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Russiagate, spunta il nome dell’ex presidente del Consorzio Universitario di Agrigento Joseph Mifsud

mifsud1C’è anche il nome di Joseph Mifsud (in foto) nel terremoto politico del “Russiagate” indagine, che sta scuotendo gli Stati Uniti, sui presunti rapporti tra il Presidente Trump, il suo staff e Mosca durante la campagna elettorale delle elezioni 2016.

Il nome del professore maltese è spuntato fuori per i suoi legami con George Papadopoulos, uomo dello staff di Donald Trump che pare abbia ricevuto il compito di curare i rapporti con la Russia durante la campagna elettorale. Sembra infatti che ad agevolare questo tipo di rapporti Papadopuolos si sia avvalso della “consulenza” dell’ex funzionario diplomatico maltese, oggi in forza alla London Academy of Diplomacy ed ex presidente del Consorzio Universitario di Agrigento, Joseph Mifsud.

Un volto noto negli ambienti agrigentini quello del professore maltese, la cui notorietà sembra ora essere divenuta internazionale a seguito degli incontri a Roma e Londra con Papadopoulos. Lo scopo? Favorire i contatti fra americano e russi del Cremlino in possesso di alcune presunte mail compromettenti per Hillay Clinton.

Tutto quello che ho fatto è favorire rapporti tra fonti non ufficiali, e tra fonti ufficiali e non, per risolvere una crisi. Si fa in tutto il mondo“, afferma Mifsud a “La Repubblica”. “Conosco Papadopoulos, ma non sono stati i russi a chiedermi di incontrarlo – ha continuato Mifsud  – Non conosco nessuno dell’apparato di governo russo: di russi conoscevo solo Ivan Timofeev, direttore di un think-tank moscovita“.

Una vicenda dai contorni ancora da chiarire soprattutto dopo la mancanza di prove su presunte opere di hackeraggio nelle mail della Clinton che avrebbero in qualche modo favorito l’elezione di Trump alla Casa Bianca.

Intanto Mifsud racconta a “La Repubblica” la vicenda della “nipote” russa di Vladimir Putin (il presidente non ha nipoti ndr) messa in contatto con George Papadopoulos. “È una semplice studentessa, molto bella. Come con molti altri studenti, l’ho introdotta al London Center dove c’era Papadopoulos, e ho saputo che lui le mostrò un interesse ben diverso da quello accademico. Le propose di andare con lui in America. Putin non c’entrava nulla, un’invenzione bella e buona“.

E anche questa volta Agrigento ha la sua “parte” in quella che potrebbe essere definita sicuramente una storia “pirandelliana”.

 

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