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Regioni ed Enti Locali

Ribera, costi dell’acqua nel settore agricolo: la replica dell’amministrazione comunale

L’amministrazione Comunale Crispina, ritiene utile precisare di non aver ricevuto nessun invito ufficiale di partecipazione alla riunione svoltasi a Palermo il 7 agosto scorso sui presunti problemi riferiti all’aumento del costo dell’acqua nel settore agricolo.

Ad intervenire è l’assessore all’agricoltura Mimmo Aquè, dopo un articolo pubblicato su un quotidiano locale che testualmente riportava che: “Per l’acqua e i suoi costi in agricoltura interverrà la Regione Siciliana” e dei vari Comunicati politici e non, da questo scaturiti.

“Da contatti telefonici con i Sindaci e gli Assessori del comprensorio agricolo interessato, colpevoli anche loro di assenteismo alla riunione oggetto del presente comunicato, si ha ulteriore conferma che, anche gli Uffici di Gabinetto dei comuni di Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Menfi e Sciacca, così come quello di Ribera, non hanno ricevuto nessun invito ufficiale di partecipazione alla succitata riunione.
A scanso di equivoci, le precisazioni riportate vogliono sfuggire da qualsiasi logica di parte, né si propongono, di alimentare un clima di sterili polemiche.
Riteniamo invece che, tali precisazioni siano un atto dovuto verso tutti coloro che hanno avviato nel febbraio di quest’anno nella Sala dei Sindaci del comune di Ribera, un percorso comune, per trovare, “tutti assieme”, una soluzione, alla drammatica realtà (da molti agricoltori definita, non a torto, catastrofica) della scarsità d’acqua presente negli invasi destinati ad usi irrigui che avrebbe assicurato alle aziende agricole non più d’una irrigazione.
Riteniamo quindi, all’uopo, che tali precisazioni siano doverose e rispettose verso i testimoni principali di quel percorso comune appena accennato, ovvero i Sindaci (e i loro delegati) dei Comuni di Alessandria della Rocca, di Calamonaci, di Caltabellotta, di Bivona, di Burgio, di Lucca Sicula, di Menfi, di Sciacca e di Villafranca Sicula;
Riteniamo ancora, che tali precisazioni siano doverose e rispettose verso i nostri preziosi e indispensabili alleati naturali di quel percorso comune avviato, quali le Organizzazione provinciali di categoria (e i loro delegati) della C.I.A, della Coldiretti, dell’U.P.A, del locale Comitato Spontaneo Agricoltori;
Riteniamo che tali precisazioni siano doverose e rispettose per il lavoro svolto a difesa del comparto agricolo, da tutti gli ex e dai parlamentari in carica, regionali e nazionali, rappresentanti l’intero vasto comprensorio agricolo;
Riteniamo che tali precisazioni siano doverose e rispettose per il lavoro di rappresentanza politica svolto, nei tanti tavoli tecnici convocati, dai Presidenti dei consigli comunali (in rappresentanza di
tutte le forze politiche presenti) e dal Presidenti della commissione agricoltura di Ribera; Riteniamo che tali precisazioni siano doverose e rispettose verso quei professionisti che, gratuitamente, hanno arricchito, con il loro sapere, i dibattiti sul delicato problema.
Tutti, ripeto, tutti, a diverso titolo e con diverso ruolo, sono stati sempre presenti in tutte le riunioni promosse dalla nostra amministrazione; tale forza rappresentativa non sarà sicuramente sfuggita ai vertici Enel spa (convocati prima a Ribera dal sindaco Pace poi, come continium della stessa riunione, convocati in assessorato a Palermo dall’assessore Bandiera assieme a tutte le “forze” succitate con la presenza i vertici del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale e dello stesso Commissario del Consorzio di Bonifica) né a sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento che è stato sempre fattivamente al nostro fianco sull’intera vicenda irrigua.
L’amministrazione comunale riberese, quando invitata, è sempre stata al fianco di chi o coloro, si sono spesi o vogliono spendersi per le tematiche agricole tutte. Si auspica, quindi che, in futuro, diversamente da quanto successo in questi giorni, qualsiasi articolo di giornale o immagini fotografiche ad esso collegata possa dar vita a uno spaccato veritiero dei fatti avvenuti ed evitare, se non altro, antipatici “malintesi organizzativi” che sortiscono effetti contrari rispetto a quelli che si vorrebbero rappresentare”.

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