San Leone, un ferragosto deserto per un “giorno qualunque”
Solo pochi bagnanti e qualche affezionato, hanno preferito San Leone come meta prediletta della tanto attesa, e “discussa”, notte del ferragosto.
Ora è tempo di bilanci soprattutto dopo le scelte “innovative” poste in essere dall’amministrazione comunale di Agrigento che nel suo “piano” ha voluto evitare le “barbarie” degli scorsi anni. Un’azione congiunta tra Forze di Polizia, associazioni e Protezione Civile che nei fatti ha reso il litorale sanleonino un “giorno qualunque”.
Agrigentini e non, per la notte più lunga dell’estate hanno infatti preferito “emigrare” verso le vicine località di Porto Empedocle e Realmonte (nella foto a sinistra), invadendo letteralmente le spiagge, mantenendo così la consuetudinaria tradizione.
Il “piano Ferragosto” predisposto dal sindaco Lillo Firetto, ha infatti voluto evitare quella “tendopoli” che ogni anno, senza alcuna regola, lasciava le spiagge sanleonine in preda all’anarchia dei giovani. Pugno duro quindi che nei fatti ha evitato il peggio. Ma una domanda su tutte può aprire una riflessione su ciò che è stata la vigilia del ferragosto sul litorale agrigentino: quale è stato, e quale sarà, il prezzo di tali scelte?
La visione “Paradisiaca” di San Leone che nei fatti ha reso la notte del “ferragosto” una notte “qualsiasi” ha soprattutto visto la rabbia di molti imprenditori turistici che hanno visto i loro locali (soprattutto i proprietari dei chioschi in spiaggia) letteralmente “vuoti” e senza possibilità di festeggiare una serata in baldoria.
Sono molti coloro rimasti “colpiti” nel vedere San Leone praticamente deserta. Uno scenario che ha aperto, anche sui social network, un dibattito su chi ha “gradito” le scelte piuttosto repressive dell’amministrazione comunale, e chi invece ha fortemente criticato un modus che sarebbe stato più idoneo se regolamentato diversamente.
Basti vedere in tantissimi altri luoghi siciliani e nel mondo, dove la regolamentazione della notte più lunga dell’estate ha permesso a tutti di divertirsi, senza intaccare quella consuetudine che forse fin troppo spesso ad Agrigento è sfociata in malcostume. Regole, non repressione; era quello che si chiedeva e che avrebbe sicuramente consentito un modo più civile per trascorrere una serata di festa.
Siamo al primo “ferragosto” di questa nuova amministrazione comunale, e si spera che l’esperienza faccia da padrona e dal prossimo anno si possa lavorare per “attirare” turisti e agrigentini che quest’anno hanno preferito andare altrove.
Fri.Ni
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