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Politica

Questione migranti a Porto Empedocle, Bruno Gallo: “è l’ora di scendere in campo”

“Dopo l’errata diffusione, su alcuni media nazionali della notizia di una zona rossa a Porto Empedocle e la condivisibile smentita del sindaco Ida Carmina, occorre fare alcune precisazioni di fronte ad alcuni esponenti pentastellati che in maniera ignobile hanno continuano a fare campagna elettorale accusando l’opposizione di centro-destra di voler strumentalizzare la questione migranti, semplicemente allo scopo di distogliere l’attenzione, dimenticando come siano state le scellerate politiche governative di PD-M5S, a condurci in questa situazione, mettendo a rischio gli sforzi compiuti dagli italiani e dagli empedoclini in particolare, venuti a trovarsi in prima linea, con un evidente rischio per la salute pubblica oltre al danno economico e d’immagine causato alla città”.

Lo afferma il consigliere comunale di Porto Empedocle Michelangelo Bruno Gallo che aggiunge:

“Detto, questo accolgo positivamente il discorso del sindaco e il suo invito all’unità e alla collaborazione, purché questa volta alle parole seguano i fatti. Il sindaco interceda immediatamente presso il “suo” governo, l’unico attualmente titolato ad intervenire sulla questione migranti e ricordi ai “suoi” ministri pentastellati e ai deputati “agrigentini” che Porto Empedocle non è solo un luogo di propaganda elettorale, invitandoli a “svegliarsi” e ad intervenire in modo rapido su una problematica che se ancora sotto controllo dal punto di vista sanitario, ma non dal punto di vista del danno economico già effettuato, può sfuggire di mano in qualsiasi momento. E’ l’ora di scendere in “campo” con una battaglia e un moto di protesta generale, che sicuramente otterrà l’appoggio di tutti coloro che amano la propria terra, si coinvolgano tutti i sindaci chiamati in causa e si chieda che lo stato di calamità concesso a Lampedusa, sia esteso immediatamente alla nostra città, già duramente colpita economicamente, e che la nave sia fatta allontanare rapidamente dalle nostre coste. Finora, la nave è stata presentata come una “concessione”, un “regalo” per la nostra sicurezza, cercando di nascondere quella che ormai diventata una vera è propria problematica di sicurezza nazionale, con i confini quotidianamente violati da barconi fai da te che giungono senza controlli direttamente sulle nostre coste. Bisogna inoltre ricordare gli ultimi dati ONU, stimano in decine di migliaia i migranti pronti a imbarcarsi verso l’Italia, dati che richiederebbero di essere fronteggiati con l’ausilio di un immediato blocco navale, da sempre osteggiato dal governo e dalla politica dei porti aperti. Porti che seppur dichiarati non sicuri, non sembrano esserlo per le ONG, che continuano il loro via-vai indisturbato, assediando e circondando le coste siciliane. Di fronte ai continui arrivi, è evidente che chi riesce ad arrivare eludendo ogni forma di controllo costituisce un pericolo per la salute pubblica, oltre alla possibilità che vada ad alimentare il mercato della criminalità. Di fronte a numeri così alti, inoltre, ben presto, una nave da più di un milione di euro mensili di costi risulterà insufficiente. A questo punto, senza un cambiamento di rotta nelle politiche di governo, finiremo con altre 5-10 navi dinanzi al nostro porto o si procederà alla requisizione di diversi hotel della provincia, danneggiando ulteriormente la popolazione e l’economia? E’ di pochi giorni fa la visita del vice-ministro Cancelleri a Porto Empedocle, che dopo la gaffe commessa, ha chiesto scusa ai cittadini. Ora vorrei dire al vice-ministro che il problema non è l’errore commesso, ma che questo ha palesato un’amara verità, l’aver scambiato la nave quarantena con una nave turistica, rileva come da parte degli organi di governo la questione migranti sia completamente sottovalutata e le relative politiche adottate assolutamente inadeguate, se non pericolose”.

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