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	<title>L. M. - Scrivo Libero News</title>
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	<description>Il portale di Agrigento e provincia</description>
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	<title>L. M. - Scrivo Libero News</title>
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		<title>GAETANO ARONICA: «IL TEATRO NON DEVE CREARE ILLUSIONI, MA COSCIENZE»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 18:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Aronica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’esperienza al Teatro Pirandello ai nuovi progetti al Palacongressi, l’attore e direttore artistico racconta la sua scommessa sui giovani, il rapporto con Sciascia e Pirandello e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="western"><strong style="font-size: 16px">Dall’esperienza al Teatro Pirandello ai nuovi progetti al Palacongressi, l’attore e direttore artistico racconta la sua scommessa sui giovani, il rapporto con Sciascia e Pirandello e un’idea di cultura che intreccia arte, giustizia e impegno civile. «I talenti devono germogliare. La sfida più bella è farli sbocciare dalle nostre parti».</strong></h1>
<p><span id="more-249108"></span></p>
<p><em>di Luigi Mula </em></p>
<p><strong>AGRIGENTO</strong> – Ci sono artisti che attraversano il teatro come un mestiere e altri che finiscono per considerarlo una responsabilità. Gaetano Aronica appartiene a questa seconda categoria. Attore, regista e direttore artistico, con una formazione maturata tra gli studi in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo all’Università di Bologna, dove si è laureato con lode, e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, ha costruito negli anni un percorso che attraversa il cinema, la televisione e il palcoscenico.</p>
<p>Nel suo curriculum figurano film come <em>Malèna</em> e <em>Baarìa</em>, entrambi diretti da Giuseppe Tornatore, e produzioni televisive come <em>Il capo dei capi</em>, <em>Squadra antimafia – Palermo oggi</em> e la serie Netflix <em>Barbari</em>. Ma oggi, accanto al lavoro di attore, c’è soprattutto la sfida di costruire progetti culturali capaci di lasciare un segno nel territorio.</p>
<p>Già presidente del Teatro Pirandello di Agrigento e direttore artistico dei teatri comunali di Racalmuto e Licata, Aronica guarda alla cultura come a uno strumento di crescita collettiva. Un’idea nella quale si incontrano le sue passioni letterarie, da Leonardo Sciascia a Luigi Pirandello, e una convinzione che torna spesso nelle sue parole: il talento, da solo, non basta. Occorrono studio, disciplina, impegno e la capacità di coltivare le coscienze.</p>
<p><strong>Aronica, la nuova stagione del Palacongressi si presenta ricca di novità. Qual è l’idea che la sostiene?</strong></p>
<p>«È tutto frutto di un’estate di lavoro. Con il direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, Roberto Sciarratta, e con tutto lo staff abbiamo deciso di fare un passo più lungo, offrendo al pubblico cose nuove, diverse, originali, anche meno conosciute. Speriamo che il pubblico si fidi delle nostre scelte. Ogni tanto si può anche sbagliare, ma si può crescere insieme. Invece di offrire un programma prevedibile, già confezionato, abbiamo costruito una stagione che ho definito pirotecnica, piena di sorprese. Ci saranno i Black Blues Brothers, la Family Floz di Berlino, il musical <em>Gloria</em>, Francesco Montanari, Luca Bizzarri, Violante Placido con <em>Marilyn</em>, Giuseppe Pambieri con <em>I Promessi sposi</em> e Franco Branciaroli con <em>Non si sa come</em> di Pirandello. E poi spettacoli per le famiglie, come <em>La bella e la bestia</em>, e il teatro legato al nostro territorio, con Marco Savatteri. Vogliamo parlare a pubblici diversi, dai giovani agli spettatori più maturi, senza rinunciare alla qualità».</p>
<p><strong>Tra le novità annunciate, c’è un progetto che sembra avere per lei un significato particolare: i laboratori teatrali legati alla giustizia.</strong></p>
<p>«È la cosa che in questo momento mi entusiasma di più. Ho parlato con diversi magistrati siciliani che hanno gestito e presieduto processi importanti. Verranno a incontrare i ragazzi dei nostri corsi di teatro. Non si tratta soltanto di una formazione artistica. Vorrei che fosse anche una formazione etica, civile e umana. È bello leggere gli atti di processi reali e poi confrontarli con pagine di Sciascia, Bufalino, Consolo e dello stesso Pirandello. I ragazzi lavoreranno su un’idea di verità e di giustizia, anche attraverso il corpo e la recitazione. Il teatro può diventare un movimento di idee. Non è soltanto imparare a stare su un palcoscenico: significa crescere, interrogarsi, comprendere la complessità della realtà».</p>
<p>È qui che il percorso artistico di Aronica incontra la sua passione per la letteratura civile. Sciascia, in particolare, rappresenta un riferimento naturale per chi intende esplorare il rapporto tra verità, potere, coscienza individuale e giustizia. E <em>Il giorno della civetta</em>, opera che Aronica ha portato a lungo in scena, diventa oggi anche un’occasione per riflettere sul modo in cui le nuove generazioni percepiscono il bene e il male.</p>
<p><strong>Il rapporto con i giovani è una costante del suo lavoro. Che cosa le hanno insegnato?</strong></p>
<p>«Io ci credo molto. Il punto di vista dei ragazzi è sempre stato illuminante per me. Hanno una capacità di sintesi, un’ironia e una leggerezza che spesso noi adulti perdiamo. E anche i loro problemi, che a noi possono sembrare piccoli, per loro sono i più grandi del mondo. Dobbiamo ricordarci che siamo stati ragazzi anche noi. L’anno scorso, al Palacongressi, abbiamo accolto circa 15 mila studenti. È un lavoro cominciato anni fa, andando nelle scuole di tutta la provincia. Molti ragazzi non erano mai entrati in un teatro. Scoprire quel luogo, lasciarsi sorprendere e trovare nuove idee è stata per loro un’esperienza importante. Ho sempre pensato che ai giovani dovessero essere proposti spettacoli di prima fascia, mai spettacoli di ripiego. Non sono meno esigenti degli adulti, anzi. Per un teatro vivo, la produzione e il rapporto con i giovani sono due aspetti fondamentali».</p>
<blockquote>
<h3 class="western">«I ragazzi non esaltano più i cattivi»</h3>
</blockquote>
<p><strong>C’è un episodio della sua esperienza teatrale che le fa guardare con fiducia al futuro?</strong></p>
<p>«Mi è capitato di osservare un cambiamento nel pubblico dei ragazzi durante le rappresentazioni de <em>Il giorno della civetta</em>. Quindici anni fa, quando entrava in scena Zicchinetta, l’assassino, molti giovani facevano il tifo per lui. Era il personaggio spaccone, violento, quello che sembrava vincente perché non rispettava la legge. Col passare degli anni, invece, ho visto i ragazzi ammutolirsi durante gli scontri con i personaggi negativi. Non esaltavano più il cattivo: lo guardavano in modo diverso, riflettevano su quello che rappresentava. Forse è un segnale importante. I giovani vogliono credere in un mondo più giusto, nel quale i cattivi siano riconosciuti come tali e non diventino modelli da imitare. Naturalmente, ce lo auguriamo. Ma è qualcosa che ho osservato personalmente».</p>
<p><strong>In un tempo segnato da guerre, contrapposizioni e notizie spesso drammatiche, dove si può cercare la speranza?</strong></p>
<p>«Credere nella speranza è un dovere, soprattutto se si crede nel futuro e si lavora per costruirlo. Quando le madri vengono a ringraziarti perché i loro figli hanno scoperto qualcosa attraverso il teatro, capisci che una speranza c’è. Se ti affidano i loro figli, significa che credono in quello che fai. Mi ha colpito molto anche la reazione al film su Fratel Biagio. In un sistema dell’informazione nel quale spesso le notizie negative attirano maggiormente l’attenzione, una storia che parla di bontà può sorprendere. Eppure ha suscitato grande entusiasmo, proprio perché abbiamo bisogno di esempi positivi. Di Fratel Biagio mi ha colpito la forza, la tenacia, la capacità di non mollare. Andare fino in fondo per un ideale è ciò che accomuna tante figure che ammiriamo, anche grandi magistrati ed eroi civili. È facile sognare di farlo; molto più difficile è realizzarlo».</p>
<p><strong>La sua formazione universitaria e teatrale quanto ha inciso sul percorso che sta portando avanti oggi?</strong></p>
