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Cronaca Regioni ed Enti Locali

Sicilia e-Servizi: Crocetta e Ingroia nei guai. Chiesta l’iscrizione nel registro degli indagati

ingroia_crocettaGuai in vista per il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che insieme all’ex magistrato Antonio Ingroia, gli ex assessori Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti, Ester Bonafede, Dario Cartabellotta e Antonino Bartolotta, rischiano l’iscrizione coatta nel registro degli indagati per abuso d’ufficio.

La vicenda riguarda l’assunzione di personale nella società partecipata della Regione Sicilia, Sicilia e-Servizi. Per l’accusa infatti il governatore e l’amministratore unico della partecipata avrebbero violato la legge non essendoci nessun particolare obbligo nell’assunzione dei 75 lavoratori.
Il Gip del Tribunale di Palermo, Lorenzo Matassa ha così respinto la richiesta di archiviazione, chiedendo l’iscrizione coatta nel registro degli indagati.
La Guardia di Finanza ha infatti consegnato ai pubblici ministeri di Palermo l’atto di accusa che è stato così spedito sulla scrivania del Gip, Lorenzo Matassa, insieme alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta aperta e rimasta sempre a carico di ignoti.
Oltre al governatore siciliano, all’ex pm e agli assessori Scilabra, Stancheris, Bonafede, Bartolotta, Valenti e Cartabellotta, sarebbe coinvolto anche l’ex ragioniere generale Mariano Pisciotta.

Per l’accusa le assunzioni in Sicilia e-Servizi violerebbero la normativa (vigente dal 2008) che vieta ogni tipo di nuova assunzione nella pubblica amministrazione. Normativa ripresa anche in alcune direttive del presidente Crocetta ma che, sempre secondo l’accusa, sono state disattese facendo riferimento ad una deroga prevista dalla norma del 2010 che riportava testualmente che erano fatte salve le “procedure contrattuali discendenti da bandi ad evidenza pubblica effettuati prima dell’entrata in vigore della presente legge”.

Deroga che sarebbe poi servita all’Avvocatura dello Stato di dare seguito alle assunzioni nella società partecipata.
Per gli agenti della Guardia di Finanza però nessun bando o concorso pubblico era stato effettuato prima del 2010 in Sicilia e-Servizi.
Sempre secondo le fiamme gialle il danno arrecato ai contribuenti con le assunzioni sarebbe stato di circa 2 milioni e mezzo di euro, di cui 179 mila euro “corrispondente agli emolumenti erogati, in violazione di legge, ai dipendenti ex Sisev nei mesi di gennaio e febbraio 2014” ed “Ulteriori 2.257.736,42 euro saranno corrisposti per il pagamento degli emolumenti relativi ai restanti mesi contrattualizzati (marzo 2014-luglio 2015)”.

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