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Consiglio dei Ministri Europei straordinario sulla questione migranti: nulla di fatto

Si è riunito il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea con all’ordine del giorno nuove misure per risolvere l’immigrazione di massa lungo il Mediterraneo.

L’apertura dei lavori è stata anticipata da un minuto di silenzio, che si aggiunge agli anni di assordante silenzio dei Governi Europei, per ricordare le ultime vittime, circa 900, inghiottite recentemente nel canale di Sicilia.
Alla fine dei lavori tutti soddisfatti, ma di cosa? Ricordiamo loro che l’emorragia degli sbarchi non si è ancora arrestata. Unica novità partorita: il potenziamento da 40 a 120 milioni di euro l’anno per finanziare i progetti, Triton lungo le coste italiane e Poseidon lungo le coste greche; si tratta, di fatto, di avere destinato una maggiore somma di denaro per fronteggiare le spese necessarie alle attività di pattugliamento e soccorso in mare ed all’accoglienza dei migranti.

Per quanto riguarda le azioni capaci di impedire le partenze dai porti libici e di debellare le condizioni di schiavitù a cui sono sottoposti questi sfortunati esseri umani, nulla di fatto.
Le decisioni prese in Consiglio dei Ministri Europei, sembrano rappresentare una buona notizia soltanto per coloro i quali, su questa triste vicenda, speculano attraverso i centri d’accoglienza foraggiati dall’UE stessa; tuttavia, ancora una volta sfugge l’obiettivo principale che per ogni essere umano dovrebbe essere scontato: salvare questi poveri esseri umani!
Salvarli dalle guerre in atto nei loro paesi, salvarli dalle torture nelle “prigioni” libiche, salvarli dai viaggi della speranza in mare, pagati spesso con i risparmi di tutta una vita e, che tra mille insidie a volte terminano insieme alle loro vite nel cuore del Mediterraneo.

Ricordiamo che il numero di vittime (21.739) documentate in questi anni, è soltanto simbolico e sicuramente di gran lunga inferiore a quelle reali, chissà quante imbarcazioni sono state inghiottite in questi anni dal mare in burrasca senza che nessuno se ne sia accorto.
Come detto i Paesi dell’UE si sono puliti la coscienza aggiungendo al progetto qualche milione di euro ciascuno e, per il resto, nulla di fatto. Non sono previste, infatti, azioni contro le organizzazioni criminali che catapultano centinaia di migranti per volta sulle carrette del mare e del cui destino, una volta intascato il malloppo, sembrano non interessarsi.

Per il resto non cambia assolutamente nulla, continueranno ad essere maltrattati dagli aguzzini libici, continueranno a partire dalla Libia sulle carrette del mare stipati come sardine, continueranno tanti di loro a morire inghiottiti dal mare, continueranno in centinaia di migliaia ad arrivare nelle nostre coste e continueranno a non essere previste azioni importanti di sostegno ai paesi del Mediterraneo, Italia in testa, che secondo le regole già stabilite a Dublino, hanno il dovere di effettuare il riconoscimento dell’identità dei sopravvissuti e badare loro fino alla letterale esplosione dei centri d’accoglienza; a tale proposito citiamo la dichiarazione del primo Ministro inglese Cameron: “da noi mezzi ma niente migranti in Gran Bretagna” come dire ti diamo i soldi e te la sbrighi da solo.

Per onore di cronaca bisogna precisare che il mare non rappresenta l’unica via per raggiungere l’Europa, migliaia di migranti arrivano anche via terra dopo avere attraversato a piedi diversi paesi dell’est Europa che non fanno parte dell’UE e, una volta arrivati in Austria, a cui spetterebbe, secondo le regole di Dublino, il riconoscimento della loro identità e l’accoglienza, vengono immediatamente fatti salire sui treni, in direzione Italia, con tanto di biglietto da loro fatto e pagato, costringendo così i Sindaci delle nostre città di frontiera a farsi carico di queste sfortunate persone.

Roberto Campagna
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