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Restauratori, arriva la qualifica professionale. CNA: “una grande conquista per l’intera categoria”

“Una grande conquista per l’intera categoria”.

Il presidente regionale dell’Artigianato Artistico e Tradizionale della CNA Sicilia, Angelo Scalzo, assieme al segretario Luigi Giacalone, esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto. Sul sito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali sono state infatti pubblicate le modalità di accesso per la consultazione della posizione di ogni singolo candidato al bando pubblico per il conseguimento della qualifica professionale di restauratore e collaboratore restauratore di beni culturali. “Si apre una fase importante e di prospettiva – si evidenzia – è il punto di partenza di una nuova considerazione da parte delle Istituzioni che si occupano della salvaguardia del patrimonio artistico, del valore e del ruolo dei restauratori”.

L’elenco definitivo dell’albo sarà pubblicato tra meno di 20 giorni, quando sarà chiusa la fase della verifica della procedura a seguito della presentazione di eventuali osservazioni o controdeduzioni di quanti sono stati collocati nella posizione di “non in possesso dei requisiti” e di “inammissibili per incompletezza”.

“Invitiamo i restauratori ad accedere da subito, con le proprie credenziali, nell’apposita piattaforma informatica messa a disposizione dal Mibac, o di farlo – sottolinea Scalzo – presso le sedi CNA che si sono adoperate nella presentazione delle domande di qualifica, per verificare la propria situazione”. E intanto in Sicilia, l’ampio patrimonio regionale di beni culturali, che rappresenta circa il 26,5% di quello nazionale, rischia di continuare a vivere un pesante degrado a causa di una endemica assenza di manutenzione e conservazione e di inadeguate politiche di valorizzazione e fruizione. Per questa ragione, la CNA, consapevole del ricco patrimonio di imprese artigiane e PMI, operante nel territorio, di provata qualificazione professionale, culturale ed imprenditoriale in grado di rispondere alle esigenze del caso, ha chiesto ed ottenuto dall’Assessorato ai Beni Culturali, guidato da Sebastiano Tusa, un momento di confronto. E’ servito per accendere i riflettori sulle criticità, avendo già individuato anche le possibili soluzioni, sia a breve che a medio e lungo termine. La sintesi e le proposte, le cui applicazioni farebbero ripartire e rilanciare l’attività, sono state consegnate agli uffici competenti. La delegazione dei Restauratori della CNA ha rilevato inoltre la mancanza di programmazione dei lavori di manutenzione e restauro. Nell’ultimo decennio in Sicilia si è registrato un calo notevole delle commesse. Le cause vanno ricercate – è stato ancora sottolineato – in parte nella crisi economica generale ma soprattutto nella ristrettezza dei canali di finanziamento, interni ed europei. La stessa rimodulazione delle ex Province ha prodotto un grave danno, essendo stati sottratti ulteriori finanziamenti al restauro, cosi come si sono assottigliati i capitoli di spesa per il restauro della Protezione Civile, oltre alla penalizzazione generata dall’immobilismo dei Comuni alle prese con bilanci scarni e con l’emergenza finanziaria”. A breve termine è stato programmato un altro incontro in Assessorato per verificare il grado di accoglimento delle proposte avanzate.

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