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Politica

Sanità agrigentina, Sodano (M5s) presenta interrogazione al ministro della Salute

Il deputato agrigentino del M5s Michele sodano ha presentato una interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza a “fronte delle inadempienze nella programmazione ospedaliera anticovid, riscontrate anche grazie all’aiuto dei media locali, in Provincia di Agrigento”.

Ecco il testo integrale della sua interrogazione:

“Al Ministro della Salute – Per sapere – premesso che:

• le autoambulanze del pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, quotidianamente impegnate nel trasferimento di casi covid positivi nella struttura di ricovero, sono spesso guaste e costrette a fermarsi lungo il percorso;
• di numero esiguo e mal equipaggiate, restano in servizio ben oltre il chilometraggio consentito dalla legge lamentando difficoltà già nella gestione ordinaria di situazioni di soccorso, ancor più adesso nel fronteggiare un evento straordinario come la pandemia;
• gli operatori sanitari, peraltro, denunciano quotidianamente anche l’inadeguatezza dei locali del pronto soccorso dove una piccola tenda con appena 6 sedie funge da spogliatoio e un minuscolo lavabo è quanto hanno a disposizione per la sanificazione personale, mentre in una sala buia vengono solitamente ammassati senza alcuna precauzione i rifiuti speciali;
• questa situazione è conseguenza di una lacunosa e frammentaria programmazione territoriale o del mancato rispetto dei programmi già definiti dall’assessorato alla sanità dove veniva individuato il presidio ospedaliero di Ribera come Covid Hospital;
• di recente, infatti, a seguito di un incontro tenutosi tra il Direttore Generale dell’Asp e il direttore sanitario dell’ospedale San Giovanni con il Sindaco di Agrigento e l’Assessore comunale alla Sanità, è stata valutata la possibilità di incrementare ulteriormente il numero di posti letto covid dedicati, trasferendo il reparto di Medicina Generale alla clinica Sant’Anna, così come il reparto di
Chirurgia;
• l’apertura di questo nuovo reparto, con circa 30 posti letto in più, è finanziata grazie alle ultime risorse messe a disposizione per l’ammodernamento dell’intero comparto sanitario regionale e che in mancanza di infermieri, operatori socio sanitari, e medici, diventa del tutto inutilizzabile non solo per fronteggiare l’emergenza Sars Cov-2, ma anche per garantire l’assistenza sanitaria ordinaria a tutti i cittadini con patologie differenti;
• si ricorda, infine, che lo scorso agosto, il presidente Musumeci aveva annunciato uno stanziamento di 85 milioni di euro per lo sviluppo tecnologico e con la promessa di avviare un ampio processo di riqualificazione dell’intero comparto sanitario regionale, di cui ben 3,7 milioni erano destinati ai presidi ospedalieri della provincia di Agrigento;

• allo stato attuale sono appena 28 i posti letto di terapia intensiva messi a disposizione per una provincia di 450.000 abitanti;
• secondo quanto programmato dall’Assessorato alla Sanità Siciliana, la gestione della seconda ondata dovrebbe basarsi esclusivamente sull’apertura di un ospedale Covid dedicato senza considerare la carenza di personale medico, di un reparto specifico di pneumologia, di infermieri e di operatori socio sanitari,

Si chiede si sapere:
• se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali provvedimenti urgenti, anche di carattere normativo, intende assumere, per quanto di Sua competenza, al fine di porre rimedio all’enorme discrepanza esistente tra quanto previsto dall’ultimo piano ospedaliero della regione Siciliana e quanto in realtà si sta verificando, soprattutto in provincia di Agrigento, non solo per affrontare l’emergenza epidemiologica ma anche per scongiurare il rischio di interruzione della continuità assistenziale data dalla carenza di personale;
• se non ritiene opportuno chiedere all’Assessorato alla Sanità in che modo sono stati spesi, o verranno spesi in futuro, i fondi destinati al comparto sanitario ed in particolare come verrà assicurato l’incremento dei posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva all’interno della regione”.

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