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Rivolta nel carcere di Agrigento, il Gip convalida gli arresti: otto detenuti restano in cella

È stata confermata dal giudice per le indagini preliminari di Agrigento la misura restrittiva nei confronti degli otto detenuti coinvolti nella violenta sommossa esplosa lo scorso 30 aprile all’interno della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento.

All’origine dei disordini, secondo quanto ricostruito, vi sarebbe un provvedimento disciplinare notificato a un recluso di un reparto. Da lì, in pochi istanti, la situazione sarebbe degenerata in una vera e propria rivolta. I detenuti avrebbero aggredito due appartenenti alla polizia penitenziaria, riuscendo a impossessarsi delle chiavi delle celle e dando il via a una devastazione sistematica della sezione.

I rivoltosi – secondo l’accusa – avrebbero utilizzato i carrelli per la distribuzione dei pasti come strumenti d’urto nel tentativo di forzare i varchi, mentre brande e frigoriferi sono stati accatastati per creare barricate e ostacolare l’intervento degli agenti.

La situazione è tornata sotto controllo soltanto dopo l’ingresso delle unità della polizia penitenziaria in assetto antisommossa, intervenute per contenere i disordini e isolare i responsabili dopo ore di tensione.