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Curiosità

Santa Lucia: la fede, i riti, le tradizioni gastronomiche

cuccia 1Il 13 dicembre, si festeggia Santa Lucia, festa molto sentita in Sicilia, ma particolarmente a Siracusa, essendo la Santa siracusana e Patrona della città.

In questa occasione in città vengono esposti ricchi drappi e tappeti ai balconi dei palazzi. Le vie si illuminano di ceri per onorare la solenne processione, della statua d’argento della Santa.
Questa statua, alta quasi quattro metri, racchiude in una teca d’oro, dei preziosissimi frammenti delle costole di Santa Lucia, le cui spoglie sono conservate a Venezia.

La luce e Lucia hanno un legame strettissimo. Santa Lucia è la Santa che protegge la vista e quindi la luce dei nostri occhi, ed è la Santa che si festeggia nei giorni in cui anticamente si svolgevano rituali per propiziare il successivo ritorno della luce -il 21 dicembre giorno del solstizio invernale-. Forse anche per questo la tradizione vuole che si accendano fuochi per la vigilia della festa.

Una certa iconografia raffigura la Santa recante un mazzo di spighe e la tazza con gli occhi. A volte la tazza reca una fiaccola ed è per questo che viene accostata alla dea greca Demetra o alla romana Cerere, che venivano rappresentate cone un mazzo di spighe e la fiaccola.
Un altro collegamento con il grano è quello narrato nella leggenda che nel 1646 Siracusa fu colpita da una grave carestia, durante la dominazione spagnola e nella disperazione del momento giunse una nave carica di frumento, Dove? Per alcuni a Siracusa, per altri a Palermo.
Questo avvenimento è stato ritenuto un prodigio e da quel momento alla devozione per Santa Lucia è stato associato l’uso di consumare cuccia – grano bollito – il 13 dicembre di ogni anno.
In questo giorno per Santa Lucia “si cuccìa” (3.a persona singolare di “cucciàri” derivato da “còcciu” cosa piccola, chicco).

Durante questo giorno di festeggiamento è bandito l’uso di pasta e pane e si usa consumare solo verdure e legumi, patate, le arancine e la cuccia, piatto tipico a base di grano e legumi, in alcune località, e dolce a base di grano bollito e crema di ricotta, a Palermo. Questo giorno, che dovrebbe essere di astinenza dal pane e dalla pasta, nel capoluogo siculo, diventa il pretesto per consumare arancine in abbondanza proposte nei più svariati modi.

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