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Regioni ed Enti Locali

Silvio Cuffaro risponde al presidente della Regione Crocetta sul fratello Totò

silvio-cuffaroMio malgrado, avendo letto su un quotidiano regionale un’intervista al Presidente della regione Siciliana Rosario Crocetta dal titolo ‘Il Pd non imbarchi impresentabili erano sgraditi perfino a Cuffaro’, dove è stato citato più volte il nome di mio fratello Salvatore Cuffaro, sono costretto a fare delle dovute precisazioni“.

Ad intervenire è il sindaco di Raffadali e fratello dell’ex presidente della Region, Silvio Cuffaro (in foto a sinistra), che replica alle dichiarazioni rilasciate dal governatore siciliano Rosario Crocetta:

Premetto che, come familiare, ancora una volta rimango basito della scarsissima sensibilità dimostrata dal Presidente Crocetta che, sapendo di non poter ricevere risposta, cita,ancora una volta e a sproposito, il nome di mio fratello Totò e la stagione politica che lo ha visto protagonista. Trovo la cosa fuori luogo e fuori dai canoni del buon senso che a dire il vero dovrebbero contraddistinguere un Presidente di Regione. Forse il Presidente cerca di distogliere l’attenzione e di coprire il fallimento politico del governo regionale che presiede ormai da quasi tre anni?. Poi non capisco come mai Crocetta parla sempre del Governo Cuffaro e di uomini politici che erano di centrodestra e vicini al governo di quell’epoca, facendo finta di ignorare che gran parte di loro sono stati protagonisti della sua candidatura e della sua elezione a Presidente. Apprendo con stupore, dalle parole di Crocetta, che: “Totò Cuffaro, non appena avrà finito di scontare la pena, sconfiggerà questo progetto di “cambia casacca”e tornerà a fare politica, magari, non con un ruolo di primo piano, ma sicuramente chiedendo il conto agli ex amici, con argomenti convincenti”.Non so quali siano le fonti e le convinzioni di Crocetta, ma a questo punto credo sia in malafede, considerato che mio fratello ha dichiarato più volte che la sua esperienza politica ,sia diretta che indiretta, si è conclusa, e più volte ha manifestato apertamente che il suo obiettivo è solo quello di occuparsi dell’ azienda agricola di famiglia e di fare una esperienza di medico volontario in Africa presso un ospedale, finanziato durante il suo mandato presidenziale. Non capisco come mai il Presidente Crocetta sia depositario di tutte queste certezze circa le decisioni future degli altri, quando lo stesso appalesa, quasi quotidianamente, incertezze e confusioni. Continua a parlare di mio fratello, della sua stagione politica e del suo governo che godeva, al contrario del suo, di una maggioranza stabile e non di Assessori ad horas .Ad ogni modo saranno i siciliani a fare un confronto tra il Governo Cuffaro e il Governo Crocetta. Mio fratello ha governato e amministrato la Sicilia col cuore e per il bene comune, assumendosi sempre le proprie responsabilità senza fare confronti con i governatori che lo hanno preceduto.
Crocetta, se vuole un consiglio sincero e scevro da qualsiasi demagogia, si occupi più dei siciliani oppressi da una politica vessatoria e clientelare, priva di un reale progetto, frutto di un governo regionale ballerino ed inconsistente. Perché finora, Caro Presidente Crocetta, di quella rivoluzione che Ella ha sbandierato in lungo e largo, urbi et orbi, non vi è alcuna traccia, semmai è rimasto solo il sangue di quei siciliani che sono oggetto della sua macelleria sociale e del suo malgoverno. Del resto, dagli ultimi sondaggi emerge, in modo inequivocabile,che lei occupa gli ultimi posti della graduatoria nazionale di gradimento. Sarebbe più utile per tutti ,che finalmente mettesse da parte il desiderio costante di denigrare l’operato altrui e si occupasse di governare con saggezza la sicilia rilanciarne l’economia , dando finalmente credibilità alla politica regionale.Lasci giudicare liberamente i siciliani su cosa ha realmente rappresentato Totò Cuffaro per loro e per la loro terra nei suoi sette anni di governo, invece di avventurarsi in analisi avventate, prive di fondamento , dettate, probabilmente dal livore e dall’incapacità di assumersi il fallimento del suo governo“, conclude Silvio Cuffaro.

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