<p>«Moltissimo. Ho studiato tanto, anche grazie all’insistenza di mio padre, che ci teneva moltissimo alla mia laurea. All’epoca, frequentando l’Accademia, non era semplice riuscire a portare avanti entrambe le cose. Ho fatto fatica, ma oggi devo ringraziarlo. Quella formazione mi è servita soprattutto nella mia attività organizzativa e dirigenziale, che è complementare al lavoro dell’attore. Mi ha insegnato il valore dello studio e della disciplina. Spesso perdiamo di vista i piccoli gesti, quelli che possono cambiare la vita più dei grandi gesti. La disciplina è fondamentale: i talenti vanno coltivati, non sotterrati. Devono germogliare, crescere e riempirsi dell’umore della terra prima di sbocciare. La scommessa più bella è riuscire a farli sbocciare dalle nostre parti».</p>
<p><strong>E proprio dalle nostre parti lei vorrebbe costruire qualcosa che duri nel tempo. Il sogno di un’accademia teatrale nell’Agrigentino è ancora vivo?</strong></p>
<p>«Assolutamente sì. Dobbiamo avere dei sogni. Lo dico anche ai miei due figli Tito e Viola: alla mia età continuo ad averne. Uno dei miei desideri è rimanere qui, riprendere il filo con le mie radici. Vengo da una famiglia legata alla scuola e alla giustizia: mio padre e mia madre erano insegnanti, mia sorella è giudice. In un certo senso, quello che sto facendo oggi tiene insieme queste tradizioni. Da due anni porto avanti corsi di teatro al Palacongressi e anche a Licata c’è interesse. Ma una scuola di teatro è una grande responsabilità. Non significa soltanto insegnare a recitare: significa contribuire a formare giovani e coscienze. Il teatro può toccare corde emotive profonde, e bisogna esserne consapevoli. Io questa responsabilità vorrei prendermela, e sto cercando di farlo».</p>
<p>Accanto al lavoro al Palacongressi, come dicevamo in premessa,  Aronica è anche impegnato nella costruzione di altri progetti teatrali a Licata e Racalmuto. Per quest’ultima città, legata indissolubilmente alla memoria di Leonardo Sciascia, il riferimento alla giustizia e ai grandi autori assume un valore particolare, fortemente voluto dal sindaco Calogero Bongiorno. A Licata, inoltre, la nuova stagione si lega alla figura di Rosa Balistreri, nel centenario della nascita, celebrandone non soltanto il valore artistico, ma anche il significato umano e sociale.</p>
<p><strong>Che cosa rappresenta oggi Rosa Balistreri?</strong></p>
<p>«Non soltanto una grande cantante. È anche il simbolo di una donna che ha subito ingiustizie, violenze di genere e violenze sociali. La sua storia ha una forza che va oltre la Sicilia. È una figura che può parlare al mondo intero. Abbiamo l’onore, grazie al sindaco Angelo Balsamo, di lavorare in un teatro legato al suo nome e alla sua memoria. Anche a Licata vogliamo costruire una stagione organica, capace di valorizzare questo patrimonio».</p>
<p><strong>Il suo lavoro, però, non si esaurisce nei teatri. C’è anche la televisione, con nuovi progetti </strong><strong>importanti.</strong></p>
<p>«È vero. Ho partecipato al film su Fratel Biagio, interpretando il cardinale Pappalardo, e sono coinvolto anche nella serie televisiva “ Il Giudice e i suoi assassini”, di Michele Placido sul Beato Rosario Angelo Livatino, con un personaggio circoscritto ma significativo. Inoltre, sono entrato nel cast della seconda stagione di <i>Libera </i>&#8211; <em>Il caso Elena Palma</em>, con Lunetta Savino, regia di Gianluca Mazzella, nella quale interpreto il padre della protagonista, su RAI Uno a partire dal prossimo 25 ottobre. La televisione mi assorbe, ma in questo momento la cosa che mi preme maggiormente resta il lavoro con i ragazzi e la costruzione dei progetti culturali».</p>
<p><strong>Se dovesse indicare il filo che unisce il suo percorso di attore, direttore artistico e formatore, quale sarebbe?</strong></p>
<blockquote><p><em>«Credo nella possibilità di costruire qualcosa attraverso lo studio, l&#8217;impegno e la cultura. Il talento deve essere accompagnato dalla disciplina, e la formazione artistica deve camminare insieme a quella umana. Per questo mi piace lavorare con i giovani. Sono imprevedibili, e questa è la loro bellezza. A volte le idee migliori arrivano proprio dai figli, perché hanno uno sguardo fresco e immediato sulle cose. Il teatro deve essere un luogo vivo, capace di far nascere domande, di mettere in discussione le certezze e di aiutare le persone a crescere».</em></p></blockquote>
<p>È forse questa la scommessa più importante di Gaetano Aronica: non limitarsi a portare spettacoli sui palcoscenici, ma fare del teatro un luogo nel quale una comunità possa riconoscersi, discutere e immaginare il proprio futuro. Con Pirandello e Sciascia sullo sfondo, la giustizia come orizzonte e i giovani come interlocutori privilegiati, la cultura diventa così molto più di una stagione teatrale. Diventa una promessa affidata al territorio: quella di continuare a coltivare talenti, costruire coscienze e tenere accesa la speranza.</p>
<p><em><strong>Luigi Mula, esclusiva per scrivolibero.it</strong></em></p>
<p><em>In copertina foto di Calogero &#8220;Lilluccio&#8221; Conte</em></p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/gaetano-aronica-il-teatro-non-deve-creare-illusioni-ma-coscienze/">GAETANO ARONICA: «IL TEATRO NON DEVE CREARE ILLUSIONI, MA COSCIENZE»</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Edilizia sostenibile, l’Ordine degli Ingegneri di Agrigento protagonista alla Fiera per Costruire</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/edilizia-sostenibile-lordine-degli-ingegneri-di-agrigento-protagonista-alla-fiera-per-costruire-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 16:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Una fiera per costruire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AGRIGENTO – Sarà dedicato alla progettazione e alla realizzazione dell’edificio sostenibile uno degli appuntamenti di maggiore interesse della Fiera per Costruire, in programma dal 25 al&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>AGRIGENTO – Sarà dedicato alla progettazione e alla realizzazione dell’edificio sostenibile uno degli appuntamenti di maggiore interesse della Fiera per Costruire, in programma dal 25 al 27 settembre 2026 al Palacongressi di Agrigento.</p>
<p>A promuovere l’iniziativa è l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento, che venerdì 25 settembre, dalle 16 alle 20, proporrà il seminario dal titolo “Progettare l’edificio sostenibile: LCA, LCC, CAM e soluzioni innovative – Metodologie, certificazioni e sistemi per nuove costruzioni e riqualificazioni”.</p>
<p>Un appuntamento che mette al centro alcuni dei temi più attuali per il futuro del comparto delle costruzioni: sostenibilità ambientale, criteri minimi ambientali, valutazione del ciclo di vita degli edifici, certificazioni, innovazione tecnologica e riqualificazione del patrimonio esistente.</p>
<h3>Tutti i protagonisti del seminario</h3>
<p>Il seminario vedrà la partecipazione di docenti universitari, esperti CAM e professionisti specializzati nei diversi ambiti della progettazione sostenibile.</p>
<p>Tra i protagonisti dell’incontro, che vede i saluti istituzionali del Presidente dell&#8217;Ordine Ingegneri, Domenico Armenio, del segretario, Ketty Mula, e del presididente  dell&#8217;INB ETS, Anna Carulli.</p>
<p>Ad approfondire il tema dei CAM – Criteri Ambientali Minimi saranno invece Toni Cellura,  Giuseppe Grimaldi e Maurizio Cellura  con un focus sugli strumenti e sulle metodologie che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel settore delle costruzioni e, in particolare, nell’ambito delle procedure e degli appalti.</p>
<p>Il programma prevede inoltre l’intervento di Giuseppe Marino, che affronterà gli aspetti relativi alla certificazione di prodotto e ai requisiti ambientali.</p>
<p>Sul fronte delle soluzioni tecnologiche e dei sistemi innovativi per le nuove costruzioni e per gli interventi di riqualificazione interverranno Luca Pendolino, Francesco Confortini e Marcella Venturelli.</p>
<p>Una squadra di relatori con competenze differenti, chiamata a sviluppare un confronto che mette in relazione ricerca, progettazione, normativa, certificazione, innovazione e applicazione pratica.</p>
<h3>Armenio: “La sostenibilità deve entrare nelle scelte progettuali”</h3>
<p>A sottolineare il significato della partecipazione dell’Ordine degli Ingegneri alla manifestazione è il presidente Domenico Armenio.</p>
<p>«La partecipazione alla Fiera per Costruire rappresenta per il nostro Ordine un’importante occasione di confronto con il mondo professionale e produttivo – sottolinea Armenio –. Abbiamo scelto di portare all’interno della manifestazione un tema che riguarda concretamente il futuro della nostra professione e dell’intero comparto delle costruzioni».</p>
