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Uil Agrigento: “Il Governo regionale, dopo Eraclea Minoa e Scala dei Turchi, intervenga con una programmazione organica su tutta la provincia”

La UIL di Agrigento interviene sul rischio idrogeologico in provincia di Agrigento che negli ultimi anni ha segnato delle emergenze continue per l’incolumità pubblica e privata provocando danni e in alcuni casi anche morti per calamità naturali, sollecitando il Governo regionale ad intervenire in maniera organica sui territori.

“Sottolineiamo positivamente che qualche piccolo passo in avanti la provincia di Agrigento comincia a farlo per la messa in sicurezza del territorio, dopo gli interventi programmati sull’ erosione della fascia costiera di Eraclea Minoa prima e adesso dovrebbe essere risolto con i 417 mila euro stanziati dalla rimodulazione dell’ fsc il costone della Scala dei Turchi con la messa in sicurezza della parte rocciosa. Il sito turistico è probabile candidato a diventare patrimonio Unesco, avendo bellezza e rilevanza turistica e paesaggistica che è sotto gli occhi di tutti, almeno così ha garantito il governo e l’Assessore regionale al territorio e ambiente.
La Uil perciò sollecita a tal guisa questo governo a non fermarsi solo a questi interventi sulla fascia costiera e di proseguire con una programmazione mirata e una azione di governo interventistica e risolutiva di altre aree del territorio che presentano fragilità e necessitano interventi immediati.
In particolar modo si deve dare seguito ai Pai (i piani di assetto idrogeologico), che individuano nei comuni le zone r3 e r4 che presuppongono interventi di mitigazione del rischio di incolumità perché aree sostanzialmente fragili ed esposte a rischi di calamità.
Quindi, per trovare le soluzioni, la politica collabori e agisca prontamente: dagli interventi dei fiumi Salso e Verdura per evitare straripamenti, alle zone montane a rischio frane e tutte quelle aree che da un momento all’altro potrebbero avere cedimenti in primis centri storici e abitati vicini a zone a rischio geologico.
La provincia di Agrigento e i comuni necessitano pertanto interventi sostanziali a queste problematiche, dando piena attuazione ai pai e trovando le coperture economiche. Infatti dal Governo regionale all’Assessorato regionale al territorio e ambiente, all’ufficio speciale del dissesto idrogeologico, alla protezione civile e al Ministero delle infrastrutture si deve seguire un piano e un iter con i comuni dove la programmazione e gli interventi delle zone sovraesposte sono prioritarie. Non è plausibile temporeggiare e impastoiarsi in carte che viaggiano a destra e a manca, perché gli interventi sono indispensabili dalle risorse economiche alle procedure: dalla progettazione alla fattibilità,alla realizzazione delle opere che devono essere attuate con tempi certi e duraturi. Il tutto ne va della rinascita e della sicurezza dei cittadini di questa provincia. Lo stesso territorio troppe volte è risultato impreparato dopo piogge o effetti meteorici straordinari che senza manutenzione e interventi diventano pericolosi per gli agrigentini e mettono in crisi economia sociale ed economica e l’incolumità delle persone.”

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