Prosegue verso la fase decisiva il processo sul crollo del costone del viale della Vittoria ad Agrigento, avvenuto il 5 marzo 2014, un evento che segnò profondamente la città con evacuazioni e disagi protratti per anni.
La Procura della Repubblica di Agrigento ha richiesto il rinvio a giudizio per un giovane di 26 anni accusato di detenzione di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. La decisione sull’eventuale apertura del processo sarà presa l’8 giugno, data fissata per l’udienza preliminare davanti al gip del Tribunale di Agrigento.
È fissato per il prossimo 28 aprile l’inizio del processo dinanzi alla prima sezione della Corte di Assise di Appello di Palermo, che vedrà come imputati due individui accusati di omicidio come reato non voluto e tentato omicidio in concorso.
Il magistrato di sorveglianza di Agrigento ha disposto la detenzione domiciliare per Clemente Marco Davide, condannato nell’ambito del processo scaturito dalla maxi operazione denominata “Kerkent”, condotta dalla Dda che ha sgominato un presunto traffico di droga ed estorsioni che sarebbero state messe in piedi dal presunto boss agrigentino.
L’ufficio esecuzione penale della Corte di Appello di Palermo ha emesso decreto di scarcerazione anticipata nei confronti di Contino Fabio, condannato nell’ambito del processo scaturito dalla maxi operazione denominata Kerkent, condotta dalla Dda che ha sgominato un presunto traffico di droga ed estorsioni che sarebbero state messe in piedi dal presunto boss agrigentino
Federconsumatori Agrigento è stata ammessa parte civile nel processo scaturito dall’inchiesta “Waterloo”, sulla gestione del sistema idrico integrato nell’agrigentino da parte di Girgenti Acque.
Chiesto il rinvio a giudizio di un giovane 34enne di Licata che avrebbe occultato il proprio reddito al fine di non pagare le spese legali, facendo così in modo che sia lo Stato a sostenere le spese.
Il Comune di Agrigento si costituirà parte civile nel processo a carico dell’ex comandante della polizia municipale e capo di Gabinetto del sindaco di Agrigento, finito nei guai con l’accusa di corruzione in concorso.
Avrebbero ricevuto e utilizzato alcuni telefoni cellulari – con annesse SIM – all’interno delle mura del carcere di San Cataldo, nel nisseno. La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha disposto la citazione a giudizio di sette detenuti, tre dei quali agrigentini.
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