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Racalmuto: Teatro Regina Margherita: in scena il Berretto a Sonagli per la regia di Marotta

Il Berretto a Sonagli, di Luigi Pirandello, per la regia di Federico Marotta, è il titolo dello spettacolo che andrà in scena sabato 10 dicembre, alle 20,30 , al Teatro Regina Margherita di Racalmuto.
Con Sandra Marotta, Liliana Rizzo, Lia Cipolla, Mary Terrazzino, Saro Graceffa, Totò Travali e Piero Curto, la commedia mette in scena l’ambiente dell’alta borghesia della Sicilia degli anni “ 20, un mondo in cui si cerca di salvare ad ogni costo la buona reputazione e le apparenze, a scapito della spontaneità e della verità, una società di “pupi”, dove ognuno bada bene a recitare la sua parte, attenendosi a precisi codici di comportamento, regolati dalle tre corde: la seria, la civile e la pazza.

Nella casa del cavaliere Fiorìca, facoltoso uomo d’affari, non c’è pace: donna Beatrice, umiliata dal marito, che la tradisce con la giovane moglie del suo scrivano Ciampa, decide di ribellarsi alla mentalità maschilista del tempo, gridando la verità in faccia ai familiari e alla servitù, che pur di scongiurare uno scandalo si rifiutano di vedere quello che tutti sanno in paese; tormentata dalla gelosia, arriva perfino a denunciare il marito. Ciampa, invece, cerca in tutti i modi di evitare che la sua persona venga esposta alla pubblica gogna. Alla fine, il povero scrivano, nel pieno della disperazione, quando sente il mondo piombargli addosso, individua nella “pazzia” di donna Beatrice la soluzione per salvare il suo onore, sì… perché “chiunque gridi in faccia a tutti la verità è da considerare pazzo”.
“Nonostante i tratti brillanti e un po’ comici di alcuni personaggi – scrive Federico Marotta nelle note di regia – come il perdigiorno Fifì, mantenuto dalla sorella Beatrice perché sempre al verde a causa del gioco d’azzardo, e il Delegato Spanò, amico di famiglia, che con rocamboleschi ragionamenti si sforza di nascondere l’adulterio dietro il pietoso velo di un verbale, rimane sullo sfondo la nuda umanità dei volti veri della commedia: Beatrice, che ferita nel suo orgoglio di donna e di moglie, alla fine cessa di lottare e si arrende alle ragioni del perbenismo, soffocata com’è dalla pressione dei familiari, ai quali non sembra vero di aver trovato nella “pazzia” della congiunta il rimedio per mantenere la pace dentro e fuori la famiglia, e poi, il povero Ciampa, che dietro la sua raffinata e malinconica ironia, tenta di esorcizzare il proprio disagio, ma che ad un certo punto, con commovente umanità sfoga davanti a tutti l’amarezza che porta dentro per la delusione di un amore non ricambiato. Attraverso i lucidi ragionamenti di Ciampa, Pirandello espone una sorta di teorema che coinvolge l’uomo e il mondo circostante, e che probabilmente è applicabile a tutta la sua opera: ogni “uomo-pupo” non è felice della propria condizione, e… soffoca nella prigione del suo personaggio”, ha concluso il regista.
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Il ricavato verrà devoluto all’ AIRC associazione italiana per la ricerca sul cancro.

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