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Sanità ad Agrigento, CIsl Fp: “Piante organiche carenti, servono nuove professionalità”

“La realtà organizzativa dell’Asp di Agrigento è inadeguata rispetto alle effettive realtà assistenziali della nostra provincia, non avendo negli anni preso atto del cambiamento quantitativo e qualitativo di servizi e prestazioni necessarie per l’utenza”.

A parlare è il segretario aziendale dell’Azienda sanitaria provinciale 1 della Cisl FP e coordinatore regionale delle professioni sanitarie, Alessandro Farruggia che ha in queste settimane condotto un confronto con diversi coordinatori dell’Asp e i rappresentanti dell’Ordine Tsrm Pstrp di Caltanissetta e Agrigento che raggruppa ben 19 albi professionali tra i quali i Tecnici di laboratorio biomedico, i Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, i Tecnici di perfusione cardiovascolare, ma anche Dietisti, Logopedisti ecc.

“Abbiamo accertato una significativa disformità, su ciò che concerne i numeri degli operatori sanitari previsti all’interno degli ospedali – spiega Farruggia – che ricordo devono garantire oltre alle attività di reparto, attività ambulatoriali e di diagnostica riabilitazione. Alle carenze di organico si aggiunge anche la totale assenza di figure professionali, essenziali nelle realtà sanitarie poiché garantirebbero una maggiore qualità delle prestazioni verso l’utenza. Pur consapevoli della necessità di rispettare le linee guida i livelli essenziali di assistenza regionali che ne determinano i coefficienti minimi – aggiunge Farruggia – l’attuale realtà organizzativa ha dimostrato e dimostra una inadeguatezza rispetto alle realtà assistenziali, servizi e prestazioni che negli anni sono aumentati e cambiati. Stessa situazione per quanto riguarda il personale amministrativo e dell’area Dirigenziale medica e non medica costretti a garantire una mole di attività sproporzionate rispetto alle esigenze aziendali”.

Farruggia quindi evidenzia come sia oggi più che mai necessario avere un “personale adeguato nei numeri e professionalmente qualificato a supporto di quello già in essere, risulta essere indispensabile viste le difficoltà evidenziate su tutto il territorio, legate allo stato emergenziale in corso”.

Per questo l’appello lanciato all’azienda ma anche alla deputazione regionale è che si effettui una ricognizione del personale attualmente in servizio, riscontrando eventuali limitazioni fisiche maturate negli anni e razionalizzando delle risorse economiche da investire sul personale a tempo indeterminato. La Cisl FP ha protocollato e inviato alla Direzione strategica tutta la documentazione sviluppata dal confronto con i coordinatori e i presidenti degli ordini professionali affinché possa essere utilizzata in fase di elaborazione di eventuali modifiche.

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