<p>«La sostenibilità – aggiunge il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento – non è più soltanto un obiettivo, ma una dimensione che deve entrare sempre più nelle scelte progettuali, nelle procedure di gara, nella realizzazione delle opere e nella riqualificazione del patrimonio esistente».</p>
<h3>Formazione e aggiornamento professionale</h3>
<p>Il seminario punta quindi a fornire ai partecipanti strumenti concreti e aggiornati, mettendo in relazione competenze tecniche, normativa, certificazioni e innovazione.</p>
<p>La partecipazione è gratuita e per gli ingegneri sono riconosciuti 4 CFP ai fini dell’aggiornamento delle competenze professionali.</p>
<p>L’incontro è aperto anche alle altre categorie professionali, con il riconoscimento dei crediti formativi secondo quanto previsto dai rispettivi regolamenti.</p>
<p>La partecipazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento alla Fiera per Costruire conferma dunque l’attenzione del mondo professionale verso una trasformazione del settore delle costruzioni nella quale sostenibilità, innovazione, efficienza e riqualificazione rappresentano ormai elementi strettamente collegati.</p>
<p>Luigi Roberto Mula per scrivolibero.it</p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/edilizia-sostenibile-lordine-degli-ingegneri-di-agrigento-protagonista-alla-fiera-per-costruire-2/">Edilizia sostenibile, l’Ordine degli Ingegneri di Agrigento protagonista alla Fiera per Costruire</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DAL COMUNE ALLA PROVINCIA: AGRIGENTO ACCOGLIE “READING THE LEOPARD”, IL TOUR INGLESE SULLE TRACCE DEL GATTOPARDO</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/dal-comune-alla-provincia-agrigento-accoglie-reading-the-leopard-il-tour-inglese-sulle-tracce-del-gattopardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 16:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Una settimana dedicata a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e al suo capolavoro Il Gattopardo, attraverso i luoghi, le atmosfere e la storia della Sicilia raccontata&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/dal-comune-alla-provincia-agrigento-accoglie-reading-the-leopard-il-tour-inglese-sulle-tracce-del-gattopardo/">DAL COMUNE ALLA PROVINCIA: AGRIGENTO ACCOGLIE “READING THE LEOPARD”, IL TOUR INGLESE SULLE TRACCE DEL GATTOPARDO</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una settimana dedicata a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e al suo capolavoro <em>Il Gattopardo</em>, attraverso i luoghi, le atmosfere e la storia della Sicilia raccontata nel romanzo.<span id="more-248364"></span></p>
<p>È il progetto “Reading the Leopard”, organizzato da Sicilia Illimitata e guidato da Geoff Andrews, storico, biografo e studioso di politica italiana e britannica, autore di numerosi libri. Andrews è Senior Lecturer in Politics presso The Open University e ha collaborato anche con l&#8217;Università di Oxford nell&#8217;ambito dell&#8217;Oxford Lifelong Learning. Tra le sue opere figura <em>Not a Normal Country: Italy After Berlusconi</em>, pubblicato nel 2005, oltre a <em>The Slow Food Story</em>.</p>
<p><a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248366" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21-300x225.jpeg 300w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21-1024x768.jpeg 1024w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21-768x576.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-12.21.21.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>con il Presidente Giuseppe Pendolino</p>
<p>Il gruppo inglese, accompagnato dal già Presidente regionale FAI Sicilia, Giuseppe Taibi,  è stato ricevuto al Comune di Agrigento dal Presidente del Consiglio comunale Giovanni Civiltà e successivamente alla Provincia dallo staff del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino.</p>
<p>Al Palazzo della Provincia gli ospiti hanno visitato gli ambienti istituzionali dell&#8217;Ente, l&#8217;Aula Consiliare “Luigi Giglia” e la Biblioteca, dove hanno avuto modo di conoscere anche una delle preziose testimonianze della cultura europea custodite dall&#8217;istituzione: l&#8217;Encyclopédie di Diderot e d&#8217;Alembert.</p>
<p>Il programma di “Reading the Leopard” prevede, durante la settimana, incontri e approfondimenti sul romanzo al mattino e visite ai luoghi che compaiono nell&#8217;opera nel pomeriggio, seguendo le tracce di Tomasi di Lampedusa e del mondo narrato nel <em>Gattopardo</em>.</p>
<p>Tra le tappe del viaggio anche Palma di Montechiaro e gli altri luoghi della provincia agrigentina legati all&#8217;immaginario del romanzo.</p>
<p>Non mancheranno inoltre la visione e la discussione degli adattamenti cinematografici e televisivi de <em>Il Gattopardo</em> e un percorso gastronomico attraverso alcuni dei piatti e dei sapori citati o evocati nel libro.</p>
<p>Un viaggio particolare, dunque, nel cuore della Sicilia del <em>Gattopardo</em>, che parte dai libri per arrivare ai luoghi reali e che porta ancora una volta Agrigento al centro dell&#8217;interesse culturale internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/dal-comune-alla-provincia-agrigento-accoglie-reading-the-leopard-il-tour-inglese-sulle-tracce-del-gattopardo/">DAL COMUNE ALLA PROVINCIA: AGRIGENTO ACCOGLIE “READING THE LEOPARD”, IL TOUR INGLESE SULLE TRACCE DEL GATTOPARDO</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Azzurra Morreale, da Agrigento alla ricerca internazionale: il coraggio di una donna che non ha mai smesso di imparare</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/azzurra-morreale-da-agrigento-alla-ricerca-internazionale-il-coraggio-di-una-donna-che-non-ha-mai-smesso-di-imparare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 17:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Azzurra Morreale]]></category>
		<category><![CDATA[premio Città di Aragona 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;Università di Agrigento alla ricerca internazionale: il coraggio di una donna che non ha mai smesso di imparare. Stiamo parlando dell&#8217;agrigentina Azzurra Morreale, docente e ricercatrice&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/azzurra-morreale-da-agrigento-alla-ricerca-internazionale-il-coraggio-di-una-donna-che-non-ha-mai-smesso-di-imparare/">Azzurra Morreale, da Agrigento alla ricerca internazionale: il coraggio di una donna che non ha mai smesso di imparare</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;Università di Agrigento alla ricerca internazionale: il coraggio di una donna che non ha mai smesso di imparare. <span id="more-248215"></span>Stiamo parlando dell&#8217;agrigentina Azzurra Morreale, docente e ricercatrice di riconosciuto profilo internazionale, premio Città di Aragona 2026. Il prestigioso riconoscimento, ideato dall&#8217;associazione culturale &#8220;Aragonesi nel Mondo&#8221;, presieduta dal dott. Vincenzo Di Giacomo e ideata da Giuseppe Lorenzano, le è stato conferito lo scorso 11 settembre, nel corso di una partecipa manifestazione che si è svolta nella sala Borremans del monumentale Palazzo Principe Naselli di Aragona.</p>
<p>Professoressa associata tenure-track presso la LUT University in Finlandia, dove dirige il Viipuri Lab, laboratorio dedicato alla ricerca sperimentale in ambito economico e comportamentale, ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria gestionale all&#8217;Università degli Studi di Palermo. La sua carriera l&#8217;ha portata a ricoprire incarichi accademici anche in Svezia e in Italia, oltre a svolgere attività di ricerca negli Stati Uniti. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali e vincitrice di finanziamenti per la ricerca, Morreale si distingue per i suoi studi sulla finanza comportamentale, sui processi decisionali e sull&#8217;economia sperimentale. Nel 2022 ha ricevuto il riconoscimento “Teacher of the Year” dalla LUT Business School, a testimonianza della qualità del suo impegno nella didattica universitaria.</p>
<p>In  questa intervista esclusiva la professoressa Morreale si confida e ci racconta il percorso che l&#8217;ha portata dalla laurea in Ingegneria gestionale conseguita ad Agrigento, alla ricerca in economia comportamentale, passando per la California e l&#8217;Università di Trento: «Bisogna credere in se stessi e avere sempre un obiettivo», è il suo mantra.</p>
<p><strong>Azzurra, cominciamo da Agrigento. Come nasce il tuo percorso universitario?</strong></p>
