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Meredith Kercher, l’ultimo verdetto per Amanda e Raffaele

Attesa febbrile per la decisione della Cassazione sul processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Alle 10 di questa mattina è cominciata l’udienza, quella forse in cui si deciderà quali saranno le sorti giudiziarie di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

Solo quest’ultimo si è presentato in tribunale, Amanda è rimasta in America in cui risiede dalla prima sentenza di appello, quella della prima assoluzione. Accomunati da una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni attenderanno lontani l’uno dall’altra la sentenza della Cassazione che oggi dovrà decidere se, insieme a Rudy Guede, sono responsabili dell’omicidio della studentessa inglese ventiduenne Meredith Kercher, uccisa a Perugia la sera del primo novembre del 2007.

Fino alle ore 15, ha parlato la Procura Generale chiedendo la conferma delle condanne, le stesse che erano state comminate in appello bis a Firenze. Dall’altro canto la richiesta delle difese dei due ex fidanzati, che si proclamano estranei al delitto, di annullare le condanne inflitte dalla Corte d’assise d’appello di Firenze che ammontano a 25 anni di reclusione per Sollecito e a 28 anni e sei mesi per la Knox (tre, definitivi, per la calunnia a Patrick Lumumba, da lei coinvolto nella vicenda ma poi risultato del tutto estraneo). Dal suo canto Amanda fa sapere da Seattle, attraverso i suoi avvocati, che in caso di condanna non è assolutamente disposta a ritornare in Italia. Dalle colonne di alcuni giornali Americani, la Knox afferma che questo processo ai suoi danni è stato un processo ingiusto, che i giudici non “hanno voluto vedere in direzione della verità”.

È molto probabile che la decisione della Cassazione sul processo per l’omicidio di Meredith Kercher slitti a venerdì 27 marzo. Lo si è appreso da uno scambio di battute tra il presidente della V Sezione Penale, Gennaro Marasca, e l’avvocato Giulia Bongiorno che difende Raffaele Sollecito. Il presidente Marasca ha chiesto ai difensori di organizzarsi per lasciare un’ultima arringa per venerdì mattina. Dopo dovrebbe iniziare la camera di consiglio.

Se i ricorsi dovessero essere respinti le pene diventeranno definitive. Il dispositivo verrebbe subito trasmesso dalla Corte alla procura generale fiorentina che dovrà attivare (in poche ore è l’ipotesi più probabile) le procedure per l’arresto di Sollecito e quelle più complesse per l’estradizione della Knox.

 

Marcella Lattuca

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