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Regioni ed Enti Locali

Uil Agrigento: “Sui tagli alla finanziaria regionale pronti alle barricate”

La Uila agrigentina alza pesantemente la voce, in vista dei lavori d’aula di mercoledì a Sala D’Ercole sul tema bilancio e dei paventati tagli, per un totale di 244 milioni di euro, con conseguenze che rischiano di essere nefaste per le categorie più deboli che orbitano nel mondo regionale.

“La scorsa settimana abbiamo scioperato per i lavoratori di Esa, Consorzi di Bonifica e forestali e abbiamo trovato risposte ancora aleatorie da parte dei tecnici di Palazzo d’Orleans, visto che il Governatore Musumeci era impegnato con feste religiose. Questa settimana entriamo nella fase calda delle problematiche in corso. Partiamo con un concetto semplice che ribadiamo: i tagli ai lavoratori dell’Esa, gli stagionali ed i lavoratori discontinui dei consorzi di bonifica, devono essere corretti subito. Continueremo, assieme a Flai e Fai, i presidi e i sit-in, perché troviamo una scelta incosciente azzerare i fondi previsti dalla legge, che colpiscono dei comparti che questo governo più volte, ma solo a parole, ha detto di voler potenziare e utilizzare al meglio. Invece, incredibilmente, affonda la lama su lavoratori che da trent’anni aspettano i pieni riconoscimenti, dopo un interminabile precariato e dopo che lo stesso Musumeci aveva indicato una strada percorribile per l’utilizzo degli stessi, per mettere in salvaguardia il territorio dopo le note vicende del dissesto morfologico e idrogeologico. Per questo saremo vigili e abbiamo sollecitato il Parlamento con emendamenti a ricucire un vulnus sociale e lavorativo senza precedenti.

I parlamentari agrigentini, in particolare, che sono a conoscenza della vicenda, facciano valere le loro funzioni e prerogative al di là della vecchia logica, maggioranza e opposizione, e rimettano i fondi per ridare funzionalità a un settore che va valorizzato e potenziato in una logica di messa in sicurezza del territorio e di efficientamento del mondo dell’agricoltura, che è basilare per la crescita economica e occupazionale dell’intera Sicilia”.

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