<p>«Dopo il liceo classico avevo già deciso di scegliere una facoltà scientifica. Ero orientata tra matematica, ingegneria gestionale ed economia. Inizialmente pensavo di andare a Palermo, ma grazie al suggerimento della mia migliore amica decisi di iscrivermi al corso di Ingegneria gestionale ad Agrigento. Mi sono trovata bene, anzi benissimo, e ho completato lì il percorso triennale, proseguendo poi con la laurea magistrale a Palermo».</p>
<p><strong>Quanto è stato importante il percorso universitario ad Agrigento?</strong></p>
<p>«Moltissimo. L&#8217;università ad Agrigento ha dato la possibilità a tante persone di studiare che, per motivi economici o familiari, non avrebbero potuto trasferirsi altrove. Poter vivere a casa e non dover sostenere i costi di un trasferimento è un&#8217;opportunità fondamentale. Anche il bagaglio che ho ricevuto dal liceo classico è stato importante: mi ha dato un metodo di studio e un&#8217;apertura mentale che mi hanno accompagnato durante tutto il percorso».</p>
<p><strong>Dopo la laurea magistrale arriva il dottorato a Palermo. Come si sviluppa la tua specializzazione?</strong></p>
<p>«Durante il percorso universitario un professore di statistica si accorge di me e mi incoraggia a intraprendere il dottorato. Successivamente mi specializzo nella finanza aziendale e nelle opzioni reali, un ambito che studia le decisioni di investimento in condizioni di incertezza. Durante il dottorato trascorro un periodo in California, alla University of California, Santa Cruz. È un&#8217;esperienza decisiva, perché lì conosco un professore che si occupa di economia comportamentale e che mi mette in contatto con il laboratorio di Trento».</p>
<p><strong>La California e poi Trento. Quanto è stato importante avere il coraggio di mettersi in gioco?</strong></p>
<p>«Fondamentale. Se avessi voluto mantenere tutto sotto controllo, scegliendo soltanto ambienti conosciuti, non avrei fatto molte delle esperienze che mi hanno portato dove sono oggi. In California i primi mesi sono stati difficili: non conoscevo bene la lingua e mi trovavo in una cultura diversa. Anche a Trento ho dovuto imparare moltissimo, lavorando con un gruppo di economisti mentre la mia formazione era quella di un&#8217;ingegnera gestionale. Mi sono messa a studiare e ho cercato di sfruttare ogni occasione».</p>
<p><strong>Nel 2015 arriva l&#8217;opportunità della Finlandia. Come hai conquistato quel posto?</strong></p>
<p>«Mentre ero a Trento ho visto una posizione universitaria in Finlandia che corrispondeva ai miei interessi di ricerca. Ho inviato il curriculum e le pubblicazioni e ho affrontato diverse fasi di selezione. Mi sono preparata molto bene, studiando anche il profilo dei docenti che mi avrebbero intervistata. Alla fine ho ricevuto l&#8217;offerta e sono stata assunta. È stato un passaggio importante, che ha aperto una nuova fase della mia carriera».</p>
<p><strong>L&#8217;arrivo in Finlandia è stato semplice?</strong></p>
<p>«No, i primi mesi sono stati molto difficili. Avevo superato in parte l&#8217;ostacolo della lingua, ma mi sono trovata in un contesto culturale completamente diverso. Ho dovuto imparare a conoscere le persone e le loro abitudini. Dal punto di vista professionale, mi è stato affidato anche un corso di analisi dei dati e machine learning, oltre a un software di programmazione che non conoscevo. Ho dovuto studiare e imparare rapidamente. In gran parte ho affrontato queste difficoltà da sola, mettendomi continuamente in gioco».</p>
<p><strong>Oggi sei professoressa associata presso la LUT University e dirigi il Viipuri Lab. Di cosa ti occupi nella ricerca e nell&#8217;insegnamento?</strong></p>
<p>«Mi occupo di finanza comportamentale e sperimentale, economia comportamentale e processi decisionali. Attualmente insegno corsi sulle opzioni reali e sulla valutazione degli investimenti, sull&#8217;analisi dei dati e sul machine learning, oltre che sull&#8217;economia sperimentale. Dirigere il Viipuri Lab mi permette di dedicarmi alla ricerca sperimentale in ambito economico e comportamentale».</p>
<p><strong>Hai lavorato anche in Svezia e collabori con l&#8217;Università di Trento. Quanto conta il confronto internazionale?</strong></p>
<p>&#8221; Il confronto con ricercatori provenienti da contesti diversi consente di imparare continuamente e di sviluppare nuove prospettive. La collaborazione con Trento, in particolare, è rimasta un punto di riferimento nel mio percorso scientifico».</p>
<p><strong>Quali sono le differenze che hai riscontrato tra il sistema universitario italiano e quello finlandese?</strong></p>
<p>«Credo che la formazione italiana sia molto apprezzata all&#8217;estero. I nostri percorsi sono spesso più lunghi e impegnativi. In Finlandia, però, ho molto più tempo da dedicare alla ricerca rispetto a quanto avrei con un carico di insegnamento equivalente in Italia. Questo è uno degli aspetti che considero maggiormente quando rifletto sul mio futuro professionale».<br />
<strong><br />
Hai mai pensato di tornare in Italia?</strong></p>
<p>«Sì, e ho ricevuto anche delle opportunità. Nel 2022 c&#8217;è stata una possibilità a Trento e, più recentemente, sono stata ricontattata da Palermo. Oggi rimanere all&#8217;estero è una scelta consapevole, mentre tanti anni fa era legata soprattutto alle opportunità disponibili. È una decisione che valuto con attenzione, perché il desiderio di tornare esiste, ma per il momento ritengo sia giusto continuare ancora un po&#8217; il mio percorso internazionale».</p>
<p><strong>Che consiglio daresti ai giovani universitari e ai neolaureati che desiderano intraprendere una carriera internazionale?</strong></p>
<p>«Innanzitutto, devono credere in se stessi. Io stessa sono molto critica nei miei confronti e a volte dubito delle mie capacità, ma ho sempre cercato di mantenere chiaro l&#8217;obiettivo. Non bisogna necessariamente conoscere fin dall&#8217;inizio tutte le strade per raggiungerlo. È importante avere una direzione, essere disposti a studiare e affrontare le difficoltà. La motivazione e la voglia di imparare possono fare la differenza».</p>
<p><strong>Dopo tanti anni all&#8217;estero, cosa significa per te tornare ad Aragona e ricevere il Premio “Città di Aragona”?</strong></p>
<p>«Torno in Finlandia con tanta energia e con l&#8217;amore che la mia famiglia mi dà. Questo riconoscimento mi ha rafforzato l&#8217;identità e mi ha dato una spinta ulteriore a voler fare qualcosa per il nostro territorio, anche vivendo all&#8217;estero. Mi piacerebbe trovare un modo per collegare la realtà siciliana con quella finlandese».</p>
<p><strong>Quale connessione immagini tra queste due culture?</strong></p>
<p>«Penso che entrambe abbiano aspetti positivi. La flessibilità, la voglia di fare e la capacità di risposta che abbiamo noi potrebbero unirsi al rispetto delle regole, alla puntualità e a un sistema più snello come quello finlandese. Credo che questo mix potrebbe funzionare molto bene».</p>
<p><strong>Ti senti arrivata professionalmente?</strong></p>
<p>«No, non mi sento mai arrivata. Ogni progetto scientifico è una nuova sfida. Si ricomincia sempre dalla domanda di ricerca, dallo studio della letteratura e dall&#8217;approfondimento. L&#8217;esperienza aiuta, ma bisogna continuare a studiare e imparare. È proprio questa evoluzione continua che mi motiva».</p>
<p><strong>Luigi Roberto Mula &#8211; giornalista</strong></p>
<p><strong>intervista esclusiva per scrivolibero.it </strong></p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/azzurra-morreale-da-agrigento-alla-ricerca-internazionale-il-coraggio-di-una-donna-che-non-ha-mai-smesso-di-imparare/">Azzurra Morreale, da Agrigento alla ricerca internazionale: il coraggio di una donna che non ha mai smesso di imparare</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Da Aragona a Harvard, la lezione di Alfonso Caramazza, premio Città di Aragona 2026</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/da-aragona-a-harvard-la-lezione-di-alfonso-caramazza-premio-citta-di-aragona-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alfonso Caramazza]]></category>
		<category><![CDATA[premio Città di Aragona 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Harvard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il grande neuroscienziato di origini aragonesi torna nella sua terra e racconta la storia della sua famiglia emigrata dalla Sicilia: «Eravamo poveri e non potevamo permettere&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/da-aragona-a-harvard-la-lezione-di-alfonso-caramazza-premio-citta-di-aragona-2026/">Da Aragona a Harvard, la lezione di Alfonso Caramazza, premio Città di Aragona 2026</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande neuroscienziato di origini aragonesi torna nella sua terra e racconta la storia della sua famiglia emigrata dalla Sicilia: «Eravamo poveri e non potevamo permettere ai figli di studiare. In America abbiamo dato il nostro contributo». <span id="more-248056"></span>Poi l’appello all’accoglienza: «Quando pensiamo diversamente, impariamo»</p>
