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Agenzia delle Entrate, dirigenti illegittimi ed avvisi di accertamento e ruoli nulli

L’ormai arcinota e recentissima sentenza della Corte Costituzionale n. 37 del 25/02/2015 pubblicata il successivo 17/03/2015 (in. G.U. del 25/03/2015, n. 12), nell’affermare che sono illegittimi i ripetuti conferimenti di incarichi dirigenziali ai funzionari senza, invece, indire i regolari concorsi come previsto dalla Costituzione e dalle varie leggi ordinarie, ha preannunciato un

vero e proprio terremoto nella materia dell’accertamento e riscossione dei tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate per le drastiche conseguenze che ne comporta poiché in buona sostanza risultano nulli i provvedimenti firmati dai circa 1.200 dirigenti interessati (il 75% del totale), tra Agenzia delle Entrate (767), del Territorio e delle Dogane.

La “catastrofe” inevitabile prevista dallo stesso ente per l’illegittimità di tutti gli atti emessi dai soggetti in questione ha portato ad un’immediata levata di scudi ed una campagna di controinformazione orchestrata dalla stessa Agenzia dell’Entrate e supportata e suffragata da qualche testata che sin da subito si è manifestamente schierata con la posizione più drastica e pessimistica per il contribuente che nel disincentivare i ricorsi ha messo in atto lo spauracchio di una quantomai fantomatica temerarietà delle azioni a tutela dei contribuenti che dovessero eccepire l’illegittimità originaria di questi atti per scongiurare l’enorme perdita d’introiti fiscali che ne deriverebbe se le corti tributarie decidessero – così come crediamo – per l’accoglimento delle istanze in questione.

Ecco perchè Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ritiene opportuno effettuare e rilanciare pubblicamente una vera e propria “Operazione Verità” per esplicitare quali sono le conseguenze giuridiche effettive e reali della decisione in questione della Corte Costituzionale – in primis la nullità di atti di accertamento e ruoli sottoscritti dai “dirigenti illegittimi” – suffragato dall’autorevole intervento dottrinario del noto tributarista leccese avvocato Maurizio Villani che con un articolo che riportiamo di seguito integralmente, ha voluto spiegare compiutamente e secondo prudente valutazione gli effetti dell’epocale decisione.

Ciò tanto più perchè va scongiurato un intervento del governo – così come si va discutendo negli ultimi giorni – che andrebbe a sanare con effetto retroattivo l’invalidità degli atti emessi dai soggetti non legittimati, in pieno contrasto con i principi sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente. Un provvedimento che evidentemente non sarebbe necessario se il Ministero dell’Economia non temesse gli effetti previsti per stoppare sul nascere migliaia e migliaia di ricorsi.
Si preannuncia, insomma, una battaglia nelle Commissioni Tributarie dei vari livelli, tra chi difende i contribuenti e chi non ammette le proprie responsabilità perchè forse questo è, come ha precisato l’avvocato Maurizio Villani, “il momento che si ripristini una guida politica chiara per supervisionare l’apparato delle entrate ed assumersi le responsabilità politiche, reintroducendo il Ministero delle Finanze, senza affidare tutto come oggi all’Agenzia delle entrate“.

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