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Tentata concussione, revocati domiciliari per funzionario agrigentino

Revocati dal Tribunale del Riesame di Caltanissetta gli arresti domiciliari per Vincenzo Caruso, funzionario regionale agrigentino, arrestato lo scorso 27 maggio con l’accusa di tentata concussione.

I giudici, in parziale riforma dell’ordinanza impugnata dai difensori dell’architetto agrigentino, gli avvocati Vincenzo Caponnetto e Walter Tesauro, hanno sostituito la misura degli arresti domiciliari con la misura cautelare interdittiva della sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di un anno.

Secondo l’accusa, come si ricorderà, il funzionario agrigentino in quanto nominato direttore dei lavori in relazione all’opera di consolidamento e sistemazione di un tratto di strada nel comune di Acquaviva Platani “mediante minacce esplicite ed implicite, inclusa quella di porre in essere atti di ostruzionismo volti ad impedire il normale svolgimento delle opere appaltate, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere l’appaltatore a consegnarli la complessiva somma di 69.841,21 euro, corrispondente alla voce ‘competenze tecniche’ del quadro economico dei lavori appaltati, a lui non spettanti, pretesa poi ridotta a 15000 euro”.

Secondo quanto emerso dagli investigatori, Caruso avrebbe fatto intendere all’appaltatore che non sarebbe stato fiscale nell’espletamento del suo ruolo di direttore dei lavori, “lasciandogli così intendere – sempre secondo il quadro accusatorio emerso – che si aspettava di essere adeguatamente ristorato per la disponibilità dimostrata”.

L’indagine sarebbe nata dalla denuncia presentata dalla presunta vittima della tentata concussione che, dopo essersi aggiudicato la gara d’appalto per la realizzazione dei lavori pubblici, avrebbe avuto dal Caruso presunte pressioni per richieste di dazioni di denaro.

 

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