto ad una recinzione di fortuna”. Il nido si trova a circa duecento metri di distanza dal cancelletto di accesso al dissalatore e non vicino. Probabilmente ci sono altri due nidi, uno in attesa di schiusa. Il quadro che se ne ricava ormai è chiaro ed è diventato oggetto di una interrogazione parlamentare del Deputato Ida Carmina. Il dissalatore distrare le tartarughe che girovagando per l’arenile, invece di dirigersi a mare, finiscono preda dei gabbiani o muoiono bruciati dal sole infatti sono state trovate altre due carcasse di tartarughine. “A Porto Empedocle, se pur in presenza di un’area destinata a zona industriale, – incalza il Comitato Mare Nostrum – si realizzano ancora impianti che scaricano reflui pericolosi dove nidificano le tartarughe. Stamattina il ritrovamento di un altro nido a pochi metri dallo scarico del dissalatore. Mare Nostrum aveva segnalato questo scempio. Perché l’amministrazione tace e per quale motivo i consiglieri comunali non hanno ancora firmato e approvato la mozione depositata qualche settimana fa? Di quanto tempo hanno bisogno ancora le autorità competenti per prendere i provvedimenti dovuti? Quanto deve durare ancora questa violenza all’ecosistema marino che arreca pregiudizio anche ad uno sviluppo economico sostenibile del litorale?”