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Sfregio alla stele di Rosario Livatino: le reazioni del mondo sociale e politico

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Dopo gli episodi dolosi, compiuti a Palermo nei giorni scorsi a danno di alcuni simboli eretti a memoria dei giudici Falcone e Borsellino – commenta il sindaco di Canicattì Ettore Di Venturaci sbigottisce registrare, proprio alla vigilia del 25° anniversario della strage di Via D’Amelio, un’azione vandalica ai danni della stele del “nostro Giudice Ragazzino”.

Come sindaco di Canicattì, unitamente ai componenti della mia Giunta, esprimo profondo sdegno per questo ignobile atto e con estrema fermezza ci tengo a ribadire che l’oltraggio perpetrato ai danni di questo significativo simbolo di eroismo non ci allontanerà dalla strada intrapresa verso il pieno rispetto della legalità“, conclude Ettore Di Ventura.

La segreteria provinciale della Uil di Agrigento commenta a caldo l’inqualificabile gesto dello sfregio alla stele del giudice Rosario Livatino sulla statale 640.

Apprendiamo che nel giorno del 25° anniversario della strage di via D’Amelio con l’uccisione del giudice Borsellino e degli uomini della sua scorta, ancora qualcuno non si vuole rassegnare che la stagione del terrore e della violenza non torneranno più in Sicilia, proprio perché i siciliani hanno dei modelli che sono i tanti servitori dello Stato che sono stati uccisi dalla mafia e dalla violenza e che con il loro comportamento e impegno in vita hanno combattuto e con il loro ricordo hanno lasciato nelle nostre coscienze e nelle nuove generazioni il senso più alto della legalità.

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Adesso in queste ultime settimane speriamo che non ci sia una regia, una recrudescenza inspiegabile e ignobile, prima nelle scuole dello zen a Palermo mutilando la statua del giudice Falcone, adesso danneggiando la stele del giudice ragazzino Rosario Livatino, quasi volendo creare una strategia della tensione e della sopraffazione che tutti i siciliani onesti respingono con forza. Siamo certi che tutta la società agrigentina condanna vivamente questi gesti che si ritorceranno contro gli autori materiali di azioni sconsiderate e che vanno isolate e perseguite. La cultura mafiosa non passa, in Sicilia i modelli sono altri. Onore al merito del lavoro che svolgono quotidianamente associazioni, punti di aggregazione, scuole e uomini e donne comuni che hanno una sola linea per la società isolana i principi fondamentali sono senz’altro questi:crescita, legalità, affrancarsi da ogni forma di illegalità e di violenza e imporre le regole della libertà e del benessere comune come punto fermo da seguire. Questi punti la Uil provinciale li tiene sempre come punti fondamentali del vivere civile e nell’operare quotidiano nel territorio”.

Ad intervenire anche il Sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino con il vice Sindaco Giuseppe Todaro, e gli assessori Giuseppe Morgana, Angela Rinollo e Giuseppe Saccomando, che affermano: “Un triste giorno: un vile atto ha mortificato la nostra Terra. Il dannegiamento della stele in memoria del Giudice Livatino è un inqualificabile gesto che colpisce la coscienza della nostra comunità e ci trasmette il segnale che il processo di cambiamento è ancora un lungo cammino. A tutte le Istituzioni il compito di continuare il percorso di educazione alla Vera Legalità, rifuggendo da posizioni vuote, autoreferenziali ed inutilmente rumorose, concentrandosi invece nel trasmettere alle proprie comunità il Vero Senso di Legalità, Giustizia ed Equità. Lo Stato deve essere vicino al Popolo, anche se spesso viene rappresentato o percepito come un nemico. Solo con la consapevolezza di essere tutti parte attiva dello Stato si potranno porre in essere le condizioni per un vero cambiamento della nostra Terra. Oggi Rosario Livatino è stato ucciso nuovamente. Oggi è stata offesa la memoria di tutte le Vittime Innocenti della Mafia! A noi il compito di difendere la Loro memoria, difendere la nostra Terra e proiettarci in un futuro finalmente diverso. Giorno 21 settembre a Palma ricorderemo con un’importante iniziativa Rosario Livatino per il suo cruento sacrificio“.

Anche la parlamentare nazionale agrigentina, Maria Iacono, ha espresso sgomento per il danneggiamento della stele: “La notizia del danneggiamento della stele in onore del giudice Livatino mi lascia sgomenta e rappresenta l’ ennesimo barbaro e vile atto ai danni di beni fatti erigere in memoria di uomini che hanno immolato la propria vita contro la mafia , nel nome dello Stato e della rinascita della nostra terra.
Atti come questo vanno assolutamente condannati e rappresentano la dimostrazione di quanto ancora lunga sia la strada per la piena affermazione della legalità e della giustizia.
Il giudice Rosario Livatino rappresenta una delle figure simbolo di una Sicilia che vuole liberarsi dal giogo mafioso, profanare la sua memoria significa offendere tutti i Siciliani onesti“.

Il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, commenta il danneggiamento della stele intitolata al giudice Rosario Livatino. “Chi compie gesti così vili lo fa per balordaggine o per paura“.  “Un gesto squallido – continua Vittorio Messina – che si collega ad altri danneggiamenti dai simboli della lotta alla mafia. Un gesto che conferma la debolezza di chi lo ha compiuto di chi lo ha commissionato e che è teso a combattere la crisi dei propri riferimenti valoriali. La prima reazione – conclude Messina – deve essere quella di ricostruire subito quei simboli la cui memoria continua a dare fastidio a chi oggi è più debole grazie al lavoro prezioso di uomini come Rosario Livatino“.

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