<p>«I miei genitori hanno lasciato la Sicilia perché erano poveri e non potevano permettere ai figli di studiare».</p>
<p>Da questa frase, semplice e potentissima, è partita ad Aragona la riflessione di Alfonso Caramazza, uno dei protagonisti della ricerca internazionale nel campo della psicologia e delle neuroscienze cognitive.</p>
<p>Il professore, docente di Psicologia presso la Johns Hopkins University, direttore del Laboratorio di Neuropsicologia cognitiva dell’Università di Harvard e del Centro Interdipartimentale Mente-Cervello dell’Università degli Studi di Trento, è intervenuto lo scorso 11 settembre, a Palazzo Principe Naselli di Aragona, durante la cerimonia della quarta edizione del Premio “Città di Aragona”, organizzato dall&#8217;Associazione culturale &#8220;Aragonesi nel Mondo&#8221;, presieduta dal cav.dott. Vincenzo Di Giacomo e ideato da Giuseppe Lorenzano.</p>
<p>Davanti alla sua comunità d’origine, Caramazza non ha parlato soltanto della propria straordinaria carriera. Ha parlato soprattutto delle radici, dell’emigrazione siciliana e di ciò che accade quando uomini e donne costretti a partire riescono a trasformare una condizione di difficoltà in una risorsa per il Paese che li accoglie.</p>
<p><a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248060" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-200x300.jpeg 200w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-682x1024.jpeg 682w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-768x1153.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1023x1536.jpeg 1023w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1364x2048.jpeg 1364w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26.jpeg 1599w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a> <a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248061" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1-300x200.jpeg 300w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1-768x512.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.28.36-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248062" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1-200x300.jpeg 200w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1-682x1024.jpeg 682w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1-768x1153.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1-1023x1536.jpeg 1023w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1-1364x2048.jpeg 1364w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.29.26-1.jpeg 1599w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />un momento della manifestazione </a></p>
<p>«Noi abbiamo dato un contributo all’America non perché siamo noi, come singole persone, ma perché rappresentiamo quella massa di umanità che normalmente siamo contrari ad accettare quando la consideriamo diversa».</p>
<p>È qui che il racconto personale diventa una riflessione universale.</p>
<p>Chi arriva da lontano può portare qualcosa che ancora non abbiamo. Una lingua, una cultura, una religione, una sensibilità, ma soprattutto idee differenti. E proprio quelle differenze, secondo Caramazza, possono diventare una forza.</p>
<p><a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248064" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33-300x225.jpeg 300w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33-1024x768.jpeg 1024w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33-768x576.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-16-at-17.38.33.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>tutti i premiati, gli ospiti e la giuria</p>
<p>Il professore ha ricordato la storia degli Stati Uniti e il ruolo avuto dalle diverse comunità di immigrati nella costruzione della società americana.</p>
<p>«L’America, in un periodo particolare, è riuscita con la sua attività di recupero degli emigranti di vari Paesi a creare le strutture di uno Stato tra i più importanti del mondo. Non perché erano americani, ma perché erano arabi, perché erano siciliani, perché erano da qualsiasi parte del mondo, con idee diverse e quindi con critiche alla struttura esistente».</p>
<p>La parola chiave è “critica”. Perché, ha spiegato Caramazza, è proprio dal confronto tra idee differenti che nasce il progresso.</p>
<p>«Gli scienziati sanno benissimo che la scienza non va avanti senza la critica. La dimensione fondamentale è dire: “Ma perché è così? Non è così, ti sbagli”. È da lì che nasce il nuovo esperimento, da lì che nascono le nuove idee».</p>
<p>Una lezione che dalla scienza arriva alla società: non esiste crescita senza confronto e non esiste confronto autentico senza la capacità di accettare la diversità.</p>
<p>Caramazza ha parlato anche dell&#8217;accoglienza e del valore umano dell&#8217;incontro con l&#8217;altro.</p>
<p>«Io non sono religioso – ha detto – però so benissimo che l’accoglienza dell’altro è fondamentale e la stiamo perdendo».</p>
<p>Nel suo intervento ha fatto riferimento anche all&#8217;attuale situazione politica americana, precisando di non voler entrare nella polemica politica, ma sottolineando la necessità di non restare in silenzio davanti a decisioni che possono avere conseguenze più ampie.</p>
<p>«Se non parliamo, se non alziamo lo sguardo, se non diciamo che è sbagliato, se non lo facciamo pagheremo un prezzo tutti noi».</p>
<p>Poi il ritorno alle proprie radici.</p>
<p>«Io amo la mia Sicilia, l’ho sempre amata, amo Aragona».</p>
<p>Una dichiarazione affettiva che ha riportato il discorso dal grande scenario internazionale alla piccola comunità dalla quale la sua storia è partita.</p>
<p>Aragona, per Caramazza, non è soltanto il luogo delle origini. È una parte della propria identità, un nome che continua a viaggiare con lui nel mondo e che, come ha ricordato, racconta spesso ai suoi cugini e ai suoi amici.</p>
<p>E proprio alla sua comunità ha affidato il suo auspicio: contribuire a rendere la società «più gentile, più accogliente».</p>
<p>Perché l&#8217;incontro con l&#8217;altro, nella sua visione, non impoverisce una comunità. La mette alla prova e la costringe a crescere.</p>
<p>«Alla fine dei conti sono loro che vengono ad arricchirci, sono loro che ci forzano a pensare diversamente e quando pensiamo diversamente impariamo».</p>
<p>È forse questa la frase che più di tutte racchiude il significato dell&#8217;intervento di Alfonso Caramazza.</p>
<p>Un uomo partito dalla Sicilia di una famiglia povera, diventato protagonista della ricerca accademica internazionale, che torna ad Aragona e parla non di sé, ma di una storia collettiva.</p>
<p>La storia di chi parte. La storia di chi accoglie. E soprattutto la storia di ciò che può nascere quando due mondi diversi si incontrano.</p>
<p><strong><em>Luigi Roberto Mula &#8211; giornalista </em></strong></p>
<p><strong><em>esclusiva scrivolibero.it</em></strong></p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/da-aragona-a-harvard-la-lezione-di-alfonso-caramazza-premio-citta-di-aragona-2026/">Da Aragona a Harvard, la lezione di Alfonso Caramazza, premio Città di Aragona 2026</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il sudario di Gaza passa da Aragona”: al via questa sera le iniziative per la pace e in memoria dei bambini vittime della guerra</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/il-sudario-di-gaza-passa-da-aragona-al-via-questa-sera-le-iniziative-per-la-pace-e-in-memoria-dei-bambini-vittime-della-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sudario Gaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.scrivolibero.it/?p=248020</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa sera la proiezione di “The Tower” e l’inaugurazione della mostra fotografica. Sabato 19 settembre il corteo con il grande sudario lungo le vie della città&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera la proiezione di “The Tower” e l’inaugurazione della mostra fotografica. Sabato 19 settembre il corteo con il grande sudario lungo le vie della città<span id="more-248020"></span></p>
<p>Prendono il via questa sera ad Aragona le iniziative promosse nell’ambito del progetto “Il sudario di Gaza passa da Aragona”, un percorso di memoria, sensibilizzazione e partecipazione civile dedicato alle vittime della guerra a Gaza, con particolare attenzione ai bambini.</p>
<p>Il primo appuntamento è in programma martedì 15 settembre. Alle ore 18, nell’atrio di Palazzo Principe, in piazza Umberto I, sarà inaugurata la mostra fotografica “I grant you refuge”, che propone immagini realizzate da fotoreporter di guerra e dedicate alle conseguenze dei conflitti e alle condizioni delle popolazioni civili. All’inaugurazione interverrà Fatèh Hamdan, presidente dell’Associazione di Amicizia Sicilia-Palestina, con sede ad Al-Quds (Palermo).</p>
<p>Alle 19, nella Biblioteca comunale di Aragona, sarà invece proiettato il film d’animazione “The Tower”, un’opera che affronta attraverso lo sguardo di un bambino i temi della memoria, dell’esilio, della guerra e del legame con la propria terra.</p>
<p>Due appuntamenti che rappresentano l’avvio di un percorso che non vuole limitarsi alla semplice denuncia, ma intende soprattutto creare occasioni di conoscenza, riflessione e confronto, riportando al centro dell’attenzione il dramma delle popolazioni civili e, in particolare, dei bambini coinvolti nei conflitti.</p>
<p>Il momento centrale delle iniziative sarà sabato 19 settembre, alle ore 19, quando Aragona sarà attraversata dal grande “sudario di Gaza”, un telo bianco di circa 25 metri per 8, sul quale sono stati scritti a mano i nomi dei bambini palestinesi uccisi a Gaza. Il corteo partirà dalle piazze antistanti la Chiesa di San Giuseppe e si concluderà in piazza Matrice.</p>
<p>A sostenere il grande telo saranno decine di persone: tante mani diverse unite in un unico gesto, a rappresentare simbolicamente una comunità che sceglie di non restare indifferente davanti alla sofferenza e alla morte dei più piccoli.</p>
<p>L’iniziativa del sudario è nata in Friuli Venezia Giulia, promossa da CARNIA per la pace, ed è stata successivamente portata in diverse città italiane. Ora approda anche ad Aragona, grazie alla collaborazione con il Gruppo Missionario dell’Unità Pastorale Santa Maria del Tre Re e con l’associazione “AGRIGENTO per la Palestina”, insieme alle numerose realtà associative, sportive, culturali, musicali, teatrali ed educative della città.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/il-sudario-di-gaza-passa-da-aragona-al-via-questa-sera-le-iniziative-per-la-pace-e-in-memoria-dei-bambini-vittime-della-guerra/">Il sudario di Gaza passa da Aragona”: al via questa sera le iniziative per la pace e in memoria dei bambini vittime della guerra</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Aragona, il servizio ASACOM parte insieme all&#8217;anno scolastico. Marino: «L&#8217;inclusione non può arrivare dopo».</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/aragona-il-servizio-asacom-parte-insieme-allanno-scolastico-marino-linclusione-non-puo-arrivare-dopo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Asacom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Primo giorno di scuola, primo giorno di assistenza. È questo l&#8217;obiettivo raggiunto dal Comune di Aragona per l&#8217;anno scolastico 2026/2027, con l&#8217;avvio del servizio di assistenza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Primo giorno di scuola, primo giorno di assistenza. È questo l&#8217;obiettivo raggiunto dal Comune di Aragona per l&#8217;anno scolastico 2026/2027, con l&#8217;avvio del servizio di assistenza all&#8217;autonomia e alla comunicazione (ASACOM) in concomitanza con l&#8217;inizio delle attività didattiche.<span id="more-247966"></span><br />
Un risultato particolarmente importante per gli alunni che necessitano di assistenza specialistica e per le loro famiglie, che potranno contare sul servizio fin dall&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico, evitando ritardi che possono tradursi in settimane di difficoltà proprio per gli studenti più fragili.<br />
A sottolineare il valore dell&#8217;iniziativa è l&#8217;Assessore ai Servizi scolastici Rossana Marino, che ha seguito l&#8217;organizzazione del servizio insieme agli uffici comunali.<br />
«La scuola deve iniziare nello stesso momento per tutti. Non possiamo parlare seriamente di inclusione se un bambino entra in classe il primo giorno e il servizio di cui necessita arriva settimane dopo. Per questo abbiamo lavorato affinché l&#8217;assistenza all&#8217;autonomia e alla comunicazione fosse garantita fin dall&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.»<br />
L&#8217;ASACOM rappresenta uno strumento fondamentale per favorire l&#8217;autonomia personale, la comunicazione, la partecipazione alla vita scolastica e l&#8217;effettiva inclusione degli alunni aventi diritto, attraverso il lavoro degli operatori specializzati in collaborazione con scuola, famiglie e servizi competenti.<br />
«Dietro l&#8217;avvio puntuale di un servizio – prosegue Marino – ci sono programmazione, atti amministrativi, collaborazione tra uffici e istituzioni. Ma soprattutto ci sono famiglie che hanno il diritto di affrontare l&#8217;inizio della scuola con maggiore serenità. È questo l&#8217;aspetto che conta maggiormente.»<br />
L&#8217;Amministrazione comunale intende proseguire su questa strada, rafforzando il raccordo tra Comune, istituzioni scolastiche, operatori e famiglie e verificando nel corso dell&#8217;anno la regolare erogazione del servizio.<br />
«L&#8217;inclusione non deve essere soltanto una parola contenuta nei programmi e nei documenti amministrativi. Deve diventare organizzazione, puntualità e presenza concreta. E deve cominciare dal primo giorno di scuola.»</p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/aragona-il-servizio-asacom-parte-insieme-allanno-scolastico-marino-linclusione-non-puo-arrivare-dopo/">Aragona, il servizio ASACOM parte insieme all’anno scolastico. Marino: «L’inclusione non può arrivare dopo».</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Angela Sacco, cinque personaggi e un’estate vissuta sul palcoscenico</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/angela-sacco-cinque-personaggi-e-unestate-vissuta-sul-palcoscenico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Sacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla compagnia Concordia di Agrigento a Maria, la governante di Don Tano: «Il teatro mi ha regalato emozioni, personaggi e persone che porterò sempre nel cuore»&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/angela-sacco-cinque-personaggi-e-unestate-vissuta-sul-palcoscenico/">Angela Sacco, cinque personaggi e un’estate vissuta sul palcoscenico</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Dalla compagnia Concordia di Agrigento a Maria, la governante di Don Tano: «Il teatro mi ha regalato emozioni, personaggi e persone che porterò sempre nel cuore»</em></h3>
<p><span id="more-247956"></span></p>
<p>Cinque personaggi, cinque storie, cinque vite da indossare sul palcoscenico. Per Angela Sacco quella appena trascorsa è stata un’estate teatrale particolarmente intensa, una delle più belle della sua esperienza artistica. Un percorso fatto di spettacoli, emozioni e incontri, vissuto insieme alla compagnia <strong>Concordia di Agrigento</strong>, presieduta da Angelo Cinque, autore e regista con il quale Angela ha condiviso una stagione ricca di esperienze.</p>
<p><a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-14.04.50.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248000" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-14.04.50-169x300.jpeg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-14.04.50-169x300.jpeg 169w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-14.04.50.jpeg 450w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a> <a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-248001" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26-224x300.jpeg" alt="" width="224" height="300" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26-224x300.jpeg 224w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26-765x1024.jpeg 765w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26-768x1029.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26-1147x1536.jpeg 1147w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26-1529x2048.jpeg 1529w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-14-at-12.11.26.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a></p>
<p>Il rapporto con la compagnia era iniziato già lo scorso anno con <em>All’uscita</em> di Luigi Pirandello e si è consolidato quest’anno con <em>La Giara</em>, sempre nel segno di un teatro capace di raccontare l’animo umano attraverso personaggi e situazioni profondamente legati alla nostra terra.</p>
<p>Ma il 2026 teatrale di Angela Sacco è stato soprattutto un viaggio attraverso personaggi molto diversi tra loro, ciascuno capace di lasciarle qualcosa.</p>
<p>Tra le esperienze più intense c’è sicuramente quella legata a <em>Fuci di funno</em>, il libro scritto da Angelo Cinque che racconta una pagina dolorosa della storia delle comunità minerarie, fatta di povertà, miseria e sacrifici, con uomini costretti a lavorare nelle miniere per poter garantire la sopravvivenza delle proprie famiglie.</p>
<p>In occasione della presentazione del libro, Angela e Riccardo hanno portato in scena un brano particolarmente toccante: quello di una madre che attende il ritorno a casa del proprio figlio, impegnato a lavorare in miniera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’interpretazione che per Angela ha avuto un significato ancora più profondo.</p>
<p>«È stato molto emozionante interpretare quella madre, soprattutto perché Riccardo, che era accanto a me sulla scena, è davvero mio figlio. Avevo già vissuto con lui un’emozione simile in <em>Ciaula scopre la luna</em>. Sono momenti teatrali molto forti, perché quando interpreti una madre che aspetta il proprio figlio senti dentro di te qualcosa di autentico».</p>
<p>Il teatro, dunque, per Angela non è soltanto recitazione. È anche capacità di mettere in gioco emozioni vere, trasformandole in qualcosa da condividere con il pubblico.</p>
<p>Un’altra esperienza significativa è stata <em>Io Francesco</em>, scritto e diretto da Angelo Cinque, nel quale Angela ha interpretato la madre di San Francesco, mentre il piccolo Francesco era interpretato ancora una volta da Riccardo.</p>
<p>Un ruolo diverso, ma ugualmente intenso, che ha permesso all’attrice di confrontarsi con una figura materna capace di raccontare affetti, speranze e sentimenti.</p>
<p>E poi c’è Maria, la governante di Don Tano, il personaggio che Angela sente particolarmente vicino e che, come racconta lei stessa, «porterò sempre nel cuore».</p>
<p>Anche questa commedia è stata scritta da Angelo Cinque e ha rappresentato per Angela una nuova occasione per misurarsi con un personaggio capace di lasciare un segno.</p>
<p>«Maria mi ha insegnato tanto – racconta – e credo che alcuni personaggi, una volta interpretati, continuino a vivere dentro di noi. Questo è uno degli aspetti più belli del teatro».</p>
<p>In questa esperienza c’è anche un elemento che va oltre il palcoscenico: il rapporto umano con le persone incontrate lungo il cammino.</p>
<p>Per Angela, infatti, il teatro è diventato negli anni una sorta di viaggio condiviso, fatto di prove, spettacoli, momenti di tensione, risate, difficoltà e soddisfazioni. Un percorso nel quale le persone diventano spesso importanti quanto gli stessi personaggi interpretati.</p>
<p>«Le amicizie e le compagne di viaggio che ho avuto in questi anni sono davvero tante – racconta Angela – e non potrei nominarle tutte. Ognuna ha lasciato qualcosa».</p>
<p>Tra i tanti nomi ci sono Patrizia, Marialuisa, Lia, Donatella e Gero, compagni di un percorso artistico e umano che Angela conserva con affetto.</p>
<p>Ma ci sono due persone alle quali sente di dover dedicare un pensiero particolare: Giusi Urso e Paola Galvano.</p>
<p>«Sono diventate due amiche che sono entrate nel mio cuore. Credo sia giusto nominarle, perché il teatro è anche questo: condividere emozioni e valori».</p>
<p>Ed è forse proprio questa la chiave per comprendere il rapporto di Angela Sacco con il palcoscenico. La recitazione non è soltanto imparare una parte o interpretare un personaggio. È incontrare persone, costruire relazioni, condividere emozioni e, qualche volta, scoprire che dietro una compagna di scena può nascere un’amicizia destinata a durare ben oltre lo spettacolo.</p>
<h3><strong>E il sipario non si chiude</strong></h3>
<p>Archiviata una stagione estiva particolarmente intensa, per Angela Sacco non c’è però tempo per fermarsi. L’autunno è già pronto a portare con sé nuove avventure, nuovi personaggi e nuove esperienze.</p>
<p>«Sono molto felice perché la stagione autunnale inizia con nuove avventure, nuovi personaggi e nuove esperienze che mi attendono».</p>
<p>Perché, in fondo, per chi ama davvero il teatro il sipario non scende mai definitivamente. Ogni spettacolo rappresenta la fine di una storia, ma anche l’inizio di un nuovo viaggio.</p>
<p>E Angela Sacco quel viaggio sembra avere ancora tanta voglia di continuarlo: con la curiosità di chi vuole scoprire nuovi personaggi, con l&#8217;emozione di chi ogni volta sale sul palco mettendoci qualcosa di sé e con la gratitudine di chi ha capito che il teatro, prima ancora di essere uno spettacolo, è un incontro tra persone, emozioni e storie.</p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/angela-sacco-cinque-personaggi-e-unestate-vissuta-sul-palcoscenico/">Angela Sacco, cinque personaggi e un’estate vissuta sul palcoscenico</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Aragona e La Louvière sempre più unite: Dalla memoria dell’emigrazione a un’amicizia lunga sedici anni nel segno del gemellaggio</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/aragona-e-la-louviere-sempre-piu-unite-dalla-memoria-dellemigrazione-a-unamicizia-lunga-sedici-anni-nel-segno-del-gemellaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 11:15:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[gemellaggio La Louviere]]></category>
		<category><![CDATA[Sagra della Salsiccia Aragona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gemellaggio tra Sicilia e Belgio protagonista dell’incontro in Aula consiliare. Intanto entrano nel vivo i festeggiamenti per San Vincenzo Sedici anni di amicizia, scambi e&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/aragona-e-la-louviere-sempre-piu-unite-dalla-memoria-dellemigrazione-a-unamicizia-lunga-sedici-anni-nel-segno-del-gemellaggio/">Aragona e La Louvière sempre più unite: Dalla memoria dell’emigrazione a un’amicizia lunga sedici anni nel segno del gemellaggio</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il gemellaggio tra Sicilia e Belgio protagonista dell’incontro in Aula consiliare. Intanto entrano nel vivo i festeggiamenti per San Vincenzo</h3>
<p><span id="more-247938"></span></p>
<p>Sedici anni di amicizia, scambi e relazioni nel segno di un legame che affonda le proprie radici nella storia dell’emigrazione italiana e siciliana in Belgio. È stato questo il filo conduttore dell’incontro che ieri pomeriggio, nell’Aula consiliare del Comune di Aragona, ha riunito la delegazione di La Louvière, l’Amministrazione comunale, la Pro Loco e rappresentanti delle associazioni culturali e sportive del territorio.</p>
<p>Un appuntamento che ha assunto un significato particolare proprio perché inserito nel programma dei festeggiamenti in onore di San Vincenzo 2026, ma soprattutto perché ha confermato la volontà di rafforzare ulteriormente il gemellaggio tra Aragona e la città belga, trasformandolo sempre più in un’occasione concreta di confronto, collaborazione e scambio culturale ed economico.</p>
<p>A rappresentare La Louvière erano presenti la responsabile per il gemellaggio Hélène Fopelard e la consigliera comunale Noémie Nomri.</p>
<p>Per l’Amministrazione comunale di Aragona hanno partecipato il sindaco Giuseppe Pendolino e gli assessori Gioacchino Volpe, Claudio Clemenza, Rossana Marino e Francesco Morreale. Presenti anche il presidente della Pro Loco Giuseppe Sferrazza Papa e il vicepresidente Giuseppe  Seminerio, oltre ai rappresentanti delle associazioni: Giuseppe Collura per Corri Aragona e Alice Scrito per Il Mondo di Alice.</p>
<p>All’incontro hanno inoltre preso parte il responsabile ACLA Giovanni Chiarelli e Sebastiano Greco, responsabile USEF e FILEF, che proprio sabato scorso ha ricevuto dal Comune di Aragona il riconoscimento di Cittadino Benemerito.</p>
<h3>Il valore del gemellaggio e la memoria dell’emigrazione</h3>
<p>Ad aprire il confronto è stato il sindaco Giuseppe Pendolino, che ha sottolineato il valore profondo del rapporto con La Louvière e con la comunità italiana e siciliana presente in Belgio.</p>
<p>Il gemellaggio, ha evidenziato il sindaco, non rappresenta soltanto una ricorrenza formale, ma un patrimonio di relazioni costruito nel tempo e che può oggi guardare al futuro attraverso nuovi progetti e nuove forme di collaborazione.</p>
<p>Un legame che assume un significato ancora più forte se si considera la storia dell&#8217;emigrazione siciliana verso il Belgio. Migliaia di siciliani, soprattutto nel secondo dopoguerra, lasciarono i propri paesi alla ricerca di lavoro e di migliori condizioni di vita, raggiungendo il Belgio e contribuendo, con il proprio lavoro, alla crescita economica e sociale delle comunità che li accolsero.</p>
<p>Pendolino ha quindi rivolto un ringraziamento alla delegazione belga per la presenza ad Aragona, ricordando l’amicizia dimostrata nel corso degli anni nei confronti degli emigrati italiani e sottolineando la volontà dell’Amministrazione di potenziare ulteriormente gli scambi culturali, sociali ed economici tra le due comunità.</p>
<p>Nel suo intervento il sindaco ha richiamato anche la memoria della tragedia di Marcinelle, simbolo del sacrificio dell&#8217;emigrazione italiana e siciliana. Un tema che ad Aragona è stato recentemente approfondito anche attraverso l&#8217;importante convegno organizzato dalla CGIL, voluto fortemente  dal vicesindaco Franco Virone, dedicato proprio alla memoria delle vittime e alla storia dell&#8217;emigrazione italiana in Belgio.</p>
<h3>«Sono anch&#8217;io figlia dell&#8217;emigrazione»</h3>
<p>Particolarmente significativo anche l’intervento dell’assessore Rossana Marino, che ha ricordato la propria esperienza familiare, sottolineando di essere anch’essa figlia di emigrati, in questo caso verso la Germania. Una testimonianza personale che ha rafforzato il significato dell’incontro e del gemellaggio. Marino ha ribadito di essere onorata di far parte di questo percorso di amicizia con La Louvière, evidenziando come abbia potuto constatare personalmente l’importanza degli scambi e delle relazioni costruite nel corso degli anni.</p>
<h3>Il ringraziamento di Sebastiano Greco</h3>
<p>Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Sebastiano Greco, che ha rinnovato il proprio ringraziamento all’Amministrazione comunale per il conferimento della cittadinanza benemerita. Greco ha espresso ancora una volta il proprio orgoglio per il riconoscimento ricevuto e ha sottolineato il valore delle attività portate avanti nel corso degli anni per mantenere vivo il rapporto tra le comunità siciliane, italiane e belghe.</p>
<h3>«Grazie per questa calorosa accoglienza»</h3>
<p>A chiudere gli interventi è stata la consigliera comunale di La Louvière Noémie Nomri, che ha ringraziato l’Amministrazione comunale e la comunità di Aragona per la calorosa accoglienza riservata alla delegazione belga.</p>
<p>Normi ha ricordato il significato dei sedici anni di gemellaggio e di scambi italo-belgi, evidenziando come il rapporto costruito tra Aragona e La Louvière rappresenti un esempio concreto di come le relazioni nate dalla storia dell’emigrazione possano trasformarsi, nel tempo, in nuove opportunità di amicizia, conoscenza e collaborazione.</p>
<p>Un ponte tra due comunità che continua dunque a rafforzarsi, partendo dalla memoria di chi è partito e guardando alle nuove generazioni. A fare da interprete è stata la prof.ssa Giuseppina La Mendola.</p>
<h3>La festa di San Vincenzo entra nel vivo</h3>
<p>L’incontro con la delegazione di La Louvière si è inserito in una giornata particolarmente intensa per Aragona, che proprio ieri ha vissuto il grande successo della 39ª edizione della Sagra della Salsiccia, uno degli appuntamenti più attesi della tradizione cittadina.</p>
<p>E i festeggiamenti in onore di San Vincenzo 2026 entrano ora nel vivo.</p>
<p>Questa sera, infatti, la centralissima piazza Aldo Moro ospiterà l’atteso concerto degli Sugarfree Band, appuntamento musicale destinato ad animare il cuore della città e a coinvolgere cittadini e visitatori.</p>
<p>Tradizione, cultura, memoria dell’emigrazione e musica si intrecciano così nel programma di San Vincenzo, in una festa che, ancora una volta, diventa anche occasione per rafforzare i legami di Aragona con le comunità italiane e straniere che nel tempo hanno contribuito a costruire la storia della città.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/aragona-e-la-louviere-sempre-piu-unite-dalla-memoria-dellemigrazione-a-unamicizia-lunga-sedici-anni-nel-segno-del-gemellaggio/">Aragona e La Louvière sempre più unite: Dalla memoria dell’emigrazione a un’amicizia lunga sedici anni nel segno del gemellaggio</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Aragona, al via la 4^ edizione del Premio Città di Aragona: Ecco i premiati</title>
		<link>https://www.scrivolibero.it/aragona-al-via-la-4-edizione-del-premio-citta-di-aragona-ecco-i-premiati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[L. M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[premio Città di Aragona 2026e]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani, venerdì 11 settembre, alle ore 20.00, nella prestigiosa cornice del Palazzo Principe Naselli di Aragona, si terrà la cerimonia di consegna del Premio “Città di&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/aragona-al-via-la-4-edizione-del-premio-citta-di-aragona-ecco-i-premiati/">Aragona, al via la 4^ edizione del Premio Città di Aragona: Ecco i premiati</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large">Domani, venerdì 11 settembre, alle ore 20.00, nella prestigiosa cornice del Palazzo Principe Naselli di Aragona, si terrà la cerimonia di consegna del Premio “Città di Aragona”, giunto, quest&#8217;anno, alla quarta edizione.<br />
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Aragonesi nel Mondo, presieduta dal dott. Vincenzo Di Giacomo, con il patrocinio e il sostegno della Presidenza della Camera dei Deputati, del Comune di Aragona, del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e di realtà del territorio: San Marco &#8211; Energia per il Futuro, Pro Loco Aragona, BCC Banca San Francesco, CVA Canicattì e Clinica Beauty Dental.<br />
Il riconoscimento intende valorizzare personalità che, attraverso il proprio impegno professionale, scientifico, sociale e umano, hanno contribuito alla crescita della comunità e alla promozione dei valori della cultura, della solidarietà e della partecipazione. La manifestazione sarà presentata domani, venerdì 11 settembre, alle ore 10, nell&#8217;Aula Consiliare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, alla presenza del presidente Giuseppe Pendolino.</span><span id="more-247854"></span></p>
<p><span style="font-size: large"><a href="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-247856" src="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01-200x300.jpeg 200w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01-683x1024.jpeg 683w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01-768x1152.jpeg 768w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01-1024x1536.jpeg 1024w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01-1365x2048.jpeg 1365w, https://www.scrivolibero.it/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-10-at-15.02.01.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a><br />
Per l’edizione 2026, la giuria presieduta da Alfonso Pinto e formata da Vincenzo Di Giacomo, don Angelo Chillura, Alfonso Tedesco e Giuseppe Lorenzano ha individuato cinque personalità alle quali sarà conferito il prestigioso riconoscimento:</p>
<p>&#8211; <strong>Alfonso Caramazza</strong>, docente di Psicologia presso la Johns Hopkins University, direttore del Laboratorio di Neuropsicologia cognitiva dell’Università di Harvard e del Centro Interdipartimentale Mente-Cervello dell’Università degli Studi di Trento;<br />
&#8211; <strong>Ignazio Cumbo</strong>, tenente colonnello dell’Esercito Italiano, nell’Arma delle Trasmissioni, specialità Telematica, capo dell’Ufficio Pianificazione e Coordinamento Risorse presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, VI Reparto Sistemi;<br />
&#8211; <strong>Azzurra Morreale</strong>, professoressa associata presso la School of Business and Management della LUT University in Finlandia e direttrice del Viplab, laboratorio dedicato alla ricerca sperimentale in ambito economico e comportamentale;<br />
&#8211; <strong>Carmelo Salamone</strong>, ingegnere meccanico e ricercatore industriale, titolare della Ettken Group nel settore automotive a Istanbul;<br />
&#8211; <strong>Settimo Suriano</strong>, frate minore conventuale presso il convento San Francesco di Assisi di Palermo.<br />
La serata sarà presentata dal giornalista Luigi Roberto Mula, mentre le letture saranno affidate a Lia Cipolla.<br />
Il Premio “Città di Aragona” si conferma, così, un significativo momento di incontro e di promozione dell’identità aragonese, rafforzando il legame tra la comunità locale e gli aragonesi che si sono distinti in Italia e nel mondo.</span></p><p>The post <a href="https://www.scrivolibero.it/aragona-al-via-la-4-edizione-del-premio-citta-di-aragona-ecco-i-premiati/">Aragona, al via la 4^ edizione del Premio Città di Aragona: Ecco i premiati</a> first appeared on <a href="https://www.scrivolibero.it">Scrivo Libero News</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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