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Serie A, zona rossa: chi sale e chi scende dal purgatorio nelle quote retrocessione

Nel campionato più equilibrato degli ultimi anni tutti hanno diritto e possibilità di sognare, ma anche di avere paura.

Questa la doppia faccia di una Serie A che è tornata dopo anni ad essere equilibrata, dove piccole piazze come Cagliari, Atalanta e Verona hanno la chance di poter guardare all’Europa non come una chimera ma una realistica occasione: allo stesso modo, piazze nobili come quella genovese e persino Firenze, sono costrette a camminare guardando a cosa succede dietro, con l’incubo neanche troppo lontano della Serie B.

Questo è quello che il girone di andata ha finora detto, nessuno è al sicuro e chiunque può sognare in grande: un centrifugato di emozioni, sogni e paure destinati ad andare avanti sino alla fine, sulla scia di un equilibrio e più in generale di un livellamento verso l’alto che è tornato a caratterizzare il campionato nostrano.

 Se da un lato troviamo la sorprendente Lazio in lotta per lo Scudetto, l’Atalanta in piena zona Champions e Cagliari che ad oggi sarebbe qualificata in Europa League (col Verona non troppo lontano ed una partita da recuperare), in fondo alla classifica troviamo il Genoa alle prese con l’ennesimo cambio di allenatore degli ultimi anni ed una rivoluzione della rosa nel mercato di gennaio che oramai non fa più notizia.

È arrivato Nicola al posto di Thiago Motta che aveva sostituito Andreazzoli: la vittoria nell’ultima col Sassuolo risolleva il Grifone, ma non abbastanza per tirarli fuori dalla zona retrocessione. Rossoblù che da bwin vengono comunque quotati a 1.85 in ottica retrocessione, a differenza di un Lecce che se terminasse oggi il campionato sarebbe salvo, ma viene comunque accreditato di un 1.40 che è più alta solo della quota retrocessione della Spal (1.20) ultima in classifica.

Gli uomini di Liverani avevano paradossalmente fatto più punti nelle prime dieci di campionato, quando avevano praticamente incontrato tutte le big della Serie A, riuscendo anche ad inanellare una serie di risultati utili consecutivi, per la maggior parte costituiti da pareggi che avevano comunque mosso la classifica. Nelle ultime però è arrivata una serie di sconfitte che ora portano i salentini ad un solo punto dalla Serie B e nella prossima giornata, al Via del Mare, arriva l’Inter del leccese Antonio Conte.

Chi ha avuto giovamento dal cambio di guida tecnica è sicuramente la Sampdoria di Ranieri, subentrato a Di Francesco. Nell’ultima giornata ha vinto l’importante scontro diretto contro il Brescia di Corini, con una cinquina che fa notizia visti gli appena 14 gol che i doriani avevano segnato nelle prime 18 di campionato: non è un caso che sia stato in questo risultato decisivo l’apporto di un Quagliarella fin qui deludente, ma che con una doppietta ha risollevato sé stesso e i suoi compagni.

Chi non può dirsi al sicuro ma è tornato a vincere dopo due mesi e mezzo di buio pesto è la Fiorentina, in casa contro la Spal a dieci minuti dalla fine: Iachini ha preso il posto di Montella, abbraccia Cutrone e studia il caso Chiesa, sempre più in crisi. Il campionato per quanto concerne le zone alte della classifica è già andato via, l’obiettivo è quanto meno quello di evitare che i gigliati debbano come l’anno scorso patire sino all’ultima giornata per strappare la permanenza nel massimo campionato.

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