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Sanità siciliana, patteggiamento per Totò Cuffaro: tre anni ai servizi sociali

Si chiude con il patteggiamento a tre anni di reclusione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della sanità nell’Isola.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo ha infatti accolto l’accordo tra accusa e difesa, ritenendo la pena adeguata rispetto alle contestazioni mosse nei confronti di Cuffaro. Contestualmente è stata disposta la revoca degli arresti domiciliari ai quali l’ex governatore era sottoposto.

Parte della pena — cinque mesi — è già stata espiata ai domiciliari, mentre il periodo residuo verrà scontato attraverso l’affidamento ai servizi sociali, senza ulteriori misure cautelari detentive.

Nel provvedimento è stato inoltre stabilito un risarcimento economico in favore dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo e dell’Asp di Siracusa.

L’inchiesta ruotava attorno a presunte interferenze in procedure legate alla sanità pubblica siciliana. Secondo l’accusa, Cuffaro avrebbe esercitato pressioni per favorire la stabilizzazione di operatori socio-sanitari presso l’ospedale Villa Sofia-Cervello e avrebbe avuto un ruolo anche in alcune procedure d’appalto dell’Asp siracusana relative ai servizi di lavanderia e ausiliariato.