Ribera, dopo il Sindaco anche i consiglieri chiedono le dimissioni del presidente del consiglio comunale
“La nota vicenda che vede coinvolto il Presidente del Consiglio Comunale di Ribera pone per i Consiglieri Comunali un problema prevalentemente di carattere politico amministrativo, attinente alla consapevolezza e alla funzione del ruolo istituzionale”.
Lo affermano i consiglieri comunali di Ribera Angileri Maria Grazia, Ciancimino Giuseppe, Cibella Calogero, Di Caro Giovanni, Ganduscio Elisa, Inglese Nicola, Liberto Aurora, Miceli Rosalia, Mulè Enza, Quartararo Maria, Tortorici Giovanni e Tortorici Salvatore che intervengono così dopo la vicenda che vede coinvolto (ma non indagato) il presidente del consiglio comunale cittadino in una inchiesta condotta dalla Dda di Palermo su mafia e infiltrazioni negli appalti pubblici che, lo scorso 11 luglio, è culminata con 7 arresti a Sciacca. Nel dettaglio, le intercettazioni avrebbero rivelato delle interlocuzioni fra il presidente del consiglio comunale di Ribera e un presunto capo mafia.
“Le iniziali, frammentarie notizie di stampa sulla vicenda facevano ipotizzare le sue immediate dimissioni per il rispetto dovuto all’importante ruolo ricoperto, rappresentativo della volontà e degli interessi della nostra cittadina. A prescindere dagli eventuali profili di responsabilità penale, che possono non sussistere ed il cui accertamento non rientra in ogni caso nelle prerogative del Consiglio Comunale, suscita perplessità il ritardo dall’assumere una chiara decisione, finalizzata a restituire decoro e legittimazione all’organo consiliare e ai suoi componenti. Pertanto, lo stallo constatato chiama in causa i gruppi consiliari e i singoli consiglieri affinchè dimostrino consapevolezza e senso delle istituzioni e che, in simili frangenti, non possono mostrare incertezza e tentennamenti di sorta”.
“Per questi motivi – sottolineano i consiglieri riberesi – i sottoscritti chiedono espressamente al Presidente del Consiglio Comunale di rassegnare le dimissioni dalla sua carica. Se sul piano umano la richiesta comporta disagio emotivo per il riconoscimento della qualità del lavoro svolto come Presidente, si ritiene che l’auspicata risposta all’invito rivolto dai firmatari sia necessaria anche a tutelare la sua personale immagine e ad evitare che un giudizio negativo investa la sua complessiva esperienza politica amministrativa”, concludono i consiglieri comunali.





















