fbpx
Regioni ed Enti Locali

Settembre, tempo di vendemmia: il racconto di Franco Collura proprietario della Massaria Papia

Settembre è tempo di vendemmia. Ma prima di arrivare a questo importante momento, però, c’è un considerevole lavoro alle spalle che richiede sapienza, passione, conoscenza, tempo e dedizione.

Delle varie fasi che precedono la vendemmia ne abbiamo parlato con l’architetto Franco Collura, produttore vitivinicolo e proprietario della Massaria Papia, il casale che sorge nelle campagne di Aragona.

“La vendemmia – racconta Collura- è il momento in cui l’uva del vigneto viene raccolta e portata in cantina dove verrà pigiata per il processo di vinificazione, che trasformerà il mosto in vino. Il periodo di raccolta può dipendere da diversi fattori, come, ad esempio, la zona di produzione, le condizioni climatiche ed il vitigno. Ad Aragona, in C.da Muxarello, abbiamo già iniziato a vendemmiare il Ciliegiolo a fine agosto. Poi ci siamo dovuti fermare perchè durante la fase della raccolta ha piovuto e si devono rispettar alcune regole di base. È, infatti, fondamentale – precisa Collura- evitare di raccogliere uva bagnata, perché l’acqua influisce sulla qualità del mosto”.

Una volta, ricordiamo, la vendemmia era una festa che, fra settembre e ottobre, coinvolgeva tutto il paese. Le donne e i bambini venivano impegnati nella raccolta dell’uva che era un momento di gioia e di aggregazione. La vendemmia siciliana, così com’è giunta a noi tramandata dai nostri nonni, ci riporta, infatti, a voci, suoni e sapori di un tempo quando l’uva si raccoglieva rigorosamente a mano: “Oggi invece i metodi di raccolta sono due – continua Franco Collura- la raccolta manuale, svolta, appunto, a mano dagli operai e la raccolta meccanica che viene effettuata attraverso macchine vendemmiatrici che raccolgono l’uva a scuotimento verticale o orizzontale”.

La vendemmia, quindi, è un momento che ci riporta indietro nel tempo. La raccolta dell’uva, la pigiatura, la fermentazione ed, infine, arriva il Giorno della festa di San Martino dove “Ogni mosto diventa vino”. Parlare di vino mi riporta con nostalgia indietro nel tempo. Mi rivedo bambino mentre accompagno mio padre a spillare il primo vino dalla botte. Lo guarda mentre innesta la cannella nella botte, girare pian piano il rubinetto e sorridere di gioia alla vista del vino che diventa schiuma mentre riempie la bottiglia. Il profumo inebriante di quel momento esplode dentro di me e diventa magia. In vino veritas.

Luigi Mula

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.