Racalmuto, al Teatro Regina Margherita successo per “Storie di miniera, di carusi e la Luna di Ciaula”
Al Teatro Regina Margherita di Racalmuto è andato in scena, lo scorso 1 marzo, lo spettacolo teatrale “Storie di miniera, di Carusi e la Luna di Ciaula”. In scena il gruppo teatrale Oi Filoi, Città di Aragona, diretto dal regista Federico Marotta.
Si è trattato di un lavoro intenso e profondamente umano che ha condotto il pubblico in un viaggio emotivo e letterario dentro la storia delle miniere nella terra di Luigi Pirandello.
Lo spettacolo si è sviluppato come un percorso narrativo fatto di quadri scenici, ognuno con una propria identità stilistica ed emotiva. Marotta ha costruito scene che, per forza simbolica e composizione, richiamano a tratti l’intensità delle tragedie greche: figure femminili velate, come nella prima scena, quasi matrone antiche, immerse in una dimensione corale e rituale.
Al centro della narrazione emerge la drammatica vicenda dei Carusi, i bambini costretti a lavorare nelle miniere di zolfo. Lo spettacolo racconta la loro condizione disumana: ragazzi spesso “giocati” o ceduti come merce di scambio, vittime di un sistema che li privava dell’infanzia e della libertà. Sullo sfondo si staglia l’avidità dei proprietari delle miniere, contrapposta alla nascita delle prime lotte sindacali, segno di una dignità che lentamente cerca di emergere dal buio delle gallerie.
La narrazione attraversa anche una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione: la partenza verso il Belgio, simbolo dello scambio “braccia contro carbone”, quando molti minatori siciliani lasciarono la propria terra in cerca di sopravvivenza e di futuro.
Il percorso teatrale trova infine il suo momento più alto con la figura di Ciaula, tratta dalla celebre novella pirandelliana Ciaula scopre la Luna. Qui la regia di Federico Marotta raggiunge una maestria di altissimo spessore teatrale, guidando il personaggio in un crescendo emotivo che restituisce tutta la poesia e la rivelazione contenute nel testo pirandelliano. Un gusto stilistico profondo che rimanda, per la sua potenza visiva e spirituale, anche alla pietà michelangiolesca (il minatore con il Caruso esanime in braccio), evocando la dignità del dolore e la sacralità della sofferenza umana.
Protagonista convincente dell’ultimo quadro scenico, è Mary Terrazzino, intensa e credibile nel dare voce e corpo alle storie raccontate. Accanto a lei, un cast corale che ha saputo sostenere con forza e partecipazione l’impianto drammaturgico: Totò Travali, Angelo Salamone, Saro Graceffa, Totò Parello, Francesca Carruba, Salvatore Saldì, Totò Alongi, Gino Castellana, Calogero Capodieci, Domenica Cipolla, Simone Graceffo, Salvatore Annibale, Angela Sacco, Carmela Tararà ed i piccoli Riccardo Vaccarello, Vittorio Mula, Simone Graceffo, Giuseppe Gentiluomo e Vincenzo Monachino. Infine, le voci narranti: Sandra Marotta, Angelo Branca, Federico Marotta e Carmelo Sciortino.
“Storie di miniera, di carusi e la luna di Ciaula” si è rivelato così non solo uno spettacolo teatrale, ma un atto di memoria collettiva, capace di riportare alla luce una pagina dolorosa della storia siciliana. Un teatro che diventa testimonianza, poesia e coscienza civile, restituendo dignità alle voci di chi, nel buio delle miniere, ha vissuto e sofferto lontano dalla luce. L’evento è stato organizzato dal Rotary Club Aragona Colli Sicani, finalizzato alla raccolta fondi in favore dei progetti umanitari della Rotary Fundation. Nel corso della cerimonia il presidente del Rotary, Domenico Rotulo, ha voluto omaggiare il sindaco di Racalmuto, Calogero Bongiorno, con un